Intervista ai BLACK CAPRICORN

Black Capricorn june 2013

Vedere una band proveniente dalla mia città natale pubblicare quello che, senza campanilismi, è uno dei migliori dischi usciti dall’underground doom quest’anno (Born under the Capricorn, di cui vi ho parlato a suo tempo) e raccogliere ottime recensioni anche tra gli addetti ai lavori esteri non può che farmi piacere. Anche perché, se in termini di visibilità e standard professionali la scena italiana ha fatto negli ultimi anni enormi progressi rispetto ai mitizzati ’90, chi fa musica in Sardegna deve continuare a fare i conti con handicap strutturali non facilmente superabili. Saremo pure un popolo testardo ma dover prendere un traghetto anche solo per suonare in un’altra regione è qualcosa che può tagliare le gambe anche ai più determinati (si pensi al recente scioglimento di una formazione interessantissima come i Curse This Ocean). Ne abbiamo parlato con Fabrizio Monni, voce e chitarra del gruppo cagliaritano…

Facciamo un po’ d’ordine: poco dopo la pubblicazione del vostro secondo album, Born under the Capricorn, avete annunciato un anno di stop. Tale decisione era stata legata all’addio dei due nuovi membri?

No la decisione di fermarci era stata presa prima.

Come vi siete ritrovati a tornare alla formazione a tre dell’esordio?  E’ stata una scelta di necessità o non avete nemmeno pensato a reclutare nuovi membri?

Io volevo continuare ma c’ erano da risolvere alcuni problemi di salute prima. Ci sono voluti diversi mesi e quando le cose sono un pò migliorate abbiamo riprovato in tre. Ora come ora non vogliamo coinvolgere nessuno al 100%.

Quanto è stato frustrante dover tirare i remi in barca proprio mentre il disco iniziava a ottenere buoni consensi all’estero? Avete dovuto rifiutare qualche offerta importante, in termini di tour et similia, nel frattempo?

Nessuna offerta se non quella per andare a Malta ci era stata fatta, però, se avessimo continuato, penso avremmo suonato di nuovo in giro.

A tale proposito, è vero che avevate chiesto a Massimo Cellino di unirvi a voi come secondo chitarrista ma il suo arresto ha fatto saltare tutto? Recupererete con un tour in Colombia di spalla ai Maurilios? Ho letto che il presidente ama molto quel paese.

Ahahaha, non siamo alla sua altezza. In tutti i sensi (e mancu malisi!).

benito-urgu

Il fonico dei Black Capricorn dà istruzioni alla band

La maggiore ecletticità del vostro secondo album era legata ai nuovi membri? Che direzione stanno prendendo i nuovi pezzi?

La maggior parte dei pezzi sono scritti da me, anche quelli del disco a cinque, però c’ è un’evoluzione ogni volta. I nuovi pezzi sono più heavy, ma per ora non abbiamo nessuna idea di cosa uscirà e se sarà un ep o un full.

Quando ho lasciato Cagliari per trasferirmi a Roma, nel ’99, le uniche occasioni per ascoltare un po’ di heavy metal erano un paio di locali che aprivano e chiudevano a singhiozzo e le assemblee di istituto liceali. Negli anni successivi le cose, dall’esterno, mi erano sembrate andar meglio: c’erano un paio di locali, come il Fabrik e il Titty Twister, che facevano suonare anche band internazionali e una webzine, sardcofago, con la quale riuscivo a tenermi aggiornato su cosa capitava nella mia isola. Ora mi sembra si sia tornati un po’ indietro. Cos’è successo, dal vostro punto di vista?

Concordo sul fatto che siamo tornati indietro a differenza invece di quello che succede in Europa e forse anche nel resto d’ Italia. Una risposta sul perchè non ce l’ avrei, forse un insieme di eventi, compreso il fatto che la nostra mentalità non ci porta a osare o a prendere ad esempio ciò che si fa fuori e come lo fanno…  Insomma, forse siamo un pò troppo “fatti e lasciati”… Comunque segnalo un nuovo locale che sta facendo davvero bene ed è la Cueva  Rock… Ricordi dove stava lo Skate Park? Stessa zona \m/

fisietto_03

I Black Capricorn in sala prove

Qualche nuovo gruppo sardo che merita?

In effetti i gruppi non mancano, almeno quello… Ce ne sarebbero molti, facendo un giro su internet è facile incappare in qualche gruppo sardo!

Sul vostro esordio c’è un brano intitolato Sa Bruxia, nel disco dopo spuntano le launeddas. I riferimenti alla tradizione sarda sono destinati a crescere nella vostra musica?

Ci fa piacere poter inserire di questi elementi, la nostra storia è ricca di spunti. Abbiamo qualche pezzo nuovo che riprende la sardità in un modo o in un altro, non so però se finiranno su disco…

Ti è piaciuto 13?

Sì (troppo secca la risposta? ahaha).

E già che si parlava dei Sabbath, ci lasciamo con la bella cover di Solitude con voce femminile incisa un paio di mesi fa dalla band. Saludi e trigu e tappu de ortigu:

12 commenti

  • sergente kabukiman

    secondo me in generi come lo stoner possiamo tranquillamente stare tra i leaders a livello mondiale. camion, black rainbow,isaak,black capricorn,bretus..gruppi pazzeschi!!

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  • Negli anni novanta io trattavo di metal su una fanzine ‘gotica’ della Sardegna!

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    • Mica ‘Into The Darkness’? Ci avevo scritto qualcosa anch’io!

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      • Diamine, proprio quella!

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      • Ma tu scrivevi di metal o di altro? Conoscevi personalmente i due redattori (una coppia di Cagliari se non ricordo male)? Sei ancora in contatto con loro? La foto del tuo profilo, e il fatto che tu qui sia il ‘capo’ (o uno dei ‘capi’), mi ha reso difficile tutoyer, ma alla fine ce l’ho fatta!

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      • Avevo scritto qualche recensione di dischi black metal e affini e un pezzo su Fussli. Non mi ricordo però se gli articoli (che furono i primi in assoluto che scrissi per una qualche pubblicazione) uscirono mai, in quanto sarebbero dovuti apparire sul quarto – e ultimo – numero della fanzine, che credo non fu nemmeno stampato, o almeno non ricordo di possederne una copia (parliamo di 18 anni fa…). Parlai con Giacomo dal vivo una volta sola e non restammo in contatto. Colgo l’occasione per precisare che il vero capo di Metal Skunk è Esteban Otero Martinez, un messicano ultranovantenne, prozio di terzo grado del cantante dei Brujeria, che periodicamente compie sacrifici umani secondo il rituale azteco per garantirci una migliore indicizzazione su google. Non lo menzioniamo mai perché ci tiene alla privacy.

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      • Grande! Si tratta di un adepto del culto della Santa? Mi pare di possedere i numeri dal 3 al 5, ma potrei anche sbagliarmi. Appena posso verifico in cantina. Scusate, ma non posso tenere tutto in casa ché non c’è posto!

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      • E’ un sacerdote di Quetzalcoatl ma ha costruito comunque un altare della Santa in redazione perché fa scena. Quando beve troppa tequila sostiene di essere la reincarnazione di Montezuma ma noi tendiamo a dargli sempre ragione, anche perché potrebbe essere vero.

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  • Ho controllato in rete: ne uscirono 6 numeri. Possiedo quello che indichi, se mi capita ti faccio delle scansioni (se desideri conservare il cimelio).

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    • Non ti preoccupare, tra qualche settimana vado in Sardegna e mi metto a rovistare, se era uscito, dovrei averlo da qualche parte… Grazie, comunque

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      • Prego. Le mie interviste sono orrende, non ti scandalizzare! Comunque anche la redazione non fu esente da responsabilità, ad esempio tagliando le domande (e, se non erro, anche le risposte) a un’intervista, e procurandomi qualche problema…

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  • Pingback: Immolare un porceddu a Satana con i BLACK CAPRICORN | Metal Skunk

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