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Boredom come: ROSS THE BOSS – By Blood Sworn

2 giugno 2018

Non ho nessun preconcetto nei confronti delle cover band o delle tribute band. Conosco gente a cui, al solo nominare le due parole, sale un fastidio incontrollato. Personalmente, invece, le ritengo attività assolutamente degne di rispetto, anche perché da una cover band può venir fuori anche qualcosa di molto divertente. Pensate ai Beatallica. Ma possono anche generare delle mostruose oscenità. Pensate agli Apocalyptica. Come pure non ho nessun preconcetto nei confronti di musicisti come Ross the Boss o Paul Di’Anno, che per vattelapesca quali motivazioni che non ci riguardano, persistono a vivere il presente nell’ombra dei successi del passato. Semmai, certe volte, mi mettono un po’ tristezza. Soprattutto quando nel farlo perdono di dignità. Rispetto moltissimo, infatti, personaggi come Jack Starr che sono capaci di tirarsi fuori da quel passato ingombrante e ricrearsi una nuova dimensione. Neanche quelle band che costruiscono una carriera intorno ad uno/due riff mi creano problemi, anzi, spesso mi mandano in sollucchero. Che so, penso ai Grave Digger, agli Accept, agli Iced Earth, ai Manowar stessi. Con queste premesse mi sono approcciato al nuovo album di Ross the Boss senza nessuno di quegli ipotetici preconcetti che uno qualsiasi potrebbe avere, ma anche senza particolari aspettative, visto che il precedente e non proprio imperdibile Hailstorm non aveva lasciato nessun segno nella mia memoria, oltre al fatto di avere un titolo strafico (in modo inversamente proporzionale alla qualità del suo contenuto). 

E alla fine, anche By Blood Sworn, uscito ben otto anni dopo, si merita l’indulgente definizione di “non proprio imperdibile”. Non è un album inutile (che penso sia l’offesa massima per un artista), né dannoso e nemmeno brutto nel vero senso della parola. A me è parso un po’ tirato via, chiuso in fretta, insomma, assemblato senza un particolare criterio. Le prime quattro tracce, ad esempio, si fanno anche ascoltare perché basate su quei due riff di cui sopra presi da Hail to England o da un disco a caso di Jon Schaffer; dopodiché subentra una noia mortale. Il resto del disco, infatti, salta da un hard rock a un power entrambi veramente spenti e buttati lì senza apparente cura, che altro non inducono nell’ascoltatore che tedio. Diciamo spesso in questi casi che dischi del genere hanno senso perché consentono alle band di giustificare un altro tour. Ok, ci sta, solo che questo caso rischia di assumere un po’ meno senso ancora perché nel prossimo tour di Ross, che mi auguro comunque di vedere dal vivo, mancherà Rhino, il quale nel frattempo ha fatto un ottimo lavoro nel notevolissimo Stand Your Ground e quindi piuttosto si concentrerà nel tour dei Burning Starr. Al posto suo il batterista dei Witherfall. Detto ciò, non saprei a chi consigliare l’ascolto di By Blood Sworn e forse neanche se consigliarne l’ascolto. (Charles)

One Comment leave one →
  1. weareblind permalink
    2 giugno 2018 11:55

    Sei stato troppo buono. Altro che spento, è in ghiacciaia questo album. Ascoltato una volta, vade retro.

    Mi piace

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