Category Archives: From the dark past

Destiny: Timo Tolkki per l’ultima volta nella stratosfera

I prodromi del declino di Timo Tolkki, e conseguentemente degli Stratovarius, si ravvisarono con questo disco. Allora non diedi poi troppa importanza a quelli che mi sembravano giusto degli svarioni qui e lì in quello che era comunque un buonissimo lavoro e che veniva dopo quasi dieci anni di dischi progressivamente migliori uno dell’altro, culminati con due gemme clamorose ed

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Avere vent’anni: STRATOVARIUS – Destiny

Se Visions sconvolse l’intero panorama metal mondiale in quanto pressoché inaspettato, dato che veniva da un gruppo di misconosciuti finlandesi autori di una serie di album apprezzati dagli appassionati di quel genere ma ignoti ai più, per Destiny l’attesa fu spasmodica. Gli Stratovarius a quel tempo erano visti come uno dei nuovi probabili gruppi-guida dell’heavy metal, per due motivi: da

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Avere vent’anni: WHIPLASH – Thrashback

Thrashback dei Whiplash è un album capace di darti la sensazione che la discografia di una band, alla sua uscita, sia stata come rimescolata. Suona fedele allo speed metal degli Ottanta come neanche il debut Power And Pain faceva, perché lì erano già presenti una propensione per velocità e pesantezza non comuni a molti debuttanti di quel periodo. Kill’em All di soli

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Avere vent’anni: MY DYING BRIDE – 34.788%… Complete

Retrospettivamente 34.788%… Complete è probabilmente un album che bisognava aspettarsi dai My Dying Bride. Pensate un attimo alla fine che avevano fatto gli altri grandi del genere nel 1998: Paradise Lost? One Second uscito l’anno prima. Anathema? Eternity uscito due anni prima e Alternative 4 quello stesso anno. Questo solo rimanendo nella plumbea Albione. E i Katatonia in Svezia che

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Avere vent’anni: settembre 1998

RUNEMAGICK – Supreme Force of Eternity Trainspotting: Qualche mese fa parlammo del debutto degli Amon Amarth, un bel dischettino tranquillo il cui valore è stato nel corso degli anni pompato all’inverosimile, e molto candidamente ci si chiedeva il perché. La stessa domanda, ma in senso opposto, la pongo adesso col debutto dei Runemagick, che con Once Sent From the Golden

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