Skunk Jukebox: spropositi per l’anno nuovo

Anno nuovo, vita nuova ma non per Rogga Johansson che, a differenza di noi comuni mortali, continua a beneficiare di giornate di 72 ore e a mettere su una nuova band al mese. L’ultimo progetto dell’iperattivo chitarrista svedese si chiama LEPER COLONY e lo vede unire le forze con Marc Grewe, ex cantante dei tedeschi Morgoth. Il genere è un rassicurante death metal europeo alla vecchia, non proprio fantasioso ma dal buon piglio. Curiosamente, il gruppo non è ancora presente su Metal Archives ma è plausibile che Rogga lo abbia fondato l’altro ieri e abbia tirato giù i pezzi in un paio d’ore mentre cucinava il soufflé di aringa.

Gli appassionati più irriducibili della scena greca si ricorderanno dei DEVISER, formatisi nel 1989 ma condannati a un destino da terze file, un po’ perché non erano proprio dei geni, un po’ perché l’Lp di debutto Unspeakable Cults uscì solo nel 1996, quando i tempi d’oro del black ellenico erano già giunti alla fine. La mia teoria è che a rovinarli fu la terribile copertina dell’Ep del 1994 The Revelation of Higher Mysteries, che li costrinse probabilmente a non farsi vedere in giro per un po’ al fine di non esporsi al pubblico ludibrio. Ad ogni modo, il 10 febbraio, dodici anni dopo l’ultimo full Seasons of Darkness, uscirà il nuovo album Evil Summons Evil. Il singolo Death is life Eternal, corredato da un video che farà la gioia di tutti gli appassionati di satanismo da supermercato, non è male, melodico e cadenzato, più vicino ai suoni nordeuropei che a quelli mediterranei.

I KATATONIA hanno smesso di interessarmi da un pezzo e non ho quindi una posizione precisa sulle loro ultime evoluzioni, né qualcosa di chissà quanto brillante da dire su Birds, anticipazione di Sky Void Of Stars, fuori il 20 gennaio per Napalm. La canzone sembra confermare l’accantonamento di certe soluzioni troppo cervellotiche sposate nel recente passato, in favore di una scrittura più lineare, che aveva caratterizzato City Burials. Quando uscirà il disco, ovviamente lascerò la parola a colleghi più versati nella materia.

Se vi piace il death metal oscuro, scabro e doomeggiante che tanto va per la maggiore oggidì, la Everlasting Spew ha tirato fuori un altro coniglio (putrefatto e semidivorato dai vermi) dal cilindro. Dopo l’interessante debutto The Hollow Gaze of Death, gli statunitensi NOTHINGNESS sono pronti a tornare alla carica con il secondo full Supraliminal e questa Catapulted Into Hyperspace promette decisamente bene.

Il brano è di due anni fa ma ci hanno fatto un video solo ora e, trattandosi di quegli adorabili mattacchioni dei NUNSLAUGHTER, non potevamo certo esimerci. Il budget deve essere stato speso tutto in alcol e droga, dato che si vedono solo loro che suonano al buio con una luce rossa sparata addosso. L’incipit dove tracannano da una bottiglia trovata sepolta in giardino con bizzarri caratteri esoterici sull’etichetta però è simpatico e questa Red is the Color of Ripping Death spacca proprio. Come non voler bene ai Nunslaughter.

Decisamente più elaborato e suggestivo il nuovo video degli SHORES OF NULL, che sfrutta appieno il potenziale perturbante dell’immaginario circense. Nothing Left To Burn fa parte del quarto Lp della band italiana, The Loss Of Beauty, fuori il 24 marzo per Spikerot. Il disco era stato composto nel 2018 e inciso nel 2019, durante le stesse sedute di registrazione di Beyond The Shores (On Death And Dying), composto da un’unica traccia di 38 minuti, ma vedrà la luce solo quest’anno. Il pezzo attinge alla vena più gotica del gruppo e richiama alcune soluzioni del debutto in un’ottica più asciutta e matura.

Restiamo in Italia con gli ONTBORG, quartetto altoatesino che vede tra le sue fila vari ex membri dei disciolti Voices Of Decay, tra cui il chitarrista dei Graveworm, Florian Reiner. Steps Of Damnation, estratto dal secondo full Following the Steps of Damnation, nei negozi superstiti il 24 febbraio, è un piacevole mid-tempo improntato a un death metal melodico derivativo ma efficace. Nulla di nuovo ma funziona.

Chiudiamo in bellezza con il lyric video del nuovo singolo degli OBITUARY, My Will To Live, tratto dall’imminente Dying Of Everything. Ok, il riff è sempre quello ma provate a non scapocciare se ci riuscite. (Ciccio Russo)

6 commenti

  • La scrittura sarà anche più lineare ma il pezzo in questione fa comunque ribrezzo. Per chi ha amato i Katatonia l’ascolto delle nuove nefandezze è sempre un colpo al cuore

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    • Gundalf il Rozzo

      Io manco me la ricordo l’ultima volta che ho ascoltato qualcosa dei Katatonia prima di oggi, però stò pezzo non mi è parso poi così orrido. Non è niente di che ed è un pò banalotto ma tutto sommato è passabile. Poi se salta fuori che questo è il meglio che han da offrire, bè, allora mi unisco pure io al coro greco.

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  • Gundalf il Rozzo

    Niente male i Leper Colony, spassosi i Nunslaughter ed intriganti gli Shores of Null: direi che son questi i gruppi che di primo acchito mi han colpito maggiormente. Nulla per cui strapparsi i capelli, ad ogni modo..

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  • “Ok, il riff è sempre quello”

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  • ex fan dei Katatonia anche io, ho trovato piacevole Atrium, recente singolo e in teoria sempre nel novero dei pezzi che finiranno sul disco

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  • Sky Void of Stars è il miglior disco dei Katatonia dai tempi di The Great Cold Distance. Pensiero mio, ovviamente.

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