Category Archives: From the dark past

Avere vent’anni: HOLE – Celebrity Skin

Trainspotting: L’unico motivo per cui Celebrity Skin non è uno dei miei dischi preferiti è che l’ho scoperto tardi, circa dieci anni dopo la sua uscita, quando ero una persona completamente diversa dal diciassettenne che riusciva ancora a prendere tremendamente sul serio tutto l’immaginario West Coast e che si ostinava a mettere le camicie di flanella a scacchi per adorazione

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I Queens Of The Stone Age erano semplicemente Josh Homme

Immaginatevi questo tipo, Josh Homme, che a soli venticinque anni ha già mandato a fare in culo la band che lo rese famoso. Quel gruppo, i Kyuss, aveva un sound pesantissimo eppure colonizzava le programmazioni serali di MTV con le varie Green Machine e One Inch Man. Gli prende il pazzo, e non sarà neppure l’ultima volta. Supporta gli Screaming Trees nel

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Avere vent’anni: QUEENS OF THE STONE AGE – s/t

In un mondo in cui scrivere è più veloce che pensare, affermare qualcosa (qualsiasi cosa) con una certa risolutezza è divenuto il valore assoluto. La Cloaca Maxima trabocca dei giudizi lapidari tipici della nostra era ed – oltre che di ingegneri, economisti e costituzionalisti – il mondo abbonda pure di veri esperti musicali dal parere tagliente. Discografie eterogenee liquidate in

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Avere vent’anni: HAMMERFALL – Legacy of Kings

Una breve introduzione di batteria e poi il riff di Heeding the Call che parte sparato è la migliore presentazione per Legacy of Kings, secondo album degli Hammerfall in cui la freschezza degli esordi raggiunge un meraviglioso compromesso con il mestiere di chi è cresciuto consumando i dischi del vecchio metal anni Ottanta. La stessa Heeding the Call è uno

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Come i DEPECHE MODE mi hanno rovinato la vita

Nell’autunno 1998, ultimo anno di liceo, sembravo proiettato verso una gioventù decisamente gagliarda e rock’n’roll. Avevo una vita movimentata e divertente e le prime risultanze con l’altro sesso avevano cancellato lo spleen adolescenziale che si concretizzava in ripetuti ascolti notturni di Wildhoney dei Tiamat. Al di fuori del metal, salvo qualche vecchio classico dell’hard rock (il grunge mi piaceva ma

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