Author Archives: Ciccio Russo

E CHI SE NE FREGA #13

Come ogni grande testata internazionale che si rispetti, anche Blabbermouth durante le festività ha aumentato il, già notevolissimo, numero di notizie stupide e inutili sulla propria homepage. Urgeva dunque una nuova puntata della nostra amabilissima rubrica dedicata ai titoli più cretini e surreali pubblicati dalla sedicente Cnn dell’heavy metal, anche perché, presumibilmente, gli altri scioperati del blog si risveglieranno dal

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Only Ghosts: i RED FANG sono gente seria

Al quarto disco il bilancio si può stilare: i Red Fang sono gente seria che fa estremamente sul serio e si meriterebbero un successo ancor maggiore di quello, non trascurabile, del quale godono ora. Dal vivo appariranno pure come quattro placidi bambacioni dell’Oregon ma devastano sempre tutto. Murder The Mountains, secondo full nonché esordio su Relapse, fece un botto tutt’altro che scontato

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E CHI SE NE FREGA #12

I Disturbed si giocheranno il Grammy per la ‘Best Rock performance’ con Beyoncé David Draiman: è “strano” giocarsi il Grammy con Beyoncé David Draiman ricorda la prima volta che ha ascoltato i Black Sabbath Dave Mustaine ricorda la prima volta che ha ascoltato i Black Sabbath Reso il giusto tributo al nume tutelare della nostra consueta rassegna dei titoli più stupidi,

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Back from the dead: BRUTALITY – Sea of Ignorance

Nessuno suonava come i Brutality, tra i gruppi più sottovalutati e ingiustamente dimenticati a emergere dalle paludi di quella Tampa che diede i natali a quasi tutti i colossi del death americano. Esordirono sulla lunga distanza nel ’93 con il fenomenale Screams of Anguish, troppo tardi per intercettare il picco di popolarità di un genere ormai in procinto di subire un drastico ridimensionamento commerciale

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Frattaglie in saldo #28

  L’esordio Eternal Domination, nel 2007, fece un discreto botto a livello underground. Il lavoro successivo uscì per Nuclear Blast e a un certo punto sembrò che i SUICIDAL ANGELS potessero essere destinati a discrete fortune commerciali. L’etichetta tedesca li piantò subito dopo ma il caparbio quartetto di Atene continuò a macinare un album dopo l’altro e a versare litri di sudore

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