Author Archives: Metal Skunk

Avere vent’anni: settembre 1998

RUNEMAGICK – Supreme Force of Eternity Trainspotting: Qualche mese fa parlammo del debutto degli Amon Amarth, un bel dischettino tranquillo il cui valore è stato nel corso degli anni pompato all’inverosimile, e molto candidamente ci si chiedeva il perché. La stessa domanda, ma in senso opposto, la pongo adesso col debutto dei Runemagick, che con Once Sent From the Golden

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Avere vent’anni: HOLE – Celebrity Skin

Trainspotting: L’unico motivo per cui Celebrity Skin non è uno dei miei dischi preferiti è che l’ho scoperto tardi, circa dieci anni dopo la sua uscita, quando ero una persona completamente diversa dal diciassettenne che riusciva ancora a prendere tremendamente sul serio tutto l’immaginario West Coast e che si ostinava a mettere le camicie di flanella a scacchi per adorazione

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Avere vent’anni: agosto 1998

ANATHEMA – Alternative 4 Charles: Non è affatto semplice confrontarsi con la complessa e costante evoluzione occorsa allo stile degli Anathema nel corso degli anni, lo diciamo spesso. Allo stesso tempo è difficilissimo rispondere alla domanda delle domande: qual è l’album migliore? Alla fine tutto il nostro chiacchiericcio sul metal ruota sempre intorno a questa banalissima domanda. Io mi sono

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Avere vent’anni: OPETH – My Arms, Your Hearse

Marco Belardi: My Arms, Your Hearse è l’album degli Opeth che segna – per la prima volta, ma sfortunatamente non l’ultima – un punto di rottura enorme nei confronti del precedente lavoro in studio. È radicalmente diverso da Morningrise non solo perché nasconde la forte componente folk degli esordi, ma soprattutto per il fatto che Akerfeldt dovette mettere un punto, e

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