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italianoChitarra [Stefano Greco]

17 marzo 2012

Il mio primo 45 giri.

(italianoChitarra raccoglie i piùdi5menodi10 dischi italiani a cui ognuno di noi è più legato affettivamente)

LENTO – Earthen (2007)
Dovessi trovarmi nella situazione di regalare un disco rock di una band italiana ad un amico straniero gli prenderei sicuramente questo.

 C.S.I. – Tabula Rasa Elettrificata (1997)
Quando mi va di sentire i C.S.I. di solito metto sempre su l’unplugged In Quiete. Questo però è l’album che arrivò primo in classifica scombussolando per una settimana lo status quo dei vari Zarrillo-Grignani-Gigidalessio. Ne ho rubato una copia ad un banchetto insieme ad un’amica durante una Toretta Stile, bei ricordi.

MISANTROPUS – st (2000)
Li ho conosciuti in una serata sfigatissima in cui aprivano per The Black e Paul Chain. Il chitarrista aveva come unica richiesta per lo show una sola luce verde fissa, il bassista indossava una giacca semi-elegante e sembrava invocare i demoni. Poi solo riff. L’unica band della quale abbia davvero (segretamente) desiderato fare parte. Culto assoluto.

COLLE DER FOMENTO – Anima e Ghiaccio (2007)
Per essere pesanti non servono le borchie o le magliette con i teschi, un monito a tutta quella gente che si atteggia a duri ma poi si ubriaca con la Coca-Cola. Roba da adulti. 

JACKAL – Like a Jackal (2005)
Nel 2005 cominciai a collaborare con una fanzine di quelle rampanti, alla prima riunione mi venne affibbiato questo demo, lo ascolto ancora oggi. Il primo in assoluto ed anche il migliore in assoluto. I misteri della vita.

PROZAC+ – AcidoAcida (1998)
In realtà a me piaceva di più il pezzo Pastiglie che credo fosse sull’album precedente ma non l’ho mai posseduto. La mettevano sempre al BlackOut, come anche il singolo Acida che avevo anche in playlist al mio matrimonio. Sia chiaro, il disco fa cacare.

DOOMRAISER – Erasing The Remembrance (2009)
Qualche tempo fa ho fatto una compilation intitolata DOOM ON! con Sabbath, Vitus, Wizard e Witchcraft, il primo pezzo però è Another Black Day.

RINO GAETANO – una qualsiasi raccolta (tanto sono tutte identiche) 
Non sono un amante della musica italiana, non la conosco e non mi interessa. Queste canzoni però mi evocano qualcosa di profondo (il sud, le radici, roba così). Mi fanno lo stesso effetto del vedere le strade con gli ulivi quando vado in Puglia, mi fanno sentire a casa.

VASCO ROSSI – Va bene, va bene così (1984)
Ok, oggi è il nemico, ma ad un qualche punto della sua vita aveva qualcosa da dire. Fegato, fegato spappolato è una figata vera. Da qualche parte a casa dei miei ci deve essere ancora la cassetta originale, quella della Carosello con la custodia arancione.
10 commenti leave one →
  1. damiano permalink
    17 marzo 2012 12:00

    dai pero’….metteteci anche qualche disco di guccini o di branduardi. non piacciono a nessuno?

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  2. funambolo permalink
    17 marzo 2012 14:06

    ma 17re dei Litifiba non lo cita nessuno?

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  3. antz permalink
    17 marzo 2012 14:57

    NON POSSO RESTISTERE!!!!

    EDOARDO BENNATO – Uffa Uffa! (1980)
    Il disco che mi ha introdotto al punk.

    EUGENIO FINARDI – Sugo (1976)
    Lo ascolto almeno una volta al mese da venticinque anni.

    NEGAZIONE – Little Dreamer (1988)
    L’orgoglio di sentirmi italiano parte da qui.

    NEGAZIONE – Lo spirito continua (1986)
    Altro che cantautori, la vera musica italiana è qui!

    KINA – Se ho vinto se ho perso (1989)
    Emozionale e insuperabile. Gli Husker Du italiani!

    ISOLA POSSE ALL STAR – Stop al panico (12″) (1991)
    Il mio fomento per l’hip-hop si limita al 1991.
    Acquistato insieme a TOOLS OF THE TRADE dei Carcass.
    Ricordo ancora l’espressione del commesso alla cassa!

    CCCP – Ortodossia II (1985)
    Mi fu prestato da un’amica tossicomane.
    E’ così che ho scoperto il gruppo preferito di tutti gli eroinomani d’Italia.
    Anche senza pere mi aprì a nuovi ascolti.

    SQUALLOR – Tocca l’albicocca (1985)
    La bellezza della lingua italiana è racchiusa nella loro discografia.
    “Quando l’amore scocca, tocca l’albicocca” recitava lo spot!

    BUGO – Dal lofai al cisei (2002)
    Una perla contemporanea.

    ORA STO MEGLIO!!!!

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  4. 18 marzo 2012 02:41

    Concordone su Rino Gaetano, “Ad esempio a me piace il sud” è uno dei pezzi della mia vita, nonché l’unico modo per sentirmi a casa stando a 650 km di distanza.

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  5. pepato permalink
    18 marzo 2012 11:00

    Sì, ma i prozac sono la definizione della merda, ma proprio la didascalia, l’immagine sul dizionario accanto alla voce “gruppo di merda che va su mtv e piace ai giovani perché parla di minchia sono troppo sballato”, quando si suona talmente male che si fa schifo persino per il punk che non ha bisogno di essere suonato bene.

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