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THE GENTLE STORM @Traffic, Roma, 21.02.2015

23 febbraio 2015

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Quando arrivo al Traffic fuori non c’è un’anima. Di solito, chiunque stia suonando dentro, almeno una dozzina di persone che fumano o cazzeggiano all’esterno del locale c’è sempre. Questa volta no. Dentro, dopo l’esibizione in duo acustico di Federica Catalano e Patrizio Zurzolo, voce e chitarra dei calabresi Lenore S. FingersAnneke van Giersbergen, ha già iniziato da un quarto d’ora a ipnotizzare con una voce che, nonostante il raffreddore, resta la più bella del mondo. Arjen Lucassen, altissimo e allampanato, sta al banchetto del merchandising e anche lui ascolta immobile la sua compagna di tour, non meno immune di noi dal magnetismo di quell’ugola incantevole.

La cantante olandese, per il momento, sta eseguendo da sola, accompagnandosi con una chitarra acustica, una scaletta di cover che poi scoprirò inaugurata da Beautiful One, il singolo dell’album solista pubblicato qualche anno fa con il moniker Agua de Annique (essendo arrivato in ritardo, la setlist che trovate a fine articolo l’ho presa dal report di Roma Daily News). Attacca con I’m On Fire di Bruce Springsteen, che, se già è un brano meraviglioso di suo, cantato da Anneke ti fa innamorare di lei per l’ennesima volta. Subito dopo arriva Locked Away dei The Gathering e sono lacrime vere. Penso che in questo momento anche la più univocamente eterosessuale delle numerose ragazze tra il pubblico vorrebbe fidanzarsi con lei, come noi vecchi fan da adolescenti.

Un altro paio di cover, Wish You Were Here e Drowning Man, letteralmente urlate dalla platea, e sale sul palco Lucassen, accolto da un’ovazione. I due stanno presentando il progetto The Gentle Storm, il cui debutto The Diary uscirà il mese prossimo. Anche il polistrumentista fiammingo imbraccia l’acustica e parte con Endless Sea, il singolo dell’imminente album che sarà, però, rappresentato da appena tre canzoni. Non abbastanza per intuire cosa sarà The Diary ma, a fronte di una carriera solista che definire discutibile è un eufemismo, è un sollievo vedere Anneke coinvolta in un progetto, beh, serio. Il resto della scaletta sarà composto principalmente da cover e, curiosamente, da parecchi brani degli Ayreon, per la gioia degli estimatori italiani di Lucassen che non hanno mai potuto sentirli dal vivo. Brani alcuni dei quali, in origine, erano stati interpretati proprio dalla van Giersbergen, come Waking Dreams, dall’opera rock del 1998 Into The Electric Castle.

Sembra di stare tra amici. Solo che ad animare l’ambiente con chitarre e canzoni non c’è il compagno di classe capellone, bensì Anneke e Arjen. I due musicisti scherzano con un pubblico che si spella le mani e canta a volumi assordanti i ritornelli delle cover più famose. Perché il concetto di base, giustamente, è che Anneke con quella voce può cantare qualsiasi cosa, può pure leggere la lista della spesa e tu restersti comunque là inchiodato con un sorriso da cretino. Strange Machines è un altro tuffo al cuore per i nostalgici. “Ora facciamo un pezzo di una band inglese di quand’ero bambino”, fa Arjen. I read the news today, oh boys, intona Anneke. Altri due brani degli Ayreon come bis e tutto finisce. L’intero show sembra durato mezz’ora, i due si attardano a salutare e stringere mani con un sorriso ancora più largo del nostro. Forse nemmeno loro si aspettavano una reazione così calorosa, come noi non ci aspettavamo un concerto così. Perché a volte basta poco per una serata come si deve: due chitarre, qualche birra, qualche vecchia canzone che conoscono tutti e la voce più bella del mondo.

Setlist:

Anneke Van Giersbergen:

Beautiful One (Agua de Annique)
4 Years (Lorrainville)
Wicked Game (Chris Isaak)
Circles (Anneke Van Giersbergen)
I’m on Fire (Bruce Springsteen)
Locked Away (The Gathering)
Wish You Were Here (Pink Floyd)
Drowning Man (U2)

The Gentle Storm:

Endless Sea (The Gentle Storm)
Day Six: Childhood (Ayreon)
Isis and Osiris (Ayreon)
The Moment (The Gentle Storm)
Comatose (Ayreon)
Valley of the Queens (Ayreon)
Mad World (Tears for fears)
Waking Dreams (Ayreon)
New Horizons (The Gentle Storm)
The Garden of Emotions (Ayreon)
Come Back to Me (Ayreon)
Strange Machines (The Gathering)
A Day in the Life (The Beatles)
The Castle Hall (Ayreon)
My House on Mars (Ayreon)

2 commenti leave one →
  1. Charles permalink
    23 febbraio 2015 16:41

    me li sono persi… che rosicata diobestia

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  2. Lorenzo (l´altro) permalink
    23 febbraio 2015 18:12

    Drowning Man… avrei voluto esserci, che brividi…
    Ma perché diavolo gli U2 non si sono fermati in tempo?

    Mi piace

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