HARLEY’S WAR – 2012 (MVD Audio)

Potrei iniziare scrivendo colonne su colonne per cercare di spiegare l’importanza e l’influenza che un personaggio come Harley Flanagan e soprattutto i Cro-Mags hanno avuto sulla scena metal e hardcore, ma mi limiterò a dire che sono davvero felice di rivedere il tatuatissimo frontman all’opera, anche se si tratta solo di cinque pezzi nuovi.

Lasciate da parte le beghe pluriennali con John Joseph “Bloodclot” McGowan (e speriamo per davvero, stavolta), Harley si lancia a capofitto in questa nuova avventura discografica. E dalla sua ha gente come l’ex Sucidal Tendencies Rocky George, ovvero uno degli axemen più brillanti nella storia del fottuto metallo! Flanagan, a dire la verità, si era già avvalso di questa collaborazione anni fa, quando Rocky era entrato a far parte dei Cro-Mags (che mi persi dal vivo in una serata che mi dicono essere stata grandiosa… Fa nulla, ebbi modo di consolarmi in seguito con Agnostic Front e Murphy’s Law, tiè!). Oltre a Mr. George, stavolta la band si avvale anche del contributo di Ryan Krieger alla batteria, Will Dahl alla chitarra e Sean Kilkenny (altra chitarra), oltre che, ovviamente, del basso  e della voce di Harley.

Ora che il nostro ha firmato per la Southern Lord ci si aspetterebbe un full-length entro breve, visto che il prodotto qua recensito consta di sole cinque tracce inedite e ben dodici registrate dal vivo, in cui compaiono, giustamente, alcuni dei classici che hanno reso The Age of Quarrel (A.D. 1986) semplicemente uno dei dischi più importanti nella storia del thrash/hardcore/crossover.

CAZZO GUARDI?

Ma veniamo al sodo: Life is a Struggle è un classicone che più classicone non si può, in puro stile The Age of Quarrel, c’est à dire la colonna sonora adatta per scendere in strada armati di fucile a canne mozze seminando il terrore tra i passanti che cercano di trovare riparo chissà dove mentre voi siete dediti ad abbattere vetrine, cartelli stradali e auto in sosta vietata (lo so, ho giocato troppo a Grand Theft Auto in vita mia!). Un tiro semplicemente micidiale. Harley sembra volerci dire: “ehi, pensate che mi sia rammollito? Venite giù che io e la mia bottiglia rotta vi aspettiamo con ansia!”. E questo è solo per mettere le cose in chiaro e preparare l’ascoltatore a ciò che segue, ovvero un vero delirio mistico sulla fine del mondo. Infattamente, come direbbe Cetto La Qualunque, non è un caso che questo lavoro sia intitolato 2012. A quanto pare, qualcuno ci crede davvero a quella profezia… E questo suo credere alla fine del mondo si riflette sulla musica, naturalmente. Atmosfere apocalittiche come raramente era capitato di sentire nella musica del newyorchese, accompagnate da canti e preghiere di monaci (Harley è infatti da sempre un devoto di Krishna). Tralasciando Comfort the Children, che è secondo me il pezzo meno azzeccato, potrei citare Extinction, o la successiva What is the Purpose of Your Life, micidiale nella sua rabbia distruttrice. Oppure la allucinante The End is Drawing Near, che ricorda, nelle atmosfere, la delirante The Only One, pezzo contenuto nel secondo lavoro dei Cro-Mags, ovvero il bellissimo Best Wishes (1989), vero e proprio mostro del thrash-crossover dei bei tempi che furono.

Se volete tornare indietro nel passato recente di questa vera e proprio icona dell’hardcore allora date un ascolto allo sfizioso Hardcore All Stars (sempre griffato Harley’s War). Quest’ultimo contiene l’album Cro-Mag del 2003, più alcuni demo risalenti addirittura al 1982-83 e come se non bastasse immortala le performance live di ospiti del calibro di Vinnie Stigma e altra gente proveniente da band come Bad Brains, Warzone, The Business (cazzarola!), e chi più ne ha più ne metta. Tutto ciò fa parte di un set che include anche un DVD live… Cosa volete di più dalla vita?

Come potete vedere leggendo i titoli, non è difficile intuire quale sia il tema del concept di questo 2012. Quindi, che crediate o meno a ste cazzate Maya, godetevi un buona release, offertaci gentilmente da chi vive, mangia, beve e respira hardcore da oramai una trentina d’anni. Sennò Harley arriva, vi sfila la colonna vertebrale e ci suona l’adagio di Albinoni. Capito? (Piero Tola)

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