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Il NAPOLEONIC WAR BLACK METAL e noi

3 giugno 2019

Un po’ di tempo fa, tra gli svariati gruppi sui social in cui si discute e si mostrano collezioni di dischi, e dove non è raro trovare quei fenomeni che comprano lo stesso disco appena ristampato in 10 versioni diverse solo perché il vinile all’interno è colorato nelle maniere più ridicole e pacchiane (e tutti a commentare con roba tipo “gem!” “what a beauty!” e cose cosi’), intravedo una copertina che attira la mia curiosità. C’è un tizio sdraiato sul letto di morte con un crocefisso sul petto, vestito all’ultima moda napoleonica. Vado a vedere e si tratta di una banda canadese chiamata Departure Chandelier, che scopro poi essere un trio composto da tali Fanalis, Crucifixus e Vinculum (ribattezzato da me Vin-in-culum), dediti appunto ad un napoleonic war black metal, come da spassosissima bio su Bandcamp, e aventi all’attivo due demo e questo (rullo di tamburi) Antichrist Rise to Power, appunto. Ma di cosa si tratterà? Tralasciando la categorizzazione del genere, tipica dei tempi che furono, e premendo il fatidico tasto mi accorgo che si tratta del solito mid-tempo con chitarre zanzarose e forzatamente lo-fi e voce stridula, e che oltre ad essere all’ultima moda napoleonica è pure all’ultima moda di metà anni Novanta. Con una novità: qua si narra di incoronazioni, esilii e battaglie, e subito mi viene in mente quella volta che, tornando da Praga, passai presso la piana di Austerlitz, nell’odierna Moravia, dove ancora il ricordo è vivo, grazie a dei mostri gonfiabili di sette metri a forma di soldato napoleonico che ci rimandano ad uno dei momenti chiave della storia del secolo XIX.

Il tipico esponente del napoleonic war black metal

Apprendo poi sempre dalla bio che sto popò di materiale era già pronto da circa un decennio ed è stato tenuto in cantina aspettando tempi ed occasioni migliori (promozione, distribuzione etc), e che il trio nel frattempo, tra scazzi e disaccordi, ha deciso di chiudere bottega, consegnando alla gloria eterna questo pretenziosissimo (o volutamente parodistico?) tomo postumo di otto capitoli, essendosi nel frattempo stufato di far ammuffire cotanto materiale e decidendo, scaltramente, di darlo in pasto ai maniaci di cui sopra, magari in otto diverse versioni tutte di colori diversi. Io però me lo sento su Spotify o Bandcamp, e mi basta. E per non più di due o tre ascolti. Dopodiché torno ad ascoltare il nuovo dei Saint Vitus. Grazie, prego, scusi, tornerò. (Piero Tola)

2 commenti leave one →
  1. 3 giugno 2019 15:49

    Pure FANALIS è un gran nome devo dire
    sì sì bella sta roba, ma vogtliamo parlare dei lanciatissimi 1914?

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  2. Fanta permalink
    3 giugno 2019 17:40

    Molto carini i 1914. Ma vi consiglio vivissimamente un disco death metal marcio, old style, claustrofobico e particolarmente inquietante che sta funestando piacevolmente i miei momenti di “libertà” (macchina e tazza del cesso).
    Krypts – Cadaver circulation

    Riferimenti?
    Incantation, Funebrarum, Slughator…ma hanno personalità da vendere sti finnici. Grande album davvero.

    Piace a 1 persona

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