Natale al cesso

C’erano una volta gli Iced Earth, che per un periodo di tempo relativamente breve sono stati un gruppo della madonna. I cardini di quella formazione erano Jon Schaffer, ovviamente, e Matthew Barlow, cantante perfetto per rendere quel rancore ribollente e quelle atmosfere luciferine grazie alla sua voce profonda, straziata e malmostosa. Poi venne l’11 settembre, e Barlow decise di allontanarsi dalla band per arruolarsi nella polizia della ridente cittadina di Georgetown, Delaware, perché “non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, ma cosa tu puoi fare per il tuo Paese”, seguendo un ragionamento da americano vero col fucile in spalla e l’hamburger sulla griglia, perfettamente in linea con lo spirito all american che ha sempre pervaso gli Iced Earth. Di lì a poco, per dire, Schaffer avrebbe composto un concept album sulla guerra civile americana, corredato da DVD documentaristico con tanto di guida turistica coi baffi direttamente sul luogo della battaglia di Gettysburg. Insomma, Barlow in uniforme non si limita a proteggere e servire ma entra anche a far parte del coro della polizia del Delaware, dedicato a “promulgare i buoni principi attraverso la musica”. Ora intendiamoci: se io fossi il capo del coro di polizia del Delaware e sapessi di avere a disposizione Matt Barlow non esiterei un attimo a reclutarlo. Il problema però è che quella voce così potente è anche ribollente sofferenza e odio, il che non so se possa fare proprio al caso del coro della polizia del Delaware. Cioè questi vanno a cantare nelle scuole i buoni principi e i sani valori di una volta, e c’è sto tizio con la voce baritonale ringhiante dall’oltretomba che si troverebbe evidentemente più a suo agio a cantare, come ai vecchi tempi, “I’ll beat you with your spinal cord, split your skull in two / I’ll feast on your intestines, there’s nothing you can do / I’ll rip your heart out of your chest, watch it beat as you cry / I revel in your agony, I violate and make you die”, il che potrebbe causare molto imbarazzo se la cantasse in risposta ad un ragazzino che gli chiede “Cosa devo fare se incontro un criminale per la strada”.

Questo è Matt Barlow. Di Jon Schaffer abbiamo già parlato innumerevoli volte. Bene, dopo una fugace reunion qualche anno fa i due si sono ritrovati di nuovo. Gioia, giubilo, alleluia. E tutti a chiederci: a cosa porterà mai questa rimpatriata tra vecchie glorie? Un disco al livello di Dark Saga? Vabbè, non esageriamo, ci accontentiamo anche di un onesto Horror Show. Quello che è importante è che i due sono finalmente liberi di comporre di nuovo inni all’odio, al desiderio di vendetta e al rancore che ribolle feroce nel cuore di chi si sente abbandonato e tradito. Giusto?

E invece col cazzo, amici del vero metal. Il parto del progetto Schaffer/Barlow è un EP natalizio. Ma non un EP natalizio normale, come era riuscito a fare persino Zakk Wylde anni fa, bensì un EP natalizio cantato e suonato come se invece di strenne e biscotti allo zenzero si stesse parlando di rancore che ribolle feroce etc. E quindi abbiamo quattro pezzi tradizionali (tra cui si distingue per surrealtà Silent Night trasformata in un inno alla morte violenta) e il terrificante rifacimento in chiave loffia di due vecchie ballate (I Died for You e Watching Over Me). E non è tutto: in un pezzo Schaffer riesce persino a infilarci QUEL riff. Qual è lo scopo di questa cosa, esattamente? Entrare nelle dimore degli americani durante le sante celebrazioni del Natale con la voce di Barlow che fa piangere le vecchie zie e fa venire voglia ai bambini di prendere il fucile dalla vetrinetta del salotto e sparare ai messicani? Quel che è certo è che sta roba è talmente insensata e fuori dalla grazia di Dio che fa tutto il giro e a volte ti viene quasi voglia di risentirla.

Cosa che non si può invece dire per Merry Xmas Everybody, cover degli Slade che i Blind Guardian hanno pensato fosse una buona idea registrare per poi farci pure un video. Questa però non fa ridere, non è surreale, non è insensata, non è straniante, fa solo schifo al cazzo. Diciamo che, se l’EP natalizio a firma Schaffer/Barlow fosse Alex l’ariete, questa robaccia dei Blind Guardian sarebbe l’ennesimo tristissimo cinepanettone per svantaggiati con Massimo Boldi che urla mamma mia che dolore quando gli ficcano il solito ombrello nel culo. Ombrello nel culo che è anche la metafora perfetta per ciò che provo ogni volta che penso a quello che i Blind Guardian erano e a quello che sono diventati adesso. Buon Natale a tutti e mi raccomando, se la vostra anziana zia vi chiede di mettere il sottofondo con le canzoncine durante il cenone, fatele fare la conoscenza della voce di Matthew Barlow e del riff in palm muting 173497498 toni sotto di Jon Schaffer. (barg)

4 commenti

  • Mah… Come hanno fatto a ridursi così?

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  • Da fucilazione entrambe le “idee”

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  • Per l’anniversario di “Imaginations” i Blind Guardian hanno avuto l’idea gggiovane di fare un contest su youtube e premiare la miglior cover.
    Sono video surreali, con loro sul divano che manovrano un computer con mouse e tastiera wireless e guardano i video senza neanche mettere a tutto schermo (la smart tv è una tecnologia troppo avanzata), ascoltano 3 o 4 cover, (nel 99% dei casi di Bright Eyes) e alla fine, senza alcuna enfasi o entusiasmo uno di loro dice “bene, ha vinto ‘nome canale’”.
    Se proprio vuoi perdere 5-10 minuti prova a darci un’occhiata, sempre meglio della cover degli Slade…

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  • Che dire… buon 2021

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