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La faccia come il culo: i CRYPTOPSY tornano al death metal

18 luglio 2012

Immaginate che la fidanzata vi abbia lasciato perché plagiata dal suo psicologo che la ha convinta a imboccare il cammino della ninfomania. Nelle settimane successive la vostra ormai ex dolce metà diventa un fenomeno su youporn. I vostri amici da un lato vi compatiscono, dall’altro, in vostra assenza, tengono simposi su quello che è diventato il suo video più popolare, dove sollazza un’intera squadra di football americano, allenatore e  preparatore atletico inclusi. Lei, in tutto questo, continua a spedirvi i link come se niente fosse, chiedendovi pure un parere. Poi, piano piano, inizia a ripensarci, un po’ perché le amiche le hanno fatto terra bruciata intorno (lei inizialmente credeva fosse per gelosia e in un paio di casi aveva anche ragione), un po’ perché le mancate sinceramente, un po’ perché è uscito sui giornali che il suddetto psicologo è stato arrestato per pedofilia dalle autorità della Cambogia, dove si era recato per turismo sessuale, e quindi, insomma, non era propria la persona più indicata alla quale affidarsi. Certo, Berlusconi le ha proposto una candidatura al consiglio comunale di Arcinazzo nelle liste di Forza Fregna, la formazione politica che ha preso il posto del Pdl con il placet del Vaticano, che ne apprezza il richiamo ai valori tradizionali dell’Italia contenuto nel nome, laddove la sigla del precedente poteva essere scambiata per l’acronimo di una nota bestemmia utilizzata per accusare il Signore di violare il settimo comandamento. Però alla fine quello che conta è l’amore. Diversi mesi dopo il fattaccio, proprio quando avevate iniziato a riprendervi, vi telefona pentita e vi chiede di rimettervi insieme. Voi di certo non le stendete il tappeto rosso, no?

Questa parabola per spiegarvi con quale disposizione d’animo mi approccio all’uscita del nuovo album dei Cryptopsy, che sancisce il ritorno al death metal della formazione canadese la quale, dopo aver scritto alcune delle più belle pagine della storia del brutal tecnico con dischi straordinari come None So Vile e Whisper Supremacy, era improvvisamente uscita di brocca pubblicando nel 2008 l’aberrante The Unspoken King, un tentativo patetico e del tutto fuori fuoco di allinearsi all’insulso trend deathcore, allora in piena esplosione commerciale. Il suo successore, nei negozi di dischi superstiti a settembre, si chiamerà semplicemente Cryptopsy, il che puzza di coda di paglia lontano un miglio. After the jump, come dicono gli americani, il trailer:

L’ennesimo rimpasto in una line-up a porte girevoli che ha visto nel batterista Flo Mounier l’unico elemento permanente registra il ritorno dello storico axeman e compositore Jon Levasseur, che aveva mollato nel 2005 (ovvero dieci secondi prima della temporanea reunion con Lord Worm che fruttò l’ottimo Once Was Not) perché non più interessato a certe sonorità. Probabilmente serviva qualcuno che si ricordasse come si scrive un brano death metal, dato che non sono più della partita due membri di lunga data come il chitarrista Alex Auburn e il bassista Eric Langlois, sostituito da Olivier Pinard dei Neuraxis, mentre è confermato dietro al microfono Matt McGachy, che speriamo abbia intanto lasciato perdere le clean vocals. Non so perché, mi sono fatto l’idea che Flo Mounier non debba essere una persona con la quale sia facile avere a che fare. È lo stesso batterista a spiegare a Decibel: “Mi piacciono diversi generi di musica e credo sia molto più divertente quando una band tira fuori un album che ha elementi di un po’ tutto, hai varietà, non noia. È ciò che stiamo cercando di fare. E comunque credo che la gente resterà sorpresa da quanto sia brutale questo disco“.

Disco che potrebbe pure essere bellissimo, non lo metto in dubbio. Ciò che sconcerta è la faccia di palta con la quale i Cryptopsy tornano alle origini dopo aver defecato un abominio come The Unspoken King, sballato anche come operazione commerciale, dato che in tempi come questi ha molto più senso tenersi stretti i deathster duri e puri, che continuano ad acquistare i cd dei loro beniamini anche a 45 anni, che provare ad accattivarsi i fan dei Bring Me The Horizon con le chiome piastrate perdendo del tutto la stima e il sostegno dei vecchi seguaci. Chissà se si può considerare il tutto come una prova generale di quando i Morbid Angel torneranno in studio per dare un successore a Illud Divinum Insanus, il platter che ha spalancato alla musica estrema frontiere dell’orrido che The Unspoken King aveva solo timidamente lasciato socchiuse. Magari riprenderanno Richard Brunelle al posto di Destruchtor. Ma il paragone è in realtà improponibile. I Morbid Angel sono come l’ultimo Dario Argento, hanno tirato fuori un cult in negativo della cui bontà restano fermamente convinti e che noi tutti abbiamo imparato segretamente ad amare. Illud Divinum Insanus è La Terza Madre, che la prima volta che lo abbiamo visto ci ha fatto schifo, la seconda ci siamo divertiti come i pazzi. I Cryptopsy, invece, sono un ipotetico David Cronenberg che decida di cimentarsi in un clone di Twilight per lucrare sui ragazzini e poi subito dopo pretenda di poter tornare a girare La Mosca come se la sua credibilità non ne fosse uscita affatto intaccata. No, cioé, vaffanculo. (Ciccio Russo)

19 commenti leave one →
  1. Snaghi permalink
    18 luglio 2012 12:32

    non è belo ammetterlo, la credibilità secondo me prima o poi la mandano quasi tutti a puttane…

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  2. 18 luglio 2012 13:51

    il dubbio è: i Cryptopsy e la vostra ex si sono divertiti allo stesso livello prima di tornare da voi/al death metal?(che poi quest’ultimo parallelismo crea interessanti scenari in cui si farebbe di noi, di ognuno di noi, il death metal…)

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  3. 18 luglio 2012 14:08

    Che vergogna. La faccia come il culo proprio. “Cosmopolis” ancora non l’ho visto, ma spero di non trovarmi di fronte ad una cagata immensa (era a quello che ti riferivi?).

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    • 18 luglio 2012 14:46

      Ovviamente no, era un esempio campato in aria per rendere l’idea, non sapevo manco che in Cosmopolis ci fosse Pattinson

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    • 18 luglio 2012 14:53

      a me è piaciuto Cosmopolis, ma con Cronenberg sono poco obiettivo, mi è piaciuto pure quello su Freud e Jung che ha fatto schifo a tutti

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      • 18 luglio 2012 15:09

        Io devo ammettere di aver seguito pochissimo il cinema negli ultimi anni e mi sono perso, tra le altre cose, A Dangerous Method. Da quando ha abbandonato del tutto il linguaggio fantahorror è comunque restato sempre sulle tematiche della mutazione, non più del corpo ma della mente e della realtà, e De Lillo mi sembra molto nelle sue corde…

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      • 19 luglio 2012 01:38

        il libro l’ho letto dopo da bravo idiota, ma il film ci sta…se si vuole trovare un difetto all’ultimo cronenberg è quello di seguire un’impostazione fin troppo “letterale”(o teatrale nel caso di ” a dangerous method)…per il resto rimane coerente a se stesso in quanto a tematiche…tra l’altro c’è da dire che gli ultimi film sembrano procedere a coppia…così come “a history of violence e “eastern promises” sono uno lo specchio dell’altro, anche questi ultimi due sono secondo me da “leggere” insieme…ora, non c’entra niente(o forse si) con cronenberg (che, ammettiamolo, tutti abbiamo cominciato a guardare pensando alla kronenburg) ma siccome l’ho appena finito di leggere ce l’ho ancora in testa…ma a nessuno è venuto mai in mente di adattare “i miei luoghi oscuri” di ellroy?
        in’ultima istanza: per il fatto che sia riuscito a scrivere tutto ‘sto sproloquio dopo che trangugio birre dalle sette mi tocca veramente accendere un cero a satanasso nostro…

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      • 19 luglio 2012 19:52

        Io gli ultimi due non li ho visti, ma “A History of violence” e “Eastern Promises” sono due film della madonna, sebbene come diceva Ciccio, Cronenberg abbia cambiato versante, a me continua a piacere. Poi magari vedendo gli ultimi due mi ricrederò. Di De Lillo ed Ellroy non ne so niente, se mi sparate qualche titolo magari mi procuro qualcosa, anche se ho già roba di Auster sul comodino che deve ancora essere letta. Maledetto tempo.

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    • 19 luglio 2012 20:34

      De Lillo non è esattamente la mia passione, ma un paio di suoi libri mi erano piaciuti molto, parti da “Rumore Bianco” e, se ti trovi a tuo agio, prosegui ma conta che siamo nei territori del cosiddetto ‘postmoderno’ americano (definizione che poi vuol dire tutto e niente, un po’ come “indie rock”); è diversissimo da un Foster Wallace o da un Pynchon (che apprezzo molto meno) ma può non piacere. Ellroy lo adoro, “I miei luoghi oscuri” è potentissimo ma, essendo autobiografico, non andrebbe affrontato per primo, parti da qualche classicone come “L.A. Confidential” o “American Tabloid” (è un po’ duro all’inizio perché ha un bordello di personaggi e devi costruirti il contesto storico ma ne vale la pena). Che stai leggendo di Auster?

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      • 19 luglio 2012 23:13

        Madonna grazie mille per i consigli, ho segnato TUTTO. Devo solo trovare il tempo maledetto per leggere tutta ‘sta roba. Comunque di Auster sto leggendo la trilogia di New York (in realtà l’ho messo solo sul comodino per ora) era scontato in Feltrinelli.

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      • 19 luglio 2012 23:16

        Prego. La trilogia di New York spacca, dopo procurati “La musica del caso” che è una roba veramente disturbante

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      • 19 luglio 2012 23:20

        Sarà fatto! Di disturbante sto leggendo ‘Pasto Nudo’ di Burroughs, che roba!

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      • MorphineChild permalink
        20 luglio 2012 10:27

        L.A. Confidential è veramente bello, anche se certe pagine di Ellroy sono un bel pugno nello stomaco… ho letto anche The Black Dahlia (Murder, l’ultimo m’era pure piaciuto), che però mi è piaciuto molto meno

        Auster: la trilogia di New York mi ha lasciato… strano! come se dopo averlo letto la mia esistenza diventasse qualcosa di relativo, una sensazione particolarissima.

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  4. Helldorado permalink
    18 luglio 2012 17:29

    Tutto giusto, a me “Illud” peró continua a fare schifo…

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