Author Archives: Marco Belardi

Sessantenni che non hanno capito come stanno le cose: DANZIG – Black Laden Crown

Per uno come Danzig ero pure disposto a chiudere un occhio: sette anni fa mi è capitato di doverlo fare con Deth Red Sabaoth, un disco che ha fatto schifo a un sacco di gente, ammettendo che vantava una discreta opener e che perlomeno nella prima metà si difendeva benino. La verità è che all’ex voce dei Misfits voglio particolarmente bene. Questo

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Musica con cui si drogherebbe perfino il cane: IRON MONKEY – 9-13

Qui avevo parlato del ventennale di Iron Monkey della omonima band inglese. Loschi individui in odore di reunion – il tutto naturalmente senza Johnny Morrow, deceduto una quindicina di anni fa – e fin qui è una faccenda davvero molto semplice. Ma a differenza di molte persone che considerano icone come Kurt Cobain l’immagine di ciò che è strafatto oltre ogni limite umanamente immaginabile, per

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Music to light your joints to #20 – Il toscano ti da’ una mano

Nel ghiotto menù di oggi, dei giovincelli scozzesi che ci propongono qualcosa che ormai suonano praticamente tutti; bifolchi americani in ritardo con gli Orange Goblin di quasi vent’anni; ed infine una delle migliori band italiane, il nostro vanto: gli Ufomammut. Dvne – Asheran (Scozia, Wasted State Records) La storia di come ho conosciuto i Dvne trascende ogni merito personale: al termine di

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Il ritorno di Fernando e del suo petto villoso: MOONSPELL – 1755

Era l’ora che i Moonspell si dessero una svegliata. A dire il vero l’avevano già fatto due anni fa, stampando Extinct e tornando a quelle melodie che una quindicina di anni prima avevano reso celebre Darkness And Hope. Ribeiro valorizzava di nuovo le sue clean vocals, e sembrava che la fase estrema inaugurata con Memorial e portata avanti all’incirca fino

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LEPROUS – Malina

Fra il 2008 e il 2012 ho attraversato un periodo buio in cui la voce di Lars echeggiava forte nella mia testa. Non mi ordinò di distruggere il genere dal suo interno, ma il consiglio datomi fu comunque quello di prendermi una piccola pausa da Motorhead e affini, e insidiare grossi esemplari di carpa nelle acque fluviali fiorentine. Ho dato retta

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