R. I. P. Hans Ruedi Giger (1940 – 2014)

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A dare la notizia è la televisione pubblica svizzera Srf. Il creatore di incubi elvetico è morto ieri in ospedale per le ferite riportate in una caduta. Anche qualora le arti visive siano quanto di più lontano dai vostri interessi, saprete benissimo chi fosse. Perché H. R. Giger era parte del nostro mondo. Oltre a regalarci icone del fantastico come i mostruosi xenomorfi di Alien (tra i frutti più memorabili delle sue ossessioni per la mutazione, la sessualità e la fusione tra carne e macchine), ha dato un corpo grafico a fantasmi a noi piuttosto familiari, evocando gli orrori senza nome di Lovecraft e le oscure dottrine di Crowley. E ha lasciato un’impronta fortissima sul nostro stesso immaginario, consacrando alla causa metallica alcune di quelle che, per noi, restano le sue opere più famose. Dal diavolo con il Cristo – fionda che adorna To Mega Therion dei Celtic Frost alla censuratissima copertina originale di Frankenchrist dei Dead Kennedys, dalla beffarda riedizione del simbolo universale della pace che svetta su Heartwork dei Carcass a How the Gods Kill di Danzig, fino all’artwork di Melana Chasmata, destinato a restare uno dei suoi ultimi lavori. Il nostro abbraccio virtuale va a Thomas Gabriel Fischer, che di recente aveva trovato pace proprio nelle vesti di segretario-factotum di Giger.

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