La finestra sul porcile: Daredevil

Stamattina ho un po’ di tempo libero e quindi vi scrivo di Daredevil, la serie di Netflix. Quanti di voi hanno Netflix? Presumo parecchi. E perché vi ci siete abbonati? Penso che la stragrande maggioranza risponderà che costa relativamente poco, che all’epoca era un tipo di servizio nuovo e che il mese gratis ci stava bene per farti entrare nell’ottica di quel tipo di abbonamento fruibile come uno meglio crede, una novità assoluta per un mercato come quello del nostro paese dove al massimo c’era Sky, che comunque comporta una padella sul terrazzo per ricevere il segnale dal satellite e l’impossibilità di gestire visioni e orari come meglio preferisci, o comunque in modo assai più limitato. Ah, e costava di più. Quindi Netflix, oltre che economico, era anche dannatamente comodo. Bene. Io però mi sono abbonato a Netflix per Daredevil, non perché fosse economico e comodo, qualità che per carità non mi dispiacciono, ma che di certo non erano il mio primo interesse.

Il mese di prova in questo senso mi fu fatale, perché in quel mese vidi la prima e la seconda stagione, e alla fine mi abbonai tipo di corsa. Gran sòla, lasciatevi dire, e non per Daredevil, perché è fantastico, ma per Netflix. Cioè, alla fine ancora non lo disdico proprio perché costa poco, però che cazzo, di produzioni meritevoli, specialmente questo ultimo periodo, il nulla o quasi. Anche per quella parte dell’universo Marvel di cui Netflix aveva i diritti, vale a dire certi personaggi minori, stradaioli, come Daredevil, Jessica Jones, Iron Fist, il Punitore e Luke Cage stesso discorso: tolto Daredevil, e in parte il Punitore, tutto il resto fa ampiamente cacare, con punte di idiozia in Luke Cage dove sembra davvero di assistere ad un film di supereroi di Mel Brooks, con la pretesa, però, di prendersi mortalmente sul serio.

Non ho idea di cosa sia andato bene con Daredevil e storto per gli altri, francamente. C’è da dire che il materiale di partenza di Daredevil, e mi riferisco specialmente a quello scritto da Frank Miller, L’Uomo Senza Paura e Born Again, si prestava agilmente ad una trasposizione su pellicola, ed in effetti gli autori della serie ne hanno pescato a piene mani durante la stesura della sceneggiatura, facendolo in maniera intelligente, senza stravolgere delle storie già efficaci ma adattandole ai ritmi per forza di cose diversi di una serie televisiva, col risultato di generare qualcosa di fantastico che, ammetto, ogni tanto riguardo. Lo so, magari a molti di voi non piacciono i supereroi o il genere ha stufato, e su quest’ultimo punto non saprei nemmeno darvi torto, visto che in questi anni siamo stati sommersi di film e serie sul tema stronzi incappucciati col mantello.

Però Daredevil è molto differente. Il personaggio principale non ha superpoteri, tranne l’udito raffinatissimo ed una sorta di sonar che gli permette di ricostruire mentalmente il mondo circostante, perché è cieco a causa di un incidente. In effetti molti si riferiscono a Daredevil come ad una sorta di Batman sfigato, il che tutto sommato ci sta, perché a differenza di Bruce Wayne, Matt Murdock non solo non ha superpoteri, ma non è nemmeno superricco. È uno che di giorno fa l’avvocato e di notte il vigilante, che si sposta a piedi, che non ha la Batmobile o il Bat-maggiordomo e proprio per questo le sue avventure sono godibili, cioè perché, oltre che ben scritte e coerenti, il protagonista non è un Dio o una semi divinità, anzi si fa male e anche malissimo, fisicamente ma non solo. Soprattutto dove non si vede, per inciso. In un certo senso, per come è stata realizzata la serie tv e tornando al parallelismo con Batman, la serie appare molto più simile al Cavaliere Oscuro di Nolan che non al resto del materiale Marvel, ovviamente fatte le debite proporzioni sia tra i personaggi che tra le relative produzioni. Ma l’Hell’s Kitchen notturna di Daredevil ricorda molto la Gotham di Nolan, la caratterizzazione dei personaggi è allo stesso modo spettacolare (il Kingpin messo in scena da Vincent D’Onofrio è fantastico, tanto per dire), non c’è quel senso di stacco tra lo spettatore ed un tizio che vola sullo schermo ed è tutto, per assurdo, molto ‘verosimile’, almeno in tema supereroistico. Quindi se avete Netflix e ancora non avete guardato Daredevil, preferendo magari quell’obbrobrio di The Witcher o qualche altra mentecattata, fatevi un favore e cliccateci sopra. Credetemi, non ve ne pentirete e darete un senso a quei dieci e rotti euro al mese che comunque continuate a spendere. (Cesare Carrozzi)

7 commenti

  • Andrew 'Old and Wise'

    In ambito superoistico televisivo, credo che la serie Watchmen della HBO, passata su Sky Atlantic, sia ineguagliabile, nel suo riprendere la storia originale di Moore-Gibbons, trasformarla e farla evolvere con una maestria narrativa e visiva stupefacente ( peraltro rifacendosi direttamente al fumetto invece che al film). Capolavoro che esalterà chiunque abbia letto e amato il fumetto della DC

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  • Messo nella lista. Non sono appassionato di serie ma in questo periodo su consiglio stò guardando sempre su Netflix Black Mirror. Pesante, non scorre neanche un po’ ma ha una visione del futuro a mio modo di vedere molto veritiera.

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  • Stanotte mi sono rivisto il film “Trainspotting”, ricordate il monologo di Renton in discoteca ? “Tra mille anni non esisteranno più maschi e femmine ma solo segaioli”.’Ecco, io i supereroi del futuro me li immagino così.

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  • Ma The Punisher perche’ no? A me e’ piaciuto parecchio.

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  • Analisi PERFETTA. Da aggiungere solo che i film e i cartoni per i bambini valgono il prezzo se non altro per la comodità.

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  • Vangelo ! A parte quella rottura di coglioni ambulante di Elektra .. e per la prima volta un Punitore finalmente grande !
    La serie di Luke Cage … Hanno rovinato un personaggio che prometteva bene in Jessica Jones… Ecco a parte anche queste due serie il resto è merda!
    Se potete .. the boys … Su prime …
    Supereroi ma…..

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