Author Archives: Cesare Carrozzi

Avere vent’anni: ARCH ENEMY – Stigmata

Prima che gli Arch Enemy si trasformassero in quel campionario di sfiga assortita che sono adesso, prima che Christopher Amott si rendesse conto di avere una dignità e mollasse baracca e burattini uscendo definitivamente da ‘sto gruppo della merda, prima che diventassero una macchina macinasoldi per metallari all’acqua di rose morti di fregna impegnata in infiniti tour con la cantante inguainata

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Avere vent’anni: JOE SATRIANI – Crystal Planet

Tra i vari guitar heroes che mi hanno allietato l’adolescenza, Satriani è sempre stato quello che meno ha incontrato il mio personalissimo gusto, per quanto potesse comunque piacermi molto. Ovviamente la stragrande maggioranza di voialtri testoni starà pensando che non capisco un cazzo (vero), oppure “chi cazzo è Cesare Carrozzi?” (già, chi stracazzo sarà mai?), o magari che devo morire

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Avere vent’anni: SYMPHONY X – Twilight in Olympus

Ho una certa nostalgia dei Symphony X vecchia maniera, meno aggressivi ma più proghettoni, più sinfonici, più neoclassici e, se vogliamo, anche più ingenui. I tempi di quando Russell Allen ancora non sporcava troppo la voce, degli stacchetti vocali a cappella alla maniera dei Queen, delle fughe o addirittura di quelle intere porzioni strumentali scippate di peso da Bach, Mozart

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Firepower: un buon disco solista di Halford con un altro logo

Leggo molta gente che, riferendosi a Firepower, lo definisce il disco più aggressivo da Painkiller, o comunque quello uscito meglio dall’anno di grazia millenovecentonovanta. Non sono d’accordo su entrambe le affermazioni, visto che la gente non capisce un cazzo e queste scemenze sono solo l’ennesima dimostrazione di quanto sia purtroppo vera questa costante universale. Anzitutto, l’album più aggressivo da Painkiller

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ROYAL HUNT – Cast in Stone

I Royal Hunt per certi versi mi hanno sempre ricordato un po’ gli Skylark, però capiamoci bene: non mi riferisco alla tecnica o alla qualità intrinseca di questi quattordici album che hanno tirato fuori in tot anni di carriera, perché ovviamente tra gli Skylark e questi fresconi danesi da questo punto di vista c’è un abisso infinito ed incolmabile. No, è

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