Author Archives: Marco Belardi

I due inediti dal vivo dei TOOL sono la solita solfa

La testa rimbombava di titoli come Master Of Puppets, ma da ragazzino già mi facevo di grunge come un disgraziato. Anzi, ero partito proprio da lì, nel 1993 o 1994, e quindi era naturale che avessi una certa predisposizione per certo rock o metal alternativo. In TV comparì il video di Sober, la folgorazione totale. Un annetto più tardi mi sarebbe capitata

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A volte ritornano: NECRODEATH – Defragments of Insanity

Fragments Of Insanity è un titolo sul quale avevo pianificato di scrivere qualcosa già dallo scorso anno, ovvero quando mi occupai con grande soddisfazione di Into the Macabre. Che poi è sempre una scusa bella e buona per rimetterli su un’ennesima volta, album del genere. Pensai ora tocca a quello, e poi c’è il ventennale di Mater Of All Evil. Il

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THE POLITICS OF METAL SKUNK: perché è saltato il concerto dei Sepultura in Libano

Come ben saprete, il concerto dei Sepultura a Beirut, in Libano, non si è mai tenuto. La data prevista era quella del 28 aprile, e le autorità locali hanno semplicemente impedito il visto alla band brasiliana senza scendere troppo in dettagli. Questi ultimi, comunque, sarebbero legati a una presunta attitudine anticristiana della band – il che ci fa supporre avessero

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Togliete quella consonante: INCULTER – Fatal Visions

Serie di tornanti, le curve dove il passeggero solitamente chiede di accostare e si sente male. Ripasso davanti a quello stramaledetto ristorante dove feci il pranzo della comunione e, non so perché, ma ci viene l’idea di rimanere a mangiare fuori. Proprio dove ero entrato vestito come un chierichetto? Eh no, preferisco arrangiarmi con la famosa schiacciata di Chiesanuova che ritornarmene

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Avere vent’anni: KREATOR – Endorama

La giovane Mille P. odorava con insoddisfazione il profumo dello stallatico misto agli scarichi industriali. Era così in tutto il bacino della Ruhr. Pomeriggi passati a farsi palpeggiare dai contadini in cambio di qualcosa da mangiare, o una carta telefonica di piccola pezzatura, avevano generato in lei l’idea che dovesse lasciare quei luoghi grazie ai quali ebbe modo di crearsi

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