Author Archives: Marco Belardi

Abbracciare TREY AZAGTHOTH per venti secondi è un antidepressivo naturale

Il primo pensiero che ho immagazzinato su Trey Azagthoth è che fosse il Male incarnato. Ricordo questa figura esile con una croce rovesciata tatuata sul braccio destro, tanti capelli in testa quanti ne aveva il batterista e la faccia piena di sporgenze: risaltavano in particolar modo zigomi simili a speroni di roccia, e poi quelle due caverne abitate da orsi

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Nelle terre poco estreme: OPETH – In Cauda Venenum

L’odore di decomposizione li tenne alla larga da quell’autobus abbandonato per qualche minuto. Erano riusciti a intravedere – attraverso i suoi malconci finestrini – solo alcuni degli oggetti presenti all’interno: un fucile Remington calibro ventidue, qualche vestito sporco, e, su un tavolino improvvisato da una panca, una specie di taccuino. In calce era possibile leggere a piccoli caratteri In Cauda

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