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REVOLTING – Visages of the Unspeakable (Fda Reckotz)

12 gennaio 2016

Revolting_cover_wwwQuando dicembre è ormai inoltrato, il panico da playlist rapisce ineluttabile anche gli scribacchini di blog, come questo, che non hanno l’intento di seguire la scena in maniera puntuale ed esauriente. Di non poterti più esprimere sulle decine di album che avevi segnato sull’Agendina del male™ e dei quali, per mere ragioni di tempo, non sei riuscito a scrivere ti fai subito una ragione. Il rovello che ti attanaglia è il timore che ti sia sfuggita qualche gemma nascosta e che magari avevi proprio sottovalutato quel promettente gruppo post-grind argentino e potrebbe valere la pena dargli un’altra chance, dato che l’annata a livello di nomi grossi è andata maluccio e, che diamine, non vorrai mica mettere i Ghost in classifica per disperazione giusto perché nel corso dell’anno non hai dedicato abbastanza tempo ad approfondire il catalogo della Dark Descent. Il punto è che, nel mezzo di questi disperati, patetici, inani tentativi di recuperare il tempo perduto, il discone che sarebbe stato un crimine tacere alla fine salta fuori. È il caso di Visages Of The Unspeakable, il nuovo spettacolare lavoro degli svedesi REVOLTING, ennesimo progetto di Rogga dei Paganizer, dei quali non sapevo nulla fino a un paio di mesi fa e scopro ora aver già pubblicato altri quattro lp, che a questo punto devo procurarmi assolutamente.

L’attacco di Shunned to the shadows ti stende subito e ti lascia un sorriso ebete sulla faccia. Quel suono. Quell‘attitudine. Quelle melodie. Una sensazione simile a quello che provammo quando scoprimmo i Barren Earth, mutatis i parecchi mutandis. Se i riff di Whispers of the hanged ricordano gli Unanimated e Dagger clawed chaos cita esplicitamente Collection by blood dei Dismember, i Revolting non sono il solito gruppo passatista fotocopia che diverte per un paio di giorni. Utilizzano suoni freddi e grezzissimi, ai limiti del black metal (in alcuni passaggi il richiamo ai Dissection è esplicito), ed è proprio questo voler essere ancora più reazionari di quanto richiederebbe il contesto che li fa spiccare, oltre al non trascurabile fatto che Visages of the Unspeakable  – pubblicato dalla fetida label ceca Fda Reckotz, la stessa dei Master, attenzione – è un disco irresistibile, pieno di idee e irrinunciabile per chiunque abbia caro il genere. Su Riddled with worms c’è addirittura la tastierina da videogioco anni ’80 che pompa senza alcun motivo plausibile. Idoli. (Ciccio Russo)

3 commenti leave one →
  1. cattivone permalink
    12 gennaio 2016 12:17

    Non li conoscevo, ho cercato il disco su spotify e me lo sto sparando.
    Proprio quello che mi ci voleva, grazie per la recensione.

    Liked by 1 persona

  2. ignis permalink
    12 gennaio 2016 19:10

    Ottimo album!
    Grazie della segnalazione!

    Liked by 1 persona

  3. fredrik permalink
    13 gennaio 2016 07:37

    è pane per i miei denti, grazie della segnalazione!

    Liked by 1 persona

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