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La terapia antidepressiva per eccellenza: CHRIS BAY in acustico (report e videointervista)

2 marzo 2019

Un concerto di Chris Bay solista in acustico. Mi vengono in mente pochissimi modi migliori per passare una serata e rimettersi a posto con la vita, persino nel desolante panorama di capannoni e cemento dell’hinterland milanese. Bresso è dalle parti di Cinisello Balsamo, provincia di Mordor, là dove la periferia milanese non è ancora sfumata nel leggiadro panorama monzese e mantiene ancora quel sapore di bottiglie rotte premute sulla gola ai margini di grigie rotonde stradali. L’unica luce di salvazione pare essere il Blue Rose Saloon, piccolo ma caloroso localino in legno ricoperto di adesivi di gruppi (e, da ieri, anche di Metal Skunk). Noi arriviamo prestissimo, alle 18, molto prima dell’orario dell’intervista, per la quale rimando al video qua sotto – a proposito, da oggi su Metal Skunk vedrete anche qualche videointervista e in generale qualche contributo filmato qua e là; dateci tempo e sistemeremo pure il canale Youtube.

Insomma, dopo aver cenato tutti insieme torniamo sul posto perché ha appena cominciato Sandro Casali, da solo sul palco con la chitarra acustica alle prese con varie cover. Gli altri me ne avevano parlato benissimo e in effetti lui è un intrattenitore nato: se a Napoli invece dei neomelodici ascoltassero il metallo lui sarebbe il re delle cerimonie e non mancherebbe nessun matrimonio, diventando milionario mentre le radio locali mandano le sue esibizioni fino a farle imparare a memoria da torme di ragazzine adoranti di Forcella. Quando scende siamo tutti un po’ più tristi, perché ci aveva messo di buon umore. Poi io e la mia compagna di merende siamo presi benissimo e facciamo la torcida seduti al tavolino in prima fila. Del resto come fai a non essere preso bene dopo aver passato tre ore con Chris Bay? Sarebbe come aver passato tre ore con Fabrizio Socci e non aver voglia di morire.

Dopodiché salgono sul palco gli Althea, anche loro in acustico, con una formazione ridotta a due elementi. Sono milanesi e suonano qualcosa di accostabile al prog metal: toccherà rivederli in un’altra occasione però, perché la dimensione acustica chitarra/voce sembrerebbe non rendere come l’originale. Suonano comunque pochissimo finché a un certo punto sale sul palco Chris Bay insieme a Joschi Joachimsthaler, il chitarrista che lo accompagna in alcune date. Come si vede nel video qui sopra, alternano pezzi del disco solista ad alcuni grandi classici dei Freedom Call, come The Quest o l’eponima. C’è poca gente, ma lui riesce comunque a coinvolgerci con l’entusiasmo di chi si trova davanti un palazzetto pieno. E poi, anche in versione voce e chitarra acustica, anche davanti a un pugno di spettatori in un pub, anche quando sei stanco e assonnato, quel personaggio ha il potere di farti prendere bene come nessun altro riesce a fare, eguagliato forse solo dal mio cagnolino quando vuole giocare e inizia a muoversi in maniera sconnessa. Alla fine però anche Chris e Joschi stanno sul palco poco, decisamente troppo poco, suonando forse meno di dieci pezzi; e quando tutto finisce ci guardiamo in faccia e ci ritroviamo il tipico sorriso post-concerto dei Freedom Call. Amici del vero metal, non so che altro dire se non che Chris Bay è il migliore sostituto degli psicofarmaci attualmente sulla piazza. E sì, la voce brutta che sentite cantare i ritornelli nel video qui sotto è la mia, purtroppo. (barg)

8 commenti leave one →
  1. vito permalink
    2 marzo 2019 17:20

    Avanti così !

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  2. 2 marzo 2019 21:06

    I was listening to ZZZAAAAGAHHHHHHH

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  3. Fredrik DZ0 permalink
    2 marzo 2019 21:07

    a Bresso in una ex farmacia c’è un’enoteca con cucina dove sopravvive la tradizione culinaria lombarda. sarebbe stata la conclusione ideale, specie per introdurre un po’ di grassi e carboidrati dopo le colate di glucosio e zuccherosità del buon Chris…

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    • 2 marzo 2019 21:18

      vogliamo il nome

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      • weareblind permalink
        3 marzo 2019 00:32

        Esatto. Ma è il “vecchio” Blue Rose Saloon? Andai a sentire gli Angelus Apatrid, poi avrebbe chiuso…

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      • Fredrik DZ0 permalink
        3 marzo 2019 09:24

        mi pareva si chiamasse Vinoteca qualcosa, il titolare un certo Andrea, ma ci sono stato un paio di anni fa durante una trasferta di lavoro. Hotel vista tangenziale tra cinisello e bresso … quel locale mi sembrò un’oasi di civiltà.

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  4. sergente kabukiman permalink
    3 marzo 2019 17:01

    Ma che fine ha fatto Socci?mi manca un sacco

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