MAMMOTH GRINDER “Extinction Of Humanity” (Cyclopean Records/ Relapse)

Non ci vogliono chissà quali elucubrazioni verbali per descrivere i Mammoth Grinder. Trattansi di una versione ipervitaminizzata degli Entombed con una preponderanza delle componenti sludge e hardcore su quelle puramente death. La sconfinata ammirazione che questi tre giovani stupratimpani texani hanno per la band di Stoccolma è alquanto esplicita, per usare un eufemismo, nelle chitarre grasse e ribassate e nell’approccio strafottente e deliziosamente buzzurro, per non parlare della timbrica vocale di Chris Ulsh, assolutamente identica a quella di Lars Goran Petrov. Derivativi? Pure troppo, ma chi se ne frega. In appena venti minuti i Mammoth Grinder distruggono tutto quello che trovano sul loro cammino con l’impatto di una carica di pachidermi incazzati ai quali abbiano infilato dei tizzoni ardenti su per il culo. Zero fronzoli, zero pippe, assoli ridotti al minimo, riff pesantissimi e abrasivi, una sezione ritmica quadrata e solida come un cubo di cemento armato lanciato dall’ottavo piano dritto dritto sulla vostra povera testolina e, soprattutto, tanta, ma tanta violenza. Nel metallo, come nella vita, spesso le cose semplici sono le migliori. (Ciccio Russo)

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