Author Archives: Marco Belardi

Avere vent’anni: ANTHRAX – Volume 8: The Threat is Real

In queste pagine ho ammesso di essere molto affezionato a dischi che molti ritengono indifendibili, come l’aggressivo Jugulator dei Judas Priest o Load dei Metallica. Tranquilli, non mi spingerò a fare nulla del genere con gli Anthrax. Volume 8: The Threat Is Real è il secondo disco consecutivo senza Dan Spitz alla chitarra, ed anche il penultimo di inediti con John Bush alla voce

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Qualcuno adotti Chris Barnes: SIX FEET UNDER – Unburied

Unburied è l’album di b-side di un gruppo che solitamente pubblica dischi piuttosto brutti. A dire il vero anche loro, i Six Feet Under di Chris Barnes, hanno completato una qualche parvenza di “percorso”: in partenza erano una sorta di succursale degli Obituary con al seguito un batterista molto scarso, per intenderci un po’ come il Sassuolo o l’Empoli con

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Ho quasi rischiato di scopare con i Marduk

In realtà manca circa un anno al ventennale di Panzer Division Marduk, ma non ho resistito. In pratica, ieri, rientrando dal lavoro ho scoperto la reale potenza di quell’album, di cui non parlerò assolutamente perché già sapete com’è, già capitolate al suolo quando Legion grida Attack! Attack! Attack! e se non vi piace oppure lo trovate noioso e ripetitivo, non posso aiutarvi in

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Più rumorosi di una ristrutturazione condominiale: EXHORDER e DEVASTATION

Era marzo quando ho traslocato e, spostando una trentina di scatole e un mobile nonché postazione del PC da cui sto scrivendo, avevo già fatto. Ho conosciuto persone con la fobia pura da trasloco: non li ho mai capiti, ma la realtà è che i miei traslochi – già un paio nell’ultimo decennio – sono sempre stati piuttosto semplici da

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Un po’ di made in Italy: EVERSIN – Armageddon Genesi

Ho seguito questa band fin dagli esordi. Neanche si chiamavano così, e dopo averli un po’ persi di vista ho ripreso a incuriosirmi delle loro uscite con Trinity: The Annihilation, ad oggi il loro lavoro che più ritengo completo, quadrato e dotato di un’identità amalgamata al meglio. Piuttosto, tutti i motivi per cui criticherei le loro prime produzioni si ricollegano al disporre

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