Avere vent’anni: IN BLACKEST VELVET – Edenflow

Mi viene bene parlare di questo semisconosciuto gruppino nell’ambito della rubrica Avere 20 anni, perché in quei tempi stava finendo un’epoca, e non è bello che ciò venga dimenticato. Allora perché non cogliere l’occasione di affrontare l’argomento grazie ad un buon compact disc degli In Blackest Velvet, tedeschi, con la loro opera unica dimenticata dai più?

Qualche anno prima, a Göteborg, un manipolo di ragazzi che sapevano suonare davvero bene s’inventarono il melodic death metal, detto altrimenti Gothenburg sound, e le loro band rispondevano al nome di At the Gates, In Flames e Dark Tranquillity. Bei tempi, dischi della madonna uno dietro l’altro, se mi metto a scriverli tutti l’articolo diventa di trenta pagine. Molti altri seguirono nell’immediato ispirandosi a loro; cito a caso: Eucharist, Ceremonial Oath, Gates of Ishtar, gli immensi A Canorous Quintet… Signori miei, quanta buona musica. Poi, come successe a molti dei trend di quel periodo, a un certo punto qualcosa di nuovo cominciò ad emergere ed a soppiantare questo genere musicale, qualcosa di molto armonico, incentrato completamente sulla melodia, sulle sovrapposizioni di più tracce di chitarra, una certa dose di velocità, sezioni ritmiche poderose, voce in growl non esagerato o anche simile allo scream del black metal, che già esisteva ma era troppo estremo e quindi veniva edulcorato fino a… ad una via di mezzo, ecco. Finì che, essendoci tanti gruppi, usciva una marea di roba che più passava il tempo più tendeva ad assomigliarsi, e dopo un periodo aureo di autentico splendore venne il momento in cui la maggior parte della gente che si comprava i dischi iniziò a cercare qualcosa di diverso.

Quello che oggi viene identificato come melodeath (dio, che termine orribile) si espanse a dismisura. Per esempio in Finlandia lo abbracciarono i Sentenced da Amok in poi (disco sublime) per un paio di album, poi sono diventati quell’ibrido che me li fece venire in uggia; oppure i meno conosciuti ma validissimi Gates of Ishtar. In Germania i più famosi furono i Night in Gales, i Lacrimas Profundere, erano abbastanza famosi i Dawn of Dreams. E poi c’erano anche gli In Blackest Velvet, che tra le loro file avevano (hanno?) il bassista dei Night in Gales appunto, ed anche loro fedeli alla linea del genere di cui si sta parlando hanno composto un più che discreto album nel quale la melodia non è solo indispensabile, è l’unica cosa che conta. Citavo prima Sentenced e Gates of Ishtar perché è soprattutto alla loro proposta musicale che si riferisce in modo marcato la musica di In Blackest Velvet. Non al Gothenburg sound, specialmente per quanto riguarda scelta dei suoni e produzione, bensì alla sua variante finlandese. Il cantante è la copia carbone di quello dei Gates of Ishtar (che incisero tre gran dischi tra il ’96 e il ’98 prima di sparire nelle pieghe del tempo, consigliatissimi se vi piace il genere), un sacco delle ritmiche dei dieci brani più la cover di Losing my Religion dei R.E.M (quasi irriconoscibile rispetto all’originale) lo sono dei riff di chitarra dei Sentenced periodo Amok.

L’album dura poco più di quaranta minuti, è godibile e scorre via liscio e piacevole: merito dei pezzi non eccessivamente lunghi, tecnici il giusto e mai troppo barocchi. Manca un po’ di varietà e di diversificazione compositiva, peccati di gioventù giustificabili considerando che questo era il debutto di una band che aveva da poco cominciato a suonare un genere che oramai aveva già detto tutto ed anche di più, e che si trascinava un po’ stancamente verso la linea del traguardo. Ad Edenflow seguì un EP nel 2005, e da allora della band non c’è traccia benché sia considerata tuttora attiva da Metal Archives – ma sulla questione nutro fortissimi e giustificati dubbi. Per essere un esordio il disco ha comunque un suo perché, anche a distanza di tanto tempo. Certo, il fatto che più o meno in quel periodo la maggior parte degli inventori del melodic death scandinavo stessero tentando di riciclarsi con suoni nuovi meno stereotipati non li aiutò, difatti questo lavoro passò abbastanza inosservato ed oggi è una specie di cult-item (ma non è affatto introvabile, su Discogs si trova a prezzi ragionevoli). Molto meglio ascoltare questo CD, a mio modesto parere, che le porcate allucinanti fatte successivamente da Dark Tranquillity, In Flames e compagnia (stonata) cantante, che tra scioglimenti, reunion, side projects e compagnia bella non ne hanno più azzeccata una neanche per sbaglio. Di sicuro non al livello dei loro primi quattro/cinque anni di carriera, qualcosina in più in alcuni casi, a volte anche meno. Quando ho visto dal vivo gli At the Gates al Party-san quasi mi veniva da piangere, riuscivano a far sembrare piatti persino i pezzi storici… vivono di ricordi, e dei ricordi dei vetusti fan come me che pensano a loro come a gruppi che hanno segnato un’epoca. Boh, se tanto gli basta…

Ma nel 2001 stava emergendo prepotente il nu metal, un altro trend che è durato qualche anno prima di perdere il 90% delle band per strada, e che fu comunque in grado di spedire nel dimenticatoio il melodic death metal per molto tempo. Entrambi i generi vengono suonati ancora oggi da gente più giovane che tenta di rinverdire un passato lontano, ed escono anche dischi piuttosto gradevoli, tecnicamente validissimi, scritti con gusto e discreta capacità, anche se rimangono di nicchia. Inevitabilmente però non hanno nulla di originale e chi è passato attraverso il momento in cui tutto quanto era fresco e nuovo purtroppo per loro se ne accorge subito. Il mondo è andato avanti.

Ascoltatevi Edenflow, se avete nostalgia o curiosità di quel passato… Vi piacerà di certo. (Griffar)

2 commenti

  • At dusk and forever uno dei dischi sconosciuti della mia vita
    Questi mai sentiti… ci provo

    "Mi piace"

  • Grazie della segnalazione, all’epoca sicuramente mi è sfuggito, perchè invece tutti gli altri nomi che hai tirato in ballo li ho letteralmente consumati. Tra l’altro tra In blackest velvet e Night in gales c’è più di qualche legame e scambio di musicisti…altra band tedesca da rivalutare…

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...