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LACRIMAS PROFUNDERE – The Grandiose Nowhere (Napalm rec.)

22 giugno 2010

Nono disco in studio per i Lacrimas Profundere, che sono tedeschi ma è un bel po’ che sembrano finlandesi: difatti, dopo lo splendido Burning: A Wish di dieci anni fa, a partire da Fall, I Will Follow i nostri hanno iniziato a prendere una piega strana. Nel giro di un paio d’anni, improvvisamente, da languido gruppo gothic doom si sono trasformati in gruppo suicide metal di quello acchiappone, leccatissimo e stradaiolo, sulla falsariga di HIM, Charon, 69 Eyes, Beseech, Lullacry eccetera. Certo già all’epoca ne era passata di acqua sotto ai ponti rispetto a … And The Wings Embraced Us, debutto totalmente devoto alla roba stile My Dying Bride che usciva nella prima metà dei ’90, ma la mutazione compiuta con Fall, I Will Follow è stata netta. La trasformazione si è completata da un paio di dischi a questa parte, grazie ai servigi resi dal produttore storico degli HIM –John Fryer, in realtà una leggenda vivente che negli ultimi trent’anni ha prodotto di tutto, dai Depeche Mode ai Nine Inch Nails passando per Raging Speedhorn e Fields of the Nephilim- e da un nuovo cantante, tale Rob Vitacca, perfetto emulo dei gorgheggi ammiccanti di Ville Valo, al posto del più eldritchiano Christopher Schmid, i cui mugugni ribassati erano forse troppo old fucking school per il (neanche troppo) nuovo corso dei Lacrimas Profundere. Che è quello che è, alla fine. Dischi più o meno tutti uguali da anni, con qualche differenza giusto nel mood generale, composti da canzoncine orecchiabili di 3-4 minuti strofabridgestrofabridgeritornelloassolobridgeritornello che a volte funzionano, a volte no. Questo The Grandiose Nowhere in particolare poi non è uno dei migliori: alcuni pezzi tirano, nella loro sfacciata piacioneria goticona, altri sono semplicemente noiosi; inoltre stiamo parlando di un disco di quattordici canzoni strutturalmente tutte uguali e decisamente omogenee anche nelle sensazioni che vogliono trasmettere, quindi è difficile mantenere alta la concentrazione fino alla fine. Però in una ipotetica raccolta dei Lacrimas Profundere qualche pezzo di The Grandiose Nowhere ce lo metterei, e non è che mi aspettassi molto di più, sinceramente. (barg)

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