La finestra sul porcile: THE WITCHER

Mi spiace molto, non fosse altro perché Henry Cavill mi è molto simpatico e si vede che è uno che ci crede moltissimo, appassionato dell’universo The Witcher e dei relativi videogiochi, come ha entusiasticamente dichiarato in ogni intervista che gli è capitato di fare in merito. Però Henry, che cazzo, prima di candidarti come protagonista alla cieca controlla chi è stato messo a capo del progetto, no? Perché poi, come in ogni produzione/struttura/attività, la responsabilità ultima circa la bontà del risultato ricade su chi sceglie e con le sue scelte tira le fila del tutto.

Ora, cosa ha fatto Lauren Schmidt prima di produrre da sola The Witcher? Ha sempre co-prodotto serie tv (per lo più Netflix), il che vuol dire che non ha mai avuto lei (o lei da sola) l’ultima parola o, per meglio dire, la possibilità di scegliere in totale autonomia come fare cosa. E, immagino, ci sarà un motivo. Vedete, non è che solo qui da noi funziona che tanto più sei incapace quanto più ti fanno comandare semplicemente perché sei parente/figlio/amico, oppure ci metti i soldi. Ecco, magari per noialtri è un po’ la prassi, dove altrove è un fenomeno più limitato però esistente, e a tutti i livelli. Ora, io non so se è il caso di Lauren Schmidt ma lo sospetto fortemente, perché mi viene realmente difficile pensare che una CAPRA del genere sia stata dietro a Daredevil con qualche mansione in più se non visitare il set ogni tanto e complimentarsi con troupe e attori, magari convinta pure di darsi un gran da fare.

Quindi, dicevo, mi spiace molto, perché The Witcher è una merda e non merita il vostro tempo, come non meritava certo il mio. Qualcosa di decente c’è, capiamoci: l’interpretazione di Cavill è piuttosto buona (a parte la parrucca indecente), c’è la fregna (il che è sempre un pregio), c’è il cavallo più beneducato di sempre, ma tolto questo è tutto un cazzo di pastrocchio narrato male (la cosa dei piani temporali sfalsati è un’idea carina e suggestiva solo se viene usata bene, altrimenti rende il tutto irraccontabile, come in questo caso) e girato peggio, tra attrici cagne (e non in senso buono), povertà di mezzi, e in generale un’atmosfera che rimanda più a Fantaghirò che non ad una serie fantasy di fine 2019 post-Game Of Thrones. Cioè, io capisco la volontà di connotarsi, di distinguersi dall’enorme successo di Game Of Thrones, l’incredibile differenza tra il materiale di origine delle due produzioni, però che cazzo è, su. E pensare che ho visto ‘sta cacata e ancora non guardo The Irishman perché non riesco a trovare tre ore e rotti tutte insieme. Che dire, mea culpa. (Cesare Carrozzi)

5 commenti

  • non ho giocato al videogioco, purtroppo ho poco tempo libero ma mi hanno detto che è molto figo, e non conosco i romanzi….quindi si può dire che parto proprio da zero. Ho visto per il momento le prime due puntate, e non ci ho capito un cazzo. O meglio, la pischella bionca sembra una witcher pure lei ma non lo sa, capelli bianchi è una specie di cacciatore di taglie\mostri e la tipa deformata potrebbe diventare una strega bella potente…ma per il resto non è che ci ho capito tanto. X il momento non vedo un grosso filo conduttore, a parte la pischella che scappa. Non mi sta facendo cagare a spruzzo come dice il carrozzi, ma nemmeno mi sta fomentando come vorrei, anzi ieri sera durante la seconda puntata mi sono abbioccato. Poi, boh mi sembra che anche l’utilizzo della computer grafica faccia un po’ cagare…mi vedo le altre 6 e vi faccio sapere…

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  • The Irishman fa cacare peggio…

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  • Ahimè sono d’accordo. Ho letto i libri- che, devo dire, a livello di scrittura non sono granché pur essendo le storie interessanti- e ho giocato con grande piacere i videogiochi. Questa serie mi pare molto raffazzonata e messa in piedi solo come ennesimo manifesto social justice warrior modello Disney, quando peraltro le storie di andrzej sapkowski si basano proprio sui rapporti con il diverso, sia esso mostro mago o mutante.

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    • Alberto Massidda

      Elaboreresti un po’ più l’aspetto SJW? Non ho visto nè letto nè giocato nulla, quindi conosco solo la fama, un paio di video su Youtube e la canzone dei Vader.

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      • Diciamo che mi ha dato l’impressione di essere stato “americanizzato” parecchio, puntando più sul principio di inclusione che sulla spiegazione di certe situazioni: qui ci mettiamo la donna, qui il nero, qui l’asiatico, facciamo un po’ di razzismo spicciolo, facciamo pure un ragazzino elfo africano e le driadi maori. Nei libri e nei giochi conflitti tra le razze sono al centro delle storie, ci sono veri e propri ghetti nelle città e non di rado linciaggi o roghi di non umani, in perfetto stile kristallnacht. I protagonisti sono sempre di fronte a scelte morali ambigue, e ognuno ha obiettivi e motivazioni proprie spesso in contrasto con gli altri. Nella serie ho trovato la caratterizzazione dei personaggi abbastanza sterile e stereotipata, a volte anche confusa, come per Triss e re Foltest. Poi obiettivamente la serie è tecnicamente discreta, le coreografie dei combattimenti in particolare – a parte le piroette continue, ma quelle le fa anche nel gioco- sono fluide e godibili, ma definirlo un capolavoro o il nuovo Trono di Spade- come se il quello no ci avesse riservato tonnellate di letame fumante nelle ultime serie- mi pare eccessivo.Mi è piaciuta di più The Dark Cristal: Age of Resistance, pur nella sua “ingenuità”. Speriamo nella serie sul Signore degli Anelli…

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