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Il gruppo più sottovalutato d’Europa: GOD DETHRONED – Illuminati

20 marzo 2020

Mai un disco sbagliato, mai un passo falso in quasi trent’anni di carriera segnati da ben due scioglimenti, il primo addirittura dopo il debutto, quasi il destino avesse voluto chiarire sin dal principio come non fosse proprio dalla parte dei God Dethroned. Sopravvissuti a innumerevoli cambi di formazione, con il cantante e chitarrista Henri Sattler quale unico membro stabile, gli olandesi sono uno dei gruppi più originali e talentuosi la scena estrema europea abbia mai partorito.

Nel 1997, anno in cui i generi iniziarono a morire e in cui tirare fuori qualcosa di davvero innovativo diventava sempre più duro, The Grand Grimoire fu fulminante proprio per il suo essere, allo stesso tempo, classico e inclassificabile. Qua sta la grandezza dei God Dethroned. Se da una parte non hanno inventato niente, dall’altra hanno un sound unico e personalissimo che rimane tale anche oggi.

Eppure l’act di Beilen è sempre rimasto un culto riservato a relativamente poche persone. Una mancata esplosione sulla quale non ho mai smesso di interrogarmi e che mi ha portato a riflettere su quanto i loro album tendano a non prendermi mai ai primi ascolti per poi restarmi piantati nelle orecchie anche a distanza di tempo, in anni in cui consumiamo musica con una bulimia infinitamente più compulsiva dei tempi del tape trading e ci dimentichiamo subito di almeno la metà dei dischi che infiliamo nelle playlist di dicembre. Sarà un problema solo mio o generalizzato?

Ai tempi di Metal Shock, quando si eruttavano decine di recensioni a settimana, affibbiai un miserando “sei” al bellissimo The Lair of the White Worm ed è l’unico voto che mi suscita rimorsi a distanza di anni. E parlai con relativa sufficienza, su questi schermi, pure del penultimo The World Ablaze, primo prodotto della reunion del 2014 e ultimo capitolo della trilogia sulla Prima Guerra Mondiale inaugurata nel 2009 con Passiondale. Pure qua mi ero tenuto troppo stretto, per quanto non si tratti del loro lavoro migliore.

Memore degli errori passati, quando uscirono le prime anticipazioni di Illuminati e mi ritrovai a reagire in modo tiepido, decisi che questa volta mi sarei preso del tempo prima di parlarne. E ora, dopo settimane di ascolti ripetuti, mi sento di dire che si tratta di uno dei migliori dischi estremi usciti in questo primo scampolo di 2020, se non il migliore.

Rispetto al predecessore, molto imperniato sui mid-tempo, Illuminati è un album che, pur con un dono della sintesi ormai raro (8 brani per 36 minuti), abbraccia tutte le componenti del suono dei God Dethroned, dalle più oscure alle più aggressive, e ne esplora di nuove: gli spiazzanti cori puliti di Spirit of Beelzebub; i toni ritualistici e solenni di Eye of Horus, che ricorda alla lontana certo black metal greco; Gabriel, le cui chitarre nascondono una vena quasi hard rock. I pezzi che mi sono piaciuti sono, però, quelli più canonici: l’assalto all’arma bianca di Broken Halo, la title-track, pregna di quell’infernale afflato epico e quel particolarissimo gusto melodico che sono i principali marchi di fabbrica della creatura di Sattler.

Non c’è un singolo brano che non sarei felice di sentire dal vivo. Illuminati, per quanto mi riguarda, è già in playlist. Imparate anche voi ad amarli e a domandarvi tutti i santi giorni perché i God Dethroned non siano headliner fissi al Netherlands Deathfest. (Ciccio Russo)

 

5 commenti leave one →
  1. vito permalink
    20 marzo 2020 10:09

    ottimi mestieranti( come dicono quelli bravi) nelle mie playlist vanno e vengono specialmente i concept sulla prima guerra, quest’ ultimo ci entrerà sicuramente.

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  2. Fanta permalink
    20 marzo 2020 10:24

    Grande rispetto per i God Dethroned. Ascolterò.

    Non c’entra nulla ma da giorni sono ossessionato da questo brano (veramente notevole). Faccio fatica a capire sta moda balck metal di gente instraccionita tipo un mix tra Gandalf e un cappottaro da semaforo, con tanto di asciugamano in testa…ma tant’è. Video suggestivo e cantante molto bravo.

    Piace a 1 persona

    • Bonzo79 permalink
      20 marzo 2020 23:30

      ,,,robe che si senta anche il basso… VERGOGNIA!!!1!1
      bel pezzo, comunque!

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  3. Bonzo79 permalink
    20 marzo 2020 23:25

    accidenti che album… trent’anni in giro, mai cagati… bisogna recuperare

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  4. 21 marzo 2020 00:07

    Si, questo disco è proprio bello e la recensione con appello di Ciccio è condivisibile. Io lo ascolto volentieri e lo ascolterò spesso. Da diffondere e parafrasare.

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