Skunk Jukebox: lo Scricciolo di Bewick

Cominciamo col botto: è uscito il nuovo video degli AT THE GATES. Il pezzo si chiama The Paradox ed è tratto dall’imminente The Nightmare of Being di cui parleremo diffusamente tra un mesetto, quando lo avremo a disposizione. Devo purtroppo comunicare che la canzone non ha lasciato troppo contenti i tizi di Metal Skunk, in particolare per la voce di Tompa, che sembra essere piuttosto vistosamente in fase calante. In effetti The Paradox è tutt’al più al livello di un filler di At War with Reality e To Drink from the Night Itself, ad essere generosi, e la cosa non fa ben sperare. Come spesso accade, auguriamoci che la scelta del singolo sia causata da una cattiva capacità di giudizio e che nel disco si possa trovare di meglio.

E non potevano mancare i RHAPSODY OF FIRE, ufficiosamente detti Rhapsody of Staropoli, che dopo il sorprendente The Eighth Mountain di un paio d’anni fa ritorneranno quest’autunno con Glory of Salvation. Questa I’ll be your Hero, prima canzone estratta dall’album, è parecchio strana: non sembra un pezzo dei Rhapsody, con quell’andamento cadenzato e quell’arrangiamento incredibilmente scarno per i loro standard. La canzone è caruccia, cerca di raggiungere l’effetto epico con melodie in primo piano da cantare sotto al palco e in parte ci riesce, anche se il ritornello smorza un po’ la tensione. Giacomo Voli è comunque sempre il solito mammasantissima. Aspettiamo.

Continuiamo sul power metal con i POWERWOLF, anche se non hanno granché a che vedere con i Rhapsody of Fire (o con qualsiasi altro gruppo che contenga Rhapsody nel nome). Il nuovo album Call of the Wild è in dirittura d’arrivo e questa Beast of Gévaudan ne è l’anticipazione: non è granché purtroppo, anzi sembra il classico filler dei Powerwolf con la cassa dritta e la solita melodia portante che loro riutilizzano di tanto in tanto. Interessante comunque la storia della Bestia del Gévaudan, che non conoscevo: questo è il nome che nel XVIII secolo diedero a un animale di origine sconosciuta che terrorizzò la regione francese del Gévaudan facendo più di 100 vittime in tre anni circa. Magari era una fiera esotica scappata da un serraglio, oppure qualche antenato della moglie di Burzum, vai a sapere.

Gli amanti delle musica per drogati apprezzeranno senz’altro il nuovo video degli svedesi MOON COVEN. Questa Further è tratta dal loro terzo album Slumber Wood ed è la classica musica che ti ritrovi a sentire al Tube Cult dopo quaranta arrosticini, cinque birre e una scampagnata sulle montagne nel pomeriggio. Mi manca tanto il Tube Cult, amici e fratelli: è uno dei motivi per cui ogni mattina mi alzo e invoco maledizioni sparse per tutta sta faccenda del virus. Spero che quando tutto tornerà alla normalità mi sarà possibile vedere i Moon Coven dal vivo a Pescara, e magari sacrificheremo tutti insieme uno scoiattolo per ringraziare le divinità agresti di averci dato il doom per superare quest’anno del cazzo.

Non ci spostiamo più di tanto, quantomeno dal punto di vista concettuale, presentando il primo video dei francesi ORGÖNE, tratto dal loro debutto Mos/Fet. Qui non ci sono streghe, oscure ambientazioni notturne o sacrifici nel bosco, ma c’è comunque parecchio disagio e tanta tanta droga. Gli Orgöne mi ricordano quei gruppi esteticamente improbabili che ogni tanto si presentano sul palco del Tube Cult e che, considerate le condizioni poco lecite con cui di solito mi ritrovo a convivere in quelle circostanze, mi fanno andare in trip pesante. I nostri eroi suonano una specie di prog rock psichedelico con vari influssi stoner e mille altre cose, che però per qualche motivo sembra funzionare benissimo. Il video è comunque allucinante, non tanto per l’effettistica settantiana di polistirolo, la statuetta del gatto sulla tastiera, i tufi per tenere ferma la batteria o i tappeti di Alessandro Orlando per terra, quanto per loro stessi: sono cinque, e sembrano tutti capitati lì per caso e usciti da un gruppo diverso, tra quello con l’uniforme in stile Sgt. Pepper, quell’altro con la tuta degli Slipknot e gli occhiali da sole che sta fermo immobile e serissimo, il tastierista con la mantellina con le paillettes e la cantante che sembra una Cleopatra strafatta disegnata da Jodorowski. Eppure funzionano: ascoltare per credere.

Cambiamo ora completamente genere con gli STORMRULER, gruppo fast black metal alla svedese di cui avevamo già parlato e di cui si è accorta anche la Napalm Records, che li ha messi sotto contratto, ha ripubblicato il loro finora unico album e ha fatto uscire un video di Reign of the Winged Duke. Loro non sembrano troppo a loro agio davanti alla telecamera, ma il pezzo spacca decisamente (come tutto il disco, d’altronde) e quindi lo mettiamo qui.

Youtube mi consiglia insistentemente questa Viking Soul, che a quanto pare è il debutto assoluto dei francesi ALFHEIM. Per qualche motivo il pezzo mi ha stregato e continuo a sentirlo in modo piuttosto ossessivo da ieri. Dentro c’è un po’ di tutto, dal riff di Flash of the Blade a suggestioni epic, il tutto reso probabilmente in maniera non troppo adulta (del resto la band sembra essere composta da giovanissimi) ma che comunque funziona benissimo. Un punto di forza è la voce della cantante, sia nel pulito che nello screaming, oltre alle melodie di chitarra semplici ed efficaci. Il prossimo mese dovrebbe uscire il debutto, che non ho ancora capito se sarà un full o un EP; ad ogni modo, gli Alfheim potrebbero rivelarsi la grande sorpresa del 2021.

Sosteniamo anche la scena nostrana dando notizia del video dei padovani FAMILY DEVOTION MURDER, belli zozzi e ignoranti come piace a noi. Questa World Decline è una bella prova di forza dal gusto abbastanza retrò, diciamo fine anni ’90, pescando da quel milieu di gruppi come Nailbomb, Biohazard, Brujeria e via dicendo. E difatti cantante e batterista vengono dai Flash Terrorist, nome di culto il cui Body Fusion Limit circolava all’epoca sottoforma di cassettine copiate e cd masterizzati. Purtroppo il video ha alcune limitazioni e per vederlo bisogna andare direttamente su Youtube, ma fatelo perché ne vale la pena.

Se vi piacciono le goticate acchiappone da ballare nei rock club il venerdì sera, allora amerete Wish You Were Dead, adorabile singolone danzereccio dei VAMPIRES OF ROME. Una bella bombetta da viaggio in macchina di notte che trae linfa dalle influenze più scontate e necessarie, dai Sisters of Mercy fino agli HIM di Razorblade Romance, con qualcosa di ancora più zarro in stile Lord of the Lost, specie per le linee vocali. Questa roba farebbe battere il piedino anche al Messicano.

Mi sono lasciato la chicca finale per concludere in bellezza: il medley di due pezzi dei Manowar (Hail and Kill e Warriors of the World United) degli austriaci DARKFALL. La resa è quella che è, ad essere sinceri, ma un’idea del genere vale comunque una menzione, oltre a un migliaio abbondante di punti-Valhalla. Da oggi per i poser la vita è un pochino più dura. (barg)

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