Author Archives: Marco Belardi

Avere vent’anni: DIMMU BORGIR – Spiritual Black Dimensions

Conoscevo questo tipo, mio coetaneo, che era un vero barbaro: completamente ossessionato dalla filmografia bellica post anni Cinquanta, a un certo punto naturalmente si diede al soft air e arrivò a mimetizzarsi nei boschi scandiccesi per vedere se i passanti lo notassero o meno. Quello che non capiva è che solo in guerra un essere umano tende a notare dettagli del

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Avere vent’anni: CLASS OF ’99 – Another Brick In The Wall

Non so se conoscete Kevin Williamson. All’epoca trentenne, lo sceneggiatore americano di cui sto scrivendo non riusciva neanche per finta a distaccarsi dal filone teen – non nel senso pornografico della cosa, s’intende. O almeno, non sono mai entrato in maniera così approfondita all’interno del suo computer, da poterlo provare. Scrisse la sceneggiatura di Scream, rilanciando la carriera di un Wes

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Attenti al biker notturno: GHOST SHIP OCTAVIUS – Delirium

Stamani avevo la sveglia alle 6:00, tipo l’inizio di Awake dei Dream Theater. A un punto indefinito della nottata passa sotto casa mia questo stronzo con la moto da cross, e fa un casino infernale. Non credo proprio che a quell’ora tornasse da una di quelle piste ricavate ai bordi della boscaglia, habitat peraltro ideale per il proliferare della vipera

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Da Sheepdog a Bob Reid: i RAZOR di “Shotgun Justice”

Le cosa, almeno all’apparenza, ha davvero poco senso. Ma quando è uscito l’album dei Voivod, il mio preferito dello scorso anno, mi venne in mente di scrivere qualcos’altro sul metal canadese. Naturalmente volevo buttarla sul thrash metal come spesso faccio. Niente Annihilator però, dato che c’ero già passato tre volte, due delle quali in occasione di alcune delle peggiori cose

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Vi spieghiamo tutto ciò che non sta accadendo in Germania

Iniziamo questa ignobile rassegna col piatto meno forte, che poi, a lettura ultimata realizzerete fosse l’esatto contrario. Trattasi del secondo disco dei Ravager, o meglio di due tizi attivi in una band chiamata Excavator – un nome che non avrei mai e poi mai abbandonato, al costo di spendere tutto in avvocati per una vita intera – che in qualche

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