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Rogga Johansson Zar di tutte le Svezie

17 maggio 2017

Ma Rogga Johansson, non dorme mai? È iperattivo come manco Dan Swano negli anni ’90. Il mese scorso è stato pubblicato Garpedans, semplicemente a nome “Rogga Johansson”. E non è manco la sua unica one man band. Da qualche anno ci sono pure i devastanti Humanity Delete, che hanno aggiunto un nuovo tassello a una produzione sterminata che sembra avere l’obiettivo di mostrare al mondo che si può suonare death metal svedese old school con decine di sfumature diverse, tutte sufficienti a giustificare la fondazione di un nuovo progetto. Obiettivo raggiunto, dato che Rogga un disco brutto lo deve ancora firmare. Garpedans spacca discretamente, più pulito e doomy rispetto alle sue creature principali, ovvero i sempiterni Paganizer (che daranno alle stampe un nuovo album – il decimo in diciotto anni – ad agosto) e gli altrettanto egregi Ribspreader che lo scorso giugno hanno pubblicato l’ottimo Suicide Gate – A Bridge to Death, di una brutalità solenne, più vicina alla scuola inglese che alla svedese, nonostante le necessarie reminescenze entombediane e alcune schitarrate quasi black metal. Rogga non se lo fila nessuno ma, di fatto, è la più grande macchina da riff di tutta la Scandinavia, una figura alla quale tutti dovrebbero guardare con devozione e rispetto, lo zar di tutte le Svezie.

 

Metal Archives, al momento, lo dà attivo su 18 progetti.  I Revolting ve li ho già magnificati.E a ciascuno andrebbe dedicato un articolo a parte, dai notevolssimi Megascavenger (recuperate almeno l’ultimo As Dystopia Beckons, a tratti goteborghiano) ai più estemporanei Severed Limbs (sorta di via svedese allo slam), dagli scapocciosi The Grotesquery, con nientemeno che l’ingestibile Kam Lee dei Massacre dietro il microfono, ai crustoni Down Among The Dead Men, con Dave Ingram dei Benediction alla voce, attenzione. E con Dave Ingram, a proposito di scuola inglese, ha pure un’altra band, i più ortodossi e melodici Echelon. Altre collaborazioni sono più bizzarre, se non a livelli Eddie Vedder.Come i Necrogod, che vedono Rogga unire le forze con tale Ronald Jimenez, ras della scena estrema della Costa Rica.

 

Poi ci sono le faccende a quattro mani con altra gente di un certo livello come Paul Speckmann dei Master e Dave Rotten degli Avulsed. Con il primo ha inciso tre album e uno split, tutti di un’ignoranza commovente. Il più recente, Edge Of The Abyss, risale all’anno scorso e sembra scritto in stato di coma etilico avanzato, il che ovviamente è un complimento. Uno split e tre lp sono anche il frutto del sodalizio con lo spagnuolo, con il quale ha partorito i cupi e truculenti Putrevore. Tentacles of Horror, pure targato 2016, merita davvero. Sembra una sorta di incrocio tra gli Avulsed e i Ribspreader, con il gusto per lo svarione di chi suona per divertimento e quindi infila in mezzo cose a caso ma riesce a farle funzionare comunque bene, giacché si sta cazzeggiando tra una caña e l’altra. Mi piace pensare che i Putrevore esistano perché Rogga, per sfuggire ogni tanto alla depressione scandinava, si fa le vacanze in Spagna e va a ubriacarsi a Lavapiès con Dave Rotten. (Ciccio Russo)

6 commenti leave one →
  1. 17 maggio 2017 11:08

    Hai dimenticato i Those Who Bring The Torture !

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  2. Yukluk permalink
    17 maggio 2017 20:34

    Cazzo è più facile ricordarsi i nomi di tutti i personaggi di una telenovela brasiliana…

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  3. fredrik permalink
    18 maggio 2017 14:30

    Troppa roba e a volte molto simile. Con un po’ di selezione avremmo capolavori assoluti invece di sta logorrea. Almeno dan swano ti passava dal brutal al prog….
    io personalmente adoro i revolting, il progetto con speckmann e i megascavengr.

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    • blackwolf permalink
      22 maggio 2017 15:38

      Grazie per la dritta sui Revolting. Me li sto sparando da un paio d’ore e che cosa mi stavo perdendo!!!

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  4. blackwolf permalink
    22 maggio 2017 15:36

    Grande Ciccio Russo! Questi articoli/abbuffate di musica ignorante e cafona, sono cosa sempre moooolto gradita!!!

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Trackbacks

  1. E CHI SE NE FREGA #15 | Metal Skunk

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