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R.I.P. Circolo Degli Artisti (1989 – 2015)

18 marzo 2015

Motorpsycho - 20 Maggio 1997Il Circolo degli Artisti ha chiuso, forse solo temporaneamente, ma ha chiuso. Da un paio di giorni i sigilli delle forze dell’ordine agghindano il cancello di via Casilina Vecchia n.42. Le ragioni su cui tutti speculano da mesi non sono chiarissime ma, secondo quanto riportato sulla stampa negli ultimi giorni, sembrano girare intorno a tre accuse principali: mancanza di permessi, affitto non pagato, e, la più paradossale, amianto sotterrato nel giardino. Magari non andrà a finire con una chiusura definitiva ma non so davvero cosa pensare, né cosa augurarmi. Perché, se da una parte c’è l’affetto per un posto che frequento da una ventina d’anni, dall’altra il quadro che ne esce non è proprio edificante ma soprattutto orribilmente aderente alle storie di mafiette varie alle quali siamo abituati in altri contesti. Senza entrare nei dettagli, sembra che la struttura abbia vissuto tutti questi anni in un’aura di semi-illegalità sotto la protezione di qualche politico e che poi ad un certo punto questa copertura sia venuta a mancare o non sia stata più sufficiente. Bella merda. La questione dell’amianto poi si commenta da sè e trovo patetici i tentativi di rispondere con cose quali “sì, l’abbiamo fatto, ma l’abbiamo fatto con cautela” (questo il succo, dallo loro pagina fb, nei commenti): alle volte si fa più bella figura a stare zitti.

Purtroppo, però, se dovesse andare a finire male, sarebbe una perdita non indifferente. In una città come Roma in cui i locali per ascoltare musica dal vivo che non siano cover band di Ligabue muoiono come mosche (Air Terminal, Frontiera, Spazio Boario, Palladium, Horus…), il Circolo ha rappresentato per molto tempo l’unico elemento di vera continuità; in anni in cui la parola ‘locale’ evocava in maniera esclusiva pariolame vario, Stan Smith bianche e selezione all’ingresso, il Circolo è stato la quasi unica alternativa possibile per i non-decerebrati: dalle serate Parucca Night nella vecchia sede di Via Lamarmora fino alla oramai classica location di via Casilina, uno dei pochi posti in cui, se hai ospiti che vengono da fuori, non ti vergogni a portarceli. Dal punto di vista personale non può che dispiacermi, per un periodo ho abitato proprio lì dietro, avevo sempre gli accrediti e ci andavo almeno un paio di volte a settimana, anche da solo. Nel corso degli anni ci ho visto moltissima roba in una gamma che va dai Kyuss a Patrick Wolf, dai SunnO))) ai Kaiser Chiefs, dagli Sleep ai Twilight Singers (in quell’occasione presi a male parole una tizia dietro di me che non la smetteva di lamentarsi con le amiche che il ragazzo non l’avesse telefonata da quattro giorni – “perchè quando Greg Dulli canta tu devi stare zitta, perdio”). 

Al di là di tutto, quello che mi stupisce di più sono le reazioni da ultras delle varie fazioni che si leggono online dall’altro pomeriggio: si va da quelli che per qualche motivo godono della situazione e augurano morte e fallimenti perché la programmazione non era di loro gradimento a quelli, immancabili, che se la prendono con la politica italiana rea di “uccidere la cultura, togliere lo spazio ai giovani” o altre menate del genere fino agli assoluzionisti a prescindere per i quali evidentemente il diritto al proprio drinkino nel giardinetto è maggiore di qualsiasi concetto di legalità e/o sicurezza. E per i quali quindi l’unica cosa sensata da fare è difendere a spada tratta chi glielo sta mettendo nel culo. Insomma, anche su una faccenda del genere si può accendere una rivalità da salotto di Bruno Vespa, una roba che fa veramente cadere le palle e che allora mi rende ben contento di non avere un’opinione definita in merito.
Che poi a me, più di ogni altra cosa, mancherà la barista fregna che stava al bancone esterno.

PS: al Circolo degli Artisti (vecchia sede) ha avuto luogo quello che forse è il concerto migliore a cui abbia mai assistito.

Motorpsycho 29 Maggio 1997, la setlist era questa:
Kill Some Day
Mad Sun
S.T.G.
Manmower
Starmelt/Lovelight
Swiss Cheese Mountain
Un Chien d’Espace
Into The Void
Vortex Surfer
Heartattack Mac
Greener
Walkin On The Water
Flick Of The Wrist
The Golden Core – Wonderfullissima

12 commenti leave one →
  1. 18 marzo 2015 12:37

    Bravo greek

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  2. Luca permalink
    18 marzo 2015 12:40

    …con una scaletta che si apre con KIll Some Day e Mad Sun e si chiude con The Golden Core, non faccio fatica a crederlo che fosse il miglior concerto di sempre; in quel periodo li avevo visti a Biella, a Torino e a Milano. Il basso di Bent all’epoca aveva lo stesso suono del trattore agricolo lamborghini di un mio amico.

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  3. weareblind permalink
    18 marzo 2015 13:52

    Mi spiace proprio per i fratelli romani.

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  4. Lorenzo (l´altro) permalink
    18 marzo 2015 14:43

    Hai ragione del tutto, non c´é un cacchio da gioire, sono tutti quelli che per loro ventura si sono trovati e si trovano a Roma a rimetterci.
    Peró lo dico, non mi strappo i capelli (anche perché non ne ho). Al Circolo ho avuto troppo spesso l´impressione che il monetizzare fosse molto piú importante del rispetto per chi suona e chi ascolta. Tipo le magiche serate due concerti-due biglietti, che per quando riuscivi a entrare al secondo concerto, driblando la folla che nel frattempo usciva per la stessa porta, il gruppo era giá al terzo pezzo. E i buttafuori… lassamo perde.
    C´ho passato bei momenti anche io oltre a serate di rodimento stratosferico. Ma per fortuna nessuno dei concerti piú belli:

    Acid Mother Temple – Sinister Noise
    Brutal Truth – Palarockness
    Electric Wizard – Jailbreak
    Erykah Badu – Auditorium di Roma
    Motorpsycho – Alpheus
    REM – stadio di Perugia

    Liked by 1 persona

    • 18 marzo 2015 15:28

      Madonna, il concerto degli Electric Wizard al Jailbreak, tour di Witchcult Today, al basso c’era ancora il greco con la faccia tatuata che faceva ancora più atmosfera, che cazzo di spettacolo che fu.

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    • chippy_bones permalink
      18 marzo 2015 15:47

      concordo, quella volta furono allucinanti

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  5. Lorenzo (l'altro) permalink
    18 marzo 2015 16:16

    Mi sa che stava per uscire Black Masses, perché fecero proprio Black Mass, se non sbaglio. Prima c’erano i Doomraiser, i Toner Low (scusate ma non li ho retti) e i The Black che si chiedevano dove fossero mai finiti i Misantropus…

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    • chippy_bones permalink
      18 marzo 2015 16:27

      confesso che anche io mi addormentai ai toner low… la formazione è sicuramente quella che avrebbe inciso black masses, secondo setlist.fm la scaletta era questa:

      Witchcult Today
      Satanic Rites of Drugula
      Dopethrone
      We Hate You
      Return Trip
      The Chosen Few
      Funeralopolis

      http://www.setlist.fm/setlist/electric-wizard/2010/jailbreak-live-club-rome-italy-3d4d933.html

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      • Lorenzo (l'altro) permalink
        18 marzo 2015 16:47

        cacchio, Black Mass devo essermela sognata

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      • Lorenzo (l'altro) permalink
        18 marzo 2015 16:54

        Comunque il batterista era pure meglio, pelato col pizzetto mefistofelico, tutto timpani, casse e raid, niente charlie. Solo botta. Uscii depresso e non riuscii ad aprire bocca per un’oretta buona. Stesso con i Motorpsycho, ma quella volta non parlavo perché semplicemente non ci capivo più nulla tanto ci avevano spettinati (tour di Little Lucid Moments, la title track fu pazzesca). Mentre con gli Acid Mother Temple io e il compare che era con me abbiamo avuto le orecchie che fischiavano per due giorni (letteralmente) e la chitarra di Pink Lady Lemonade come pensiero fisso per una settimanella buona.

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  6. sergente kabukiman permalink
    19 marzo 2015 21:49

    tra i concerti migliori che ricordo molti si sono svolti proprio a roma, crowbar al traffic, saint vitus/orange goblin all’init…mi dispiace molto per questa chiusura

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