La garra charrua: Chris Bay in acustico @Legend Club, Milano 9.12.2022

Il dubbio mi ha arrovellato, devo essere sincero. Ero tranquillo a casa al calduccio insieme a mia moglie a guardare Argentina – Olanda, fuori faceva un freddo cane e la voglia di uscire era molto ma molto scarsa. Chris Bay avrebbe iniziato a suonare alle 10.30 al Legend, a circa una mezz’oretta di macchina da casa, e la tentazione di rimanere a casa a guardarmi la fine della partita ed eventuali tempi supplementari sotto alla copertina con il cagnolino acciambellato in grembo aveva quasi preso il sopravvento. Quasi. Perché alla fine mi sono alzato, mi sono imbacuccato che manco Totò e Peppino in piazza Duomo e mi sono infilato in macchina lasciandomi alle spalle il calduccio, il divano, la tranquillità, la partita e pure Lele Adani (il quale in realtà era uno dei motivi che mi spingevano a uscire).

È stato un atto d’amore. Avevo visto Chris Bay in acustico qualche anno fa, in un remoto pub dell’hinterland, ed eravamo pochi, troppo pochi. Quindi anche questa volta, magari, uno in più o in meno qualche differenza l’avrebbe fatta. Ho pensato che glielo dovessi, a Chris, perché con i suoi Freedom Call mi ha dato tantissimo. Quante giornate svoltate, quanti sorrisi, quanto buonumore, quante prese bene ogni volta che li ho ascoltati. E li ho ascoltati tanto, ovviamente, perché non credo esista gruppo musicale che mi faccia stare così genuinamente BENE come i Freedom Call. Prendersi il freddo e farsi un’ora di macchina tra andata e ritorno era l’unica scelta possibile, una di quelle cose che mi renderà fiero di me stesso quando ci ripenserò fra qualche tempo.

Arrivo al Legend e lui è sul palco, stavolta senza il fido Joschi che lo accompagna in alcune date. Sta suonando Union of the Strong, e siamo talmente pochi che quando entro lui mi fa un cenno con la testa. Conto 27 persone, 27 eroi le cui gesta dovrebbero essere raccontate con orgoglio dai bardi intorno ai falò. Ci sono due ragazzette sui dodici anni che ballano felicissime cantando tutta la canzone a memoria. Chiedo a una tipa da quanto sta suonando. “Ha appena cominciato”, mi dice, “e grazie per essere venuto”. Lì per lì mi viene da chiederle se sia una dell’organizzazione, poi penso che molto probabilmente è solo una che vorrebbe che Chris Bay suonasse di fronte a folle oceaniche, perché così sarebbe giusto che fosse, e quindi è semplicemente contenta se arriva qualcuno in più.

Chris comunque sembra non fregarsene assolutamente nulla della poca affluenza. È solo sul palco, con la sua chitarrina – e con un ukulele per il breve spazio di Metal is for Everyone – e ci coinvolge tutti con le sue doti da intrattenitore consumato. Io sono il più rumoroso di tutti e grido a memoria tutto ciò che so a memoria, nonostante sia in possesso della voce peggiore nel giro di chilometri. Ma non mi pare il caso di stare troppo attenti alla dignità, sia per dare il giusto tributo a Chris sia per portare alta la bandiera di questo glorioso blog. Siate fieri di me.

Rispetto all’altra volta cambia decisamente repertorio e suona cinque cover: Poison di Alice Cooper, We’re not Gonna Take it dei Twisted Sister, It’s my Life di Bon Jovi, Holy Diver di Dio e, uhm, Nothing Else Matters. È come una grande piccola festa, e per tutto il tempo mi ritrovo a sorridere come un cretino. Per un’oretta sono in una bolla di felicità, allegria e buonumore: non esiste la guerra, non esiste la crisi, il caro bollette, gli scazzi, i rancori, le preoccupazioni, non esiste niente tranne il fatto che sei a posto con te stesso e il mondo e sei felice. Chris Bay presidente del mondo. Ma che cazzo ne sa la gente normale.

Alla fine Chris dà il cinque a tutti, ringrazia tutti, indica la mia maglietta di Metal Skunk (la stessa che gli avevo regalato l’altra volta) e mi fa “I have the same shirt”! È la degna conclusione di una serata splendida. Gloria perpetua a chi è venuto; per tutti gli altri non ho nient’altro da dire se non che vi meritate Lele Adani. (barg)

PS: e come sempre, ricordatevi che ogni volta che parlate male dei Freedom Call un piccolo gattino viene brutalmente ucciso.

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