Quarant’anni fa CLIFF BURTON lasciò un vuoto che non è mai stato riempito
Cliff Burton non fu il primo bassista dei Metallica: prima di lui c’era stato Ron McGovney, amico di James Hetfield, che conosceva dai tempi dei Leather Charm. Fu presente nei primi concerti e nei demo, compreso No Life ’til Leather, poi se ne andò perché, molto curiosamente, non sopportava Dave Mustaine. Già nel 1982 il gruppo era promettente e tecnicamente avanzato, soprattutto nella scrittura collettiva: precisione ritmica, cambi di tempo e una quantità insolita di idee. In quel mentre, Cliff Burton arrivò da un’altra strada. Era poco metallaro in senso stretto, ma molto musicista: aveva studiato il pianoforte fin da piccolo, era appassionato di musica classica e jazz, oltre che di rock in generale, poi era passato al basso elettrico, per il quale aveva maturato un proprio stile, chiaramente derivato dalla tradizione di Geezer Butler, combinato con quella di personalità come Lemmy, Stanley Clarke e Geddy Lee. Negli EZ-Street aveva suonato con i futuri Faith No More Jim Martin e Mike Bordin; con gli Agents of Misfortune si era dedicato a lunghe improvvisazioni fra hard rock, psichedelia e progressive. In un filmato del 1981 si ascoltano già parti di quello che poi diventerà (Anesthesia) – Pulling Teeth e il riff di basso di For Whom the Bell Tolls.

In Kill ’Em All, composto in gran parte prima del suo arrivo, Anesthesia fu la sua consacrazione come bassista virtuoso dell’allora metal estremo. Oltre a saper suonare benissimo, Cliff, rispetto agli altri membri del gruppo, aveva una preparazione musicale superiore tanto da fare loro da insegnante di teoria, al bisogno. Fu così che soprattutto grazie a lui, da Ride the Lightning in avanti, la consapevolezza generale dei Metallica cambiò: i brani divennero più complessi, apparvero delle aperture acustiche, le armonizzazioni si fecero più personali. Il terzo lavoro, Master of Puppets, rappresentò la sintesi di quello che erano diventati, con Orion al vertice. Alle tecniche consolidate del basso rock, Cliff univa un suono personale fatto in parte di distorsione, fuzz e wah, poi usava accordi, arpeggi, si spostava al bisogno nel registro acuto e adottava linee indipendenti dalle chitarre. Il suo basso era saturo e fisico, molto adatto allo stile dei primi Metallica; dietro quella grande energia c’erano però sia pensiero armonico che una grande cultura musicale, insieme a un ottimo senso della forma. Cliff aveva anche un’idea molto chiara della libertà artistica dei Metallica. Nel 1986, quando qualcuno li accusava già di essersi venduti perché avevano rallentato e ampliato la propria musica, rispondeva semplicemente:
Facciamo quello che vogliamo fare. Se per altri questo significa esserci venduti, allora… Pazienza! […]
O magari basta non suonare sempre a mille all’ora.
[intervista trascritta su Loudersound]
Lui era il vero musicista del gruppo, che esortava i Metallica a non avere confini, a creare e a percorrere una strada personale.
Il 27 settembre 1986, durante la tournée europea di Master of Puppets, l’autobus dei Metallica uscì di strada e si rovesciò nei pressi di Dörarp, in Svezia. Cliff venne sbalzato all’esterno e rimase schiacciato sotto il mezzo. La sua morte, a ventiquattro anni, arrivò quando il gruppo aveva appena realizzato il proprio capolavoro, nel pieno della loro fase classica. I Metallica persero un amico strettissimo e un musicista eccezionale, ma anche la personalità capace di tenere insieme le loro diverse tendenze e di opporre il proprio giudizio alle decisioni degli altri. La violenta scomparsa di Cliff Burton rappresentò un trauma per tutto il mondo heavy metal, che all’epoca stava vivendo una delle suoi momenti più creativi e pionieristici. Il gruppo riprese a suonare quasi immediatamente, senza avere realmente elaborato quanto era accaduto. Molti anni dopo Hetfield avrebbe riconosciuto che il dolore e la rabbia per la morte di Cliff furono riversati su Jason Newsted. Questo nuovo bassista era considerato da tutti un ottimo strumentista e dal vivo diventò presto una presenza formidabile, ma all’interno dei Metallica non gli venne concesso uno spazio paragonabile a quello del predecessore.

In queste circostanze …And Justice for All portò la precedente complessità dinamica verso un disco buio, rigido e ossessivo. Newsted partecipò alla scrittura di Blackened e registrò parti eccellenti, ma nel missaggio il suo strumento fu ridotto fino a diventare impercettibile. Quella cancellazione sonora, qualunque ne fosse la motivazione immediata, finì per rappresentare perfettamente ciò che era successo: i Metallica avevano trovato un nuovo bassista, ma non erano disposti a riconoscergli la posizione occupata da Cliff.
…And Justice for All fu così l’ultimo, cupissimo tentativo di proseguire lungo la strada aperta insieme a Burton e, contemporaneamente, l’amara conferma dell’impossibilità di farlo senza di lui. Dopodiché, i Metallica cambiarono per sempre, insieme al mondo che li circondava. Arrivarono strutture più semplici, una produzione enorme, un’immagine diversa, molto lontana dal thrash di pochi anni prima e una capacità strategica quasi senza paragoni nella storia del rock, con un finale che conosciamo tutti: diventarono il gruppo metal più famoso, potente e remunerato del mondo. Cliff Burton era un bassista compositore: aveva uno spazio importante dentro la musica dei Metallica, ma in più contribuiva a decidere che cosa quella musica potesse diventare. Con lui, la crescita del gruppo sembrava ancora una conseguenza della creatività. Dopo di lui, accadde l’esatto contrario: la musica divenne lo strumento della crescita. I Metallica non smisero di fare musica, naturalmente, ma le circostanze, le opportunità, le capacità imprenditoriali li fecero andare da una parte. Quella musica, che era stata costruita insieme a Cliff Burton, se ne andò con lui. (Stefano Mazza)

Articolo eccellente .
Ciao, bell’articolo molto sentito, puntuale e preciso. Grazie. A distanza di anni noi metallari stiamo riuscendo a dare una forma e un senso chiaro, sereno, e netto, a questa eredità culturale che ci ha plasmati, questa potenza devastante ormai ultra cinquantennale. Mi permetto di aggiungere per quanto riguarda il gruppo dei tre sopravvissuti, ci sta quanto detto da Moretti nei confronti di Mikhalkov “quando faceva il regista e non l’uomo di potere”…, anche se la loro sensibilità come umani e artisti è sempre presente, almeno per quanto riguarda James direi proprio di si, trasmette l’idea di una persona che fa i conti tutti i giorni con se stesso.
Ma noi siamo qui per Cliff Burton…
Articolo eccellente. Però, mannaggia a te, grazie per avermi fatto pensare col magone a quello che avrebbe potuto essere
L’articolo è bello, ma non mi ha mai convinto il serpeggiare di un’idea di fondo estremamente diffusa. Quella per cui se Cliff fosse sopravvissuto la band non avrebbe mai smarrito la bussola. Se mi’ nonno c’aveva tre palle era un flipper.
Non credo avesse tutto questo potere, il buon Cliff, in seno alle dinamiche sulle scelte musicali. Forse era la persona più creativa e libera mentalmente, questo sì. Ma il nano danese è sempre stato un pezzo di merda e avrebbe fatto ingoiare bocconi amari a chiunque si fosse messo tra lui e i soldi.
Tra l’altro a me questi sono sempre stati indigesti, non ci posso fare niente.
L’articolo è bello in effetti. Quel che non ho mai condiviso è la convinzione messianica che serpeggia anche qui. Ovvero che se Cliff fosse sopravvissuto la band non avrebbe mai smarrito la bussola.
A parte la questione “se mi’ nonno c’aveva tre palle era un flipper”; è, di contro, più utile considerare un dato di realtà inconfutabile. Il nano danese è un grandissimo pezzo demmerda e non avrebbe permesso a nessuno di frapporsi tra sé e la brama di ricchezza. Nemmeno all’uomo che, tra i quattro, era il più candidamente interessato alla dimensione artistica.
Esentando Burton, io questi proprio non li sopporto, comunque. Mi stanno sul cazzo in una maniera devastante.
Ti ringrazio. La musicologia si fonda sulle parole: nell’articolo non va letto più di quanto ci sia scritto. Non sostengo che, se Cliff fosse sopravvissuto, i Metallica non avrebbero mai smarrito la bussola. Non possiamo sapere che cosa sarebbe accaduto, né ha senso immaginarlo. La tesi è più semplice: dopo la sua morte i Metallica cambiarono, nella musica e negli equilibri interni. Presero una strada che li rese enormi, ma dalla quale io smisi di sentirmi coinvolto. Non dico che Cliff li avrebbe salvati: dico che la musica costruita insieme a lui finì lì.
Sicuramente non é possibile fare nessuna ipotesi su quale sarebbe stato il destino dei Metallica con Cliff vivo, né sapere se lui stesso fosse cambiato una volta raggiunta una certa età o un certo grado di successo, però bisogna ricordare che lui ha avuto la forza di imporsi anche su Lars Ulrich e sugli altri quando pose come condizione vincolante per la sua presenza nella band quella che la band si stabilisse a San Francisco piuttosto che a Los Angeles, con tutte le conseguenze (anche musicali) che una scelta del genere poteva comportare all’epoca. Cliff, vista anche l’eta anagrafica leggermente superiore agli altri (che in quella fascia di età che avevano loro nei primi anni 80, ha ancora un peso), aveva una certa leadership e un ascendente sul resto del gruppo, inoltre ha sempre dimostrato di avere una personalità molto spiccata e indipendente quindi é probabile che avrebbe continuato a dare un proprio significativo indirizzo alla band, quantomeno a livello compositivo e, in caso di disaccordo, é molto probabile che le loro strade si sarebbero separate. Non é possibile quindi dire se i Metallica con Cliff non avrebbero perso la bussola, ma quantomeno, visti i risultati da Load in poi, si può almeno immaginare album qualitativamente un po migliori, almeno dal punto di vista strettamente compositivo.
Come recitava una t shirt ( non riesco a caricare l ‘immagine….sono diversamente intelligente) IT SHOULD HAVE BEEN LARS
che cumulo di str..,ehm… sciocchezze .
Era un musicista mediocre ed è considerato oggi bravo solo perché e’ morto.
Questa e’ la semplice verità,
poi di stron…ehm di gente che non capisce nulla di musica e addirittura scrive articoli e’ pieno il mondo
a Piero, chi sei tu per giudicare Cliff? Non mi sembra che tu sia un bassista neanche minimamente accostabile a Cliff. Sei un meschino come tutti noi, e prima di giudicare Cliff dovresti almeno provare a Fare le cose che ha fatto lui.
talk is cheap
bravo. Ora torna a farti le pippe col poster degli europe
Cerchiamo di crescere un po culturalmente da un punto di vista musicale! Innanzitutto, quando si afferma che un musicista sia mediocre, per non risultarlo altrettanto di persona, bisognerebbe precisare sotto quale aspetto (tecnica, espressivitá/feeling, capacità compositiva, creatività, originalità) si concretizzerebbe questa presunta mediocrità! Nel caso di Cliff Burton è vero che esistono infiniti bassisti (Pastorius, Patitucci, Sheehan, Myung, Wooten, etc., etc.) con molta più tecnica (tra l’altro Cliff aveva una tecnica molto più da chitarrista che da bassista vero e proprio ed è anche per questo che risultava originale) ed è vero che esistono musicisti capaci di comporre cose più complesse delle sue, ma questo non vuol dire assolutamente nulla perché non sempre un musicista più tecnico è anche più capace di comporre cose complesse o originali nè il possesso di entrambe le qualità garantisce la produzione di musica superiore alla media o innovativa/capace di scrivere la storia quantomeno di un genere. Spesso una tecnica sufficiente e una conoscenza della musica approfondita quanto basta, per quanto non profondissima, se in possesso delle persone con le giuste idee o dotate di personalità o originalità creano quel mix che produce qualcosa di personale e di assoluto rilievo, come è avvenuto con Cliff e i Metallica fino a Master of Puppets. In And Justice for all, i Metallica hanno provato a fare qualcosa di più complesso del passato (come da loro stesso dichiarato in diverse interviste in cui affermano che volevano dimostrare di essere i migliori da un punto di vista non della tecnica individuale, bensì come band nel complesso) sotto ogni punto di vista, ma senza riuscire a risultare particolarmente originali o a ricreare quell’alchimia che rendeva tutto perfettamente amalgamato come invece era avvenuto in Master of Puppets e l’assenza di Cliff si nota perché è tutto meno originale e creativo, più monotono e incolore e anche più involuto rispetto al passato (nonostante le varie cose introdotte per dimostrare di essere migliori, dai cambi di tempo, alle figure ritmiche, alle armonizzazioni etc). Capisco che un evento tragico come la morte di Cliff abbia avuto un impatto enorme e devastante su di loro, tanto da portarli a creare il loro album più oscuro, pesante e ossessivo, ma sebbene sia uno dei miei album preferiti, non posso non ammettere che la magia che c’era con Cliff, non c’è più. È una cosa che un musicista serio che abbia sviluppato un minimo di sensibilità artistica percepisce facilmente e immediatamente. Dico tutto questo pur non avendo mai avuto una venerazione per Cliff, bensi perche, da musicista, è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare, ma soprattutto, sono tanti i musicisti che pur non avendo una tecnica sovrumana o un vocabolario musicale complesso, sono riusciti a scrivere pagine storiche della musica e in particolare del nostro genere ed è una cosa che non si può negare in nessun modo.
Purtroppo il mondo social odierno è questo: si prende un’icona, gli si butta merda sopra tanto per fare il bastian contrario e poi, tutto compiaciuto, si insulta pretendendo di avere ragione. Neanche tanto per convinzione o cos’altro, semplicemente si vuole avere i 5 minuti di notorietà.
vabbè, contento te…
I primi tre dischi dei Metallica sono indispensabili ,non so se per merito di Cliff.Non capisco perché c’è gente che crede che bisogna capirci di musica per apprezzare dischi.La musica è piena di musicisti non eccelsi o mediocri che hanno fatto grande musica,per esempio Beatles,Rolling Stones e Pink Floyd.La musica può essere suonata anche non avendola studiata.I musicisti da conservatorio non fanno inevitabilmente grande musica.
Bellissimo articolo, complimenti.
Molto bello e maturo questo articolo. Se Cliff non fosse morto prematuramente perlomeno i dischi dei Tallica degli anni 90 avrebbero avuto una dignita’ artistica differente, io questo lo do’ per certo.
Articolo molto bello. Burton ha dimostrato di essere molto aperto rispetto al merdallaro medio, come viene riportato nell articolo ha dato un contributo enorme alla musica dei Metallica, facendo crescere anche i suoi amici mostrandogli nozioni nuove, il suo background musicale e la sua preparazione non potevano essere ignorati.
A questo punto una domanda ogni tanto balena nella mente, se non fosse morto cosa sarebbe stati ora i Metallica? Non lo sapremo mai.
James Hetfield Thinks Cliff Burton Would Have Been His ‘Ally’ Against Metallica’s ’90s ‘Reinvention’
https://ultimateclassicrock.com/james-hetfield-cliff-burton-metallica-reinvention/
…e ho detto tutto
Articolo molto bello.
Se non erro, tra l’altro, fu Cliff a introdurre gli altri alla lettura di Lovecraft.
Ottimo articolo: grazie!
Difficile ipotizzare con un “what if” se Cliff fosse scampato a quel dramma… a soli 24 anni (non scordiamocelo – uno sbarbato).
Ad ogni modo ritengo che prima di buttare merda su un bassista che a 24 anni poteva fregiarsi di aver contribuito attivamente alla creazione dei primi 3 dischi dei Metallica, ci penserei due o tre mila volte, con e senza basi musicali alle spalle. Persa occasione per tacere.