Frattaglie in saldo #47: recuperone 2019

771787Ecco arrivare un carico fresco fresco di budella da fare in padella. Iniziamo dalla sorpresa dell’anno, ovvero I nostrani FULCI. Nella mia personale playlist ho scritto “NULLA” nella sezione l’Italia Migliore per due motivi: nel 2019 non ho sentito tantissima roba italiana, ma quella che ho sentito, e di cui abbiamo anche parlato qua, francamente non mi ha detto assolutamente nulla. Vado quindi a sentire per la prima volta questo Tropical Sun, che con quella copertina là e quel moniker là non potrà che essere il solito (gradito) revival di sbudellamenti e orchi ruttatori degli anni Novanta, tra un omaggio agli Impetigo qua ed uno ai Cannibal Corpse là’. Invece no! Non fraintendetemi, c’è anche quello, ma non è certo l’aspetto che salta subito all’occhio (o all’orecchio). Piuttosto in alcuni tratti questo Tropical Sun potrebbe persino essere (attenzio’ attenzio’) il figlio che i Bolt Thrower hanno cercato di partorire in tutti quegli anni di silenzio prima dello scioglimento. Anni in cui cercavano le formule giuste, i riff, i pezzi. Ebbene, qua ci sono tutti. Ascoltate l’incipit di Legion of the Resurrected se non mi credete. Ma in un po’ tutti i pezzi si sente quel gusto per la melodia, la pesantezza opprimente ed uno stile anche piuttosto “raffinato” per death metaller compìti e di un certo livello, senza mai sfociare nel tecnico.

I KINGDOM hanno fatto il disco migliore nel 2019 nella sezione death metal, secondo me. Impossibile metterlo su senza scapocciare o mimare i grassi, grassissimi riffoni che partono e tornano, tornano e ripartono, uno più devastante dell’altro. Testi principalmente in inglese, e in misura minore in polacco, sulla miseria esistenziale e la decadenza fisica e spirituale. La puzza di decomposizione è fortissima. Questo è death metal nell’accezione più genuina, fatta di suoni claustrofobici e ferocia pura. Provare per credere. Rotting Carcass Arise Upon the Burial Mound vi schiacceraà in una mezz’oretta scarsa.

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I disgustosi SANGUISUGABOGG, veramente grotteschi e sozzi, sono l’ultima trovata della Maggot Stomp, sempre più sul pezzo per quanto riguarda l’underground e le copertine bicolori con loghi illeggibili. Questo Pornographic Seizures (basta il titolo) va in setticemia e puzza come una busta della spazzatura con frattaglie dentro lasciata a riposare per una settimana. Nessun blastbeat qui, solo grassi riffoni e voci cavernose per quattro pezzi da ascoltare e riascoltare.

I VOMIT FORTH invece vanno dritti al sodo. Riff slayeriani, blast, grungniti disumani. Mantengono il tiro che è una bellezza e i suoni spaccano. Non c’è traccia alcuna di plastica qua, al contrario troverete del cazzutissimo groove tra un accelerazione e l’altra. Una scoperta più che piacevole. Death-fottuto-metal in attesa di una distribuzione che gli faccia giustizia (le ultime li danno ormai su Maggot Stomp pure loro).

a2582569090_10I FLUIDS vengono dall’Ariziona e ci riportano, come iconografia, a quei tempi in cui i collage di morti ammazzati putrefatti andavano tanto di moda tra i gruppi grindcore di Liverpool. A vederne la copertina si giurerebbe infatti che si tratti di un clone di Reek of Putrefaction, invece questo Exploitative Practices ci si discosta nel senso che mantiene un approccio lontano da quello originario del gore-grind, almeno musicalmente. Non vi è infatti traccia di crust o hardcore estremo qua, bensì una cosetta più cadenzata e oppressiva, che grufola e rotola nel death/doom più mortifero con un basso distortissimo che domina il sottofondo. E infine si sfocia in sfuriate alla Mortician. Belli allucinati e purulenti pure loro, con citazioni filmiche qua e là, proprio come nella band di Will Rahmer.

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Finalmente un segno di vita dai FRIGHTFUL, visto che l’orripilante ep (in senso buono) Cannibalistic Rites risale ormai a due anni fa. Ne parlammo già qua. Questo Astral Freeze, mini di tre pezzi, ancora una volta ha un sapore classico che più classico non si può, ed estremamente efficace. Un death/thrash maligno come un sarcoma suonato da questo trio dal quale ci aspettiamo un full length presto, sperando che la scuola e gli esami non interferiscano troppo sull’attività della giovanissima band. Quanto spaccano, però: si ha l’impressione che stiano affilando i pugnali sacrificali in attesa di uscire fuori con qualcosa che non sia solo una manciata di pezzi che ogni volta ti lasciano ancora con l’acquolina. Attitudine e calci in culo.

Per oggi è tutto ma fidatevi, andate a ripescare queste frattaglie, che credetemi sono tra le più gustose dell’anno passato. Fatele arrosto o in salmì. (Piero Tola)

One comment

  • vero i Fulci, me ne ero proprio dimenticato!!! L’ho sentito poco a dir la verità, ma mi ha convinto in pochissimi ascolti (e con me non è facile). Mi stuzzicano i Kingdom, se posso vedo di darci una ascoltata

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