Author Archives: Marco Belardi

Frattaglie in saldo #41: indigestione di thrash metal

SEAX- Fallout Rituals L’evoluzione degli americani Seax ci rivela sostanzialmente che l’attitudine scanzonata e sleazy degli esordi è finita da qualche parte in cantina, ed ora questi suonano semplicemente uno speed metal tirato, con i titoli ganzi tipo Interceptor, e completamente privo di tregua. Inoltre mi ricordavo una voce rauca, ma adesso è come se al suo posto ci fosse

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IV – HAIL STAN e l’indecifrabile musica dei PERIPHERY

I cinque del Maryland sono uno di quei gruppi che non ascolto praticamente mai, non per principio ma piuttosto per ragioni squisitamente cautelari, e che ho sempre associato alla parola djent. Ricordo di avere sentito un paio di loro album, forse tre, e se dovessi riassumerne l’essenza direi che si tratta di un prog metal moderno di buona fattura, che dopo

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Nonno Pietro consiglia: VIOLENTOR – Putrid Stench

Lorenzo: eh, questi Violentor, eh? Son ganzi per davvero, Mario. Mario: si si, bravo. Però son differenti da com’erano su Maniacs. Lorenzo: o che si son bell’e sciupati? Mario: macchè sciupati, c’è la batteria in presa diretta, ha i suoni meno thrashoni di Maniacs. Lorenzo: ti vuoi aprire? Vuoi aprire il tuo animo con me? Mario: eh! Lorenzo: spiegami com’è

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“Berserker”, ovvero l’ologramma degli AMON AMARTH

In quel vicolo non passava molta gente, ma quella sera ebbi l’impressione di essere entrato in una stradina proibita perfino ai pedoni. Dopo una cinquantina di passi ne avvertii alcuni dietro di me, e almeno inizialmente, la cosa mi rincuorò. Dopodiché questi si affrettarono, oltre a diventare più intensi. Erano come la doppia cassa di Black Diamond degli Stratovarius, oppure

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