Category Archives: Avere vent’anni

Avere vent’anni: NEVERMORE – Dreaming Neon Black

Cesare Carrozzi: Leviamoci subito dall’imbarazzo: Dreaming Neon Black fa schifo al cazzo (e anche rima). Fa schifo al cazzo adesso come faceva schifo al cazzo venti anni fa e come farà sempre schifo al cazzo, nei secoli dei secoli. Ho sempre considerato Warrel Dane un ottimo cantante almeno fino ad un certo punto della sua carriera (cioè fino ai Sanctuary),

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Avere vent’anni: dicembre 1998

LA CARUTA DI LI DEI – Mediterraneo Atto I Ciccio Russo: Dopo aver inciso lo straordinario album d’esordio degli Inchiuvatu (per me il miglior disco black metal mai inciso in Italia), Agghiastru iniziò a far girare una cassettina espressione della cosiddetta “Mediterranean Scene”, con brani di gruppi accomunati dal cantato in siciliano ma fortemente distinti nei suoni, che esploravano diverse

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Avere vent’anni: METALLICA – Cunning Stunts

Dei Metallica avevo proprio tutto: bootleg razziati nei peggiori negozi della Toscana e che presentavano una qualità audio indecente, ed anche il fantastico Cliff ‘em All in cui – giovanissimi – fingevano di rubare le casse di birra. Il meglio del meglio, per poter capire come stesse l’intera faccenda, era rappresentato da quel A Year And A Half In The Life Of

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Avere vent’anni: VINTERSORG – Till Fjälls

Quando si parla di Vintersorg di solito si tende sempre a dividere la carriera in tre tronconi: quello folk/viking metal che arriva fino ad Odemarkens Son, quello del periodo di mezzo più sperimentale (all’interno del quale il buon Andreas si era messo improvvisamente a parlare di metafisica piuttosto che di tradizioni pagane), e quello da Naturbål in poi, che ha

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Avere vent’anni: FAITH NO MORE – Who Cares a Lot?

Questo best of uscì che l’inchiostro con cui i giornali di tutto il mondo annunciarono la notizia dello scioglimento dei Faith No More era ancora fresco. L’operazione poteva risultare inopportuna, perché troppo tempestiva. Poteva sembrare, questa della Slash Records, una cosa da sciacalli. E in effetti lo fu. Il titolo del primo best of dei californiani è un ironico rimando

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