Author Archives: Ciccio Russo

Timbrare il cartellino: KREATOR – Gods of Violence

Gods of Violence è il disco più brutto mai inciso dai Kreator, pure peggio di Hordes of Chaos. Segue la scia del precedente Phantom Antichrist. Più melodia, meno thrash crucco classico (ahem), strizzate d’occhio al death svedese, plagi imbarazzanti (l’intro della title-track ricorda un po’ troppo Fade to Black). Con la differenza che Phantom Antichrist, quantomeno, i pezzi li aveva. Rispetto

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Long live black’n’roll: DESASTER, DESTROYER 666 e WHISKEY RITUAL

I DESASTER, come i Paragon, ispirano tutti i più vieti stereotipi sui gruppi tedeschi medi. Non sono mai stati dei geni ma non hanno mai fatto un disco che non fosse almeno godibile. Non inventano niente ma hanno uno stile grossomodo personale. E dal vivo spaccano, sono quadratissimi (a Roma, per qualche motivo, hanno un certo seguito di culto). Agli esordi erano un

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CENTINEX – Doomsday Rituals

I Centinex sono il classico gruppo di seconda fila diventato di culto un po’ per obsolescenza della concorrenza e un po’ per meriti propri. Nel 1992 gli appassionati della nascente scena death metal svedese avevano sinceramente di meglio a cui prestare attenzione piuttosto che a Subconscious Lobotomy, esordio della band di Martin Schulman, che già non si presentava proprio benissimo

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E CHI SE NE FREGA #13

Come ogni grande testata internazionale che si rispetti, anche Blabbermouth durante le festività ha aumentato il, già notevolissimo, numero di notizie stupide e inutili sulla propria homepage. Urgeva dunque una nuova puntata della nostra amabilissima rubrica dedicata ai titoli più cretini e surreali pubblicati dalla sedicente Cnn dell’heavy metal, anche perché, presumibilmente, gli altri scioperati del blog si risveglieranno dal

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Only Ghosts: i RED FANG sono gente seria

Al quarto disco il bilancio si può stilare: i Red Fang sono gente seria che fa estremamente sul serio e si meriterebbero un successo ancor maggiore di quello, non trascurabile, del quale godono ora. Dal vivo appariranno pure come quattro placidi bambacioni dell’Oregon ma devastano sempre tutto. Murder The Mountains, secondo full nonché esordio su Relapse, fece un botto tutt’altro che scontato

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