Category Archives: Avere vent’anni

Avere vent’anni: BRODEQUIN – Instruments of Torture

Luca Bonetta: Fermi tutti: prima di cominciare questa breve disamina vi invito a recuperare il report del Netherlands Deathfest 2017 al quale presenziammo io e il buon Ciccio e nel quale erano presenti, per l’appunto, i Brodequin, autori di una delle migliori performance di quella tre giorni infernale (in tutti i sensi). Detto questo, passiamo a quella che voglio far

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Reinventing the Steel, ovvero il grugnito del maiale morente

Per ogni disco di questa rubrica, sia che ne parli io che qualcun altro, solitamente cerco di fare mente locale, una sorta di tuffo nel passato, per cercare di ricordare il contesto in cui uscì e, soprattutto, cosa facevo io in quel periodo. Alcuni, per tanti motivi, non mi ricordavano assolutamente niente, altri poco, altri molto: Reinventing the Steel rientra

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Avere vent’anni: DISTURBED – The Sickness

Grazie a questa rubrica abbiamo potuto in certo qual modo ripercorrere con calma e rivalutare il nu metal degli esordi – che poi nacque e si sviluppò proprio nella seconda metà degli anni Novanta, periodo che Avere vent’anni ha finora preso in considerazione. E forse ce n’era anche bisogno, perché prima dell’arrivo del djent era probabilmente il sottogenere metal più

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Avere vent’anni: VADER – Litany

Litany mi diede delle grosse preoccupazioni. Se con i Kyuss seppi ricollegare l’improvviso malfunzionamento delle pessime casse installate in auto alla mia smania di godere dei bassi tipici del gruppo statunitense, nel caso dei Vader caddi un po’ dalle nuvole. Il buon Doc aveva combinato un bel macello, e chissà quante altre vittime fece prima d’abbandonarci. La storia è questa: misi su Litany,

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