Facce da vincitori: Cristian Colonna

Proseguiamo con il secondo classificato del nostro mitologico concorso ‘trova un nuovo nome al blog e vinci un sacco di dischi di merda’. Trattasi di Cristian Colonna da Campobasso il quale, con un’icasticità degna del miglior Ungaretti, ha tirato fuori il meraviglioso Cose di Metal. Più ricco era il premio, maggiore era la galleria degli orrori da attraversare. Cristian ci racconta come ne è uscito vivo. (Ciccio Russo)

“Però dai, che ci potrà mai essere di così terribile, in fondo si tratta di materiale proveniente dalla redazione di METAL (e sottolineo) Shock”. E’ con questa forma mentis che ho approcciato il paccone rifilatomi dal buon Ciccio, evidentemente inconsapevole della minaccia biologica contenuta nell’ingombrante imballo che, taglierino alla mano, mi accingevo a scassinare…

La mia arroganza (beata incoscienza…) è stata punita all’istante. C’è da dire che ho molto gradito i simpatici “gadget” buttati dentro come zavorra, perciò dopo aver rimosso una rivista risalente all’epoca di Gutenberg e lollato duro al messaggio scritto sulla partecipazione di matrimonio del cugino di Ciccio (a proposito: chi è che si sposa a dicembre??? Dalle mie parti vige l’equazione matrimoni = estate e invitate seminude. Auguri, comunque) ho sollevato lo scoppiettante velo di plastica rendendomi colpevole, come il protagonista di un racconto di Lovecraft, di rivelare al mondo orrori da tempo dimenticati. Oh god, what have I done…

Lo sconforto iniziale è stato presto sostituito dall’incredulità, e dopo solo tacita rassegnazione. Ma si sa, più smuovi la merda e più puzza, e ad ogni immersione nella purulenta pila di guano nuove vomitevoli zaffate offendevano le mie delicate narici, litanie stordenti avrebbero infestato la mia mente di lì a poco e inquietanti reliquie rivedevano la luce del sole; va detto inoltre che il materiale è abbastanza datato (c’è roba di più di 10 anni fa) perciò ha avuto tutto il tempo di fermentare e sedimentarsi in un delizioso humus musicale che, al contrario della sua utilissima controparte naturale in grado di donare fertilità alle terre, come un anti-Nilo ha allagato le mie orecchie regalando sterilità e morte.

Ora che la fog of war si è finalmente diradata e ho recuperato un minimo di sanità mentale, ho deciso di dire la mia, ma non troverete IL disco di merda bensì una personale classifica volta a individuare e premiare quei dischi (e non) che si meritano un riconoscimento per un motivo o per un altro in categorie estemporanee istituite all’istante.  (credevate forse che li avessi davvero ascoltati tutti??)

Ecco dunque gli ambitissimi (?) COLONNA AWARDS 2012!

Premio BEST SURPRISE ACT: Council Of The Fallen – Revealing Damnation

Il mio background musicale affonda nel death metal, naturale quindi che i miei sensi si siano attivati alla vista della foto della band con indosso maglie di Exhumed e Hate Eternal, ma è stata la line-up che mi ha fatto decidere di investigare ulteriormente: drums – DEREK RODDY! Mica cazzi! La proposta musicale dei COTF consiste in un death metal decisamente tirato e contaminato da un vago sentore black metal e numerosi accenni melodici; sinceramente ho difficoltà a paragonarli ad altre entità già affermate, segno che un minimo di originalità ce l’avevano dalla loro. Ho molto apprezzato le dual vocals con i classici intrecci screaming-growl profondo e gli arrangiamenti molto curati, il tutto sorretto dal drumming stratosferico del già citato Roddy. Che dire, questo simpatico disco finisce nella mia collezione, insieme a Rabble Manifesto degli Hypnos, anch’esso ripescato dalla pozza stagnante, e si becca pure il premio, vincendo il ballottaggio con il succitato e altrettanto valido concorrente. Un coraggioso fiore che svetta su un mucchio di letame. 

è bello fare felici i lettori

Premio MAKE A WISH: Christ Denied/Infamy Doppio CD

Quando la redazione postò la foto della montagna di zozzerie generò l’effetto noto come “mosche alla merda”, inspiegabile altrimenti l’imponente partecipazione al malsano contest. Nel mio caso fui attratto dallo split Amaymon/Purulence (che tra l’altro già posseggo) e di conseguenza incuriosito da quali altre fetenzie si potessero nascondere. Una di queste svettava su quel cesso straripante, ed era la ristampa in doppio CD di due dischi sconosciuti ai più ma discretamente celebrati nell’underground. Fu così che, al momento dell’annuncio dei vincitori, feci richiesta per riceverlo (ecco spiegato il titolo del premio…), desiderio prontamente esaudito dalla Fatina del Metal! Il più noto è l’unico full dei Christ Denied – Got What He Deserved: brutal death metal ultragutturale e blasfemo featuring Dave Rotten (Avulsed e boss della Drowned Prod, poi Repulse e ora Xtreem Music) alla voce e un altro tizio dal colorito nome di Dave Nigger che si è occupato della parte strumentale, incluso il drum programming. Il risultato finale, nonostante lo status di cui gode il gruppo nella scena, è onestamente solo discreto: le influenze sono quelle classiche (Suffo e Cannibal su tutti), palm muting a manetta con qualche tocco grindcore riscontrabile in un paio di riffs crustoni, ma non si segnalano picchi particolari. Il vocione di Dave Rotten invece fa decisamente la differenza: sarà anche un rip-off, quello che volete voi, ma la voce c’è ed è inconfondibile. Ah, c’è anche una cover degli Onslaught buttata in mezzo per gradire. L’altro album è The Blood Shall Flow, testamento discografico unico degli Infamy, combo californiano proveniente da Los Angeles che abbraccia invece il lato più infernale del death metal, quello tanto caro ai vicini di casa Sadistic Intent, a quanto pare influenza principale insieme a Morbid Angel, primi Immolation, Morpheus Descends ecc. Se conoscete i Coffin Texts, questi ci vanno parecchio vicino. Niente di rivoluzionario però molto gradevole, gli appassionati sicuramente apprezzeranno.

Premio EXHUMED FROM THE PAST: Terence Trent D’Arby’s Sananda Maitreya’s Wildcard

Non sentivo il nome di Terence Trent D’Arby dall’87 credo, è con mia somma curiosità e incredulità che me lo sono ritrovato davanti. A quanto pare il nostro intorno al periodo dell’uscita di questo disco (2001) cambiò il suo nome in Sananda Maitreya, come già prima di lui Prince. Ecco, i meriti di questo CD finiscono qui, in quanto il mio lettore non lo legge.

Premio FUGA DALLA CUCINA: il DVD delle Suicide Girls.

Allora, a quanto pare esiste questa banda di scappate di casa riunite in una comunità virtuale, ognuna con il proprio profilo e relative gallerie (accessibili a pagamento of course) ecc, tutte tatuatissime e rientranti in vari stereotipi quali la punk rocker, la goth dark, la stracciona indie oppure le pin up degli anni ‘40. Non contente di ciò, nel 2004 hanno messo in piedi anche un bel tour attraverso gli USA documentato dal dvd in questione, durante il quale le suddette tipacce propongono uno spettacolo in stile burlesque-softcore, con spogliarelli, gavettoni e puttanate varie, il tutto accompagnato da una colonna sonora che fa rimpiangere il resto del paccone che mi sono beccato… Sinceramente ho condensato un’ora e mezza di minutaggio in circa 10 minuti di avanzamento veloce: a parte lo stimolo per scontate pratiche onanistiche, non ho riscontrato nulla di interessante nella visione, le tipe sono tutte senza culo e apparentemente simpatiche come l’herpes genitale, quindi boh, in uno slancio di progressismo mi chiedo: che ci fanno fuori dalla cucina??

Siamo giunti al termine e non potrei chiudere senza menzionare almeno un disco che mi abbia sinceramente rivoltato lo stomaco, perciò ne scelgo uno a titolo di capro espiatorio.

Premio CAGATA PAZZESCA: Sergent Garcia – Viva El Sargento!

Sicuramente avrei potuto pescare un discaccio a caso meritevole di occupare la parte più alta del podio e per un miliardo di motivi tutti validi. Roba realmente BRUTTA, ma ho deciso di immolare questa schifezza perché oltre ad essere all’antitesi rispetto al mio gradimento musicale, è un fottuto festival del tedio! Non solo è musica fiacca, fastidiosa, tipica dei fighetti/sfattoncelli dalle evidenti inclinazioni politiche, ma è anche tremendamente NOIOSA! Un dito ar culo, come dicono a Lugano. Trattasi di un mattone di 47 minuti, un letale accrocco di rap e boh, musica cubana, il tutto narrato da una vocetta che a volte rappa a volte scandisce ritornelli snervanti, classica musica da periferia francese insomma (poi ci credo che sbroccano e spaccano tutto…). Avete presente Manu Chao? Stiamo là. Inaspettatamente, il libretto riporta estratti del Subcomandante Marcos così come, sconvolgendo ogni canone e cavalcando l’onda della sovversività più spinta, decidono di sbattere in faccia all’ascoltatore la parola Revolucìon, ben scandita ovviamente. E che dire della copertina raffigurante una simpaticissima mascotte baffuta che sembra presa pari pari da un noto spot di un caffè italiano?? Bah, io dico solo che hanno scavalcato alla grande pure il CD di Roy Paci, ed ho detto tutto… World Music? Preferisco World Of Shit dei Morbid Angel. (Cristian Colonna)

7 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...