Rappel, il veggente amico di Raffaella Carrà che diventò il prodotto occulto di Wanna Marchi

Rafael Francisco Payá Pinilla, meglio noto come Rappel, nasce a Madrid nell’Agosto del 1945. In giovane età si laurea in francese presso l’università Sorbona di Parigi, dove consegue anche l’abilitazione all’insegnamento. Successivamente studia per diventare stilista ed apre un’attività parallela nello storico negozio di tessuti che i suoi genitori hanno nel centro di Madrid. Grazie a quest’ultimo impiego, tra la fine degli anni Sessanta ed i primi Settanta, Rappel entra in contatto con l’alta borghesia franchista e diventa amico di diverse personalità di spicco. Tra una misurazione del girovita e l’altra, però, legge anche i tarocchi e – a detta sua – prevede il futuro e comincia a vantarsi con la sua clientela di essere un abile veggente. La leggenda narra che in quel periodo persino il dittatore Francisco Franco e sua moglie Carmen Polo abbiano chiesto lumi sul loro destino al famigerato mago-stilista. I numerosi contatti illustri permettono ben presto a Rappel di entrare nel mondo dell’intrattenimento e dei media. A partire dalla prima metà degli anni Settanta, infatti, il veggente spagnolo, parallelamente al suo lavoro principale, diventa il direttore artistico di diversi locali madrileni, cura la rubrica dell’oroscopo di note riviste nazionali e, gradualmente, finisce a condurre svariate trasmissioni radiofoniche. La sua fama cresce a vista d’occhio, sino a catapultarlo in tv a predire il futuro ai VIP.

Nei tardi anni Ottanta il suo status si irrobustisce ulteriormente grazie a Raffaella Carrà: la Nostra, in quel decennio molto attiva e famosissima in Spagna, lo porta sui canali che contano e gli fa fare il botto. Non basta: la regina della televisione italiana, tornata a lavorare in patria nei primi anni Novanta, decide di farlo conoscere anche alla platea tricolore e lo rende parte integrante di quasi tutte le sue trasmissioni in Rai, compresa la seguitissimaCarramba! Che sorpresa, per oltre un decennio. La Carrà, senza alcun timore, lo presenta al pubblico nostrano come un bravissimo veggente spagnolo, per giunta suo grande amico, sciorinando ad ogni occasione utile le presunte imprese prodigiose compiute in Terra natia dal mago iberico. Rappel è un soggetto a dir poco naifun incrocio tra Solange, Otelma e Sandra Mondaini (è dichiaratamente omosessuale, nonostante un matrimonio di facciata con una donna durato anni e coronato anche dalla nascita di tre figli) – e sicuramente alcuni lo trovano divertente, ma, nel contempo, le sopracitate lodi sperticate della Carrà lo legittimano agli occhi di altri.

Il fatto che Raffaella, uno dei personaggi del mondo dello spettacolo più amati di sempre, affermi più volte in diretta nazionale che Rappel sia un uomo in possesso di doti paranormali dà senza alcun dubbio un’enorme credibilità al mistico spagnolo, che in breve tempo acquista una discreta notorietà ed un’aura di serietà anche nel nostro Paese. La proporzione dell’intimità del rapporto tra la Carrà e Rappel, oltre che dalla lunga collaborazione lavorativa, viene fuori prepotentemente anche grazie ad un aneddoto raccontato direttamente dallo stesso esoterista. Poco prima dell’inizio di una trasmissione Rai, il mago riceve una drammatica telefonata da Madrid in cui gli viene comunicata la morte dell’amata madre. Il veggente, comprensibilmente provato dalla triste notizia, va nel pallone e non sa cosa fare. A quel punto Raffaella lo incoraggia e lo convince a partecipare comunque alla diretta, facendo leva su un’atavica regola aurea del mondo dello spettacolo: the show must go on. Subito dopo la fine della trasmissione, Sergio Japino, ex ballerino nonché autore/regista/coreografo di successo legato sentimentalmente alla Carrà, si avvicina a Rappel e  gli consegna un biglietto aereo per Madrid. Prima di andare in onda, Raffaella aveva incaricato il suo uomo di organizzare, a sue spese, il viaggio per l’amico cartomante atto a partecipare ai funerali della madre appena scomparsa.

Questo clamore mediatico non sfugge alle teleimbonitrici più astute di sempre, Wanna Marchi e Stefania Nobile, le quali, durante uno dei loro numerosi viaggi di lavoro in Spagna, prendono un appuntamento con Rappel. Siamo nella seconda metà degli anni Novanta. L’incontro tra i personaggi sopracitati, raccontato dalla viva voce delle protagoniste, a tratti è davvero esilarante e grottesco. Arrivate nella faraonica villa dell’esoterista madrileno, Wanna e Stefania notano subito come l’intera abitazione sia piena di riproduzioni di membri maschili di ogni dimensione e materiale. Non solo: anche molti oggetti d’arredamento hanno una forma fallica. Le televenditrici – sempre stando alle loro dichiarazioni – vengono inoltre colpite dalle scarse condizioni igieniche del divinatore (secondo le due bolognesi, infatti, il Nostro mostra senza pudore, a causa delle calzature estive, delle unghie dei piedi giallognole, nodose e piene di funghi, accompagnate per giunta da un alito pestilenziale) e dal suo vivace abbigliamento stile Moira Orfei, tra tuniche sgargianti e sandali variopinti. Il progetto che madre e figlia hanno per Rappel è ambizioso: sostanzialmente vogliono fare di lui un secondo Maestro di vita Do Nascimento, ma, a differenza del brasiliano, pensano sia conveniente farlo correre da solo. Nel dettaglio: Wanna e Stefania pensano di creare una nuova società, la Unidene, ideata appositamente per essere il contenitore del veggente spagnolo. Agli occhi del pubblico italiano, in sostanza, Rappel sarebbe dovuto apparire come un vero e proprio concorrente di Do Nascimento, in onda sulle stesse Tv private, ma con un’impronta leggermente diversa. Il Maestro di vita, infatti, sulle Reti locali promuove principalmente i numeri fortunati che garantiscono enormi vincite al gioco del Lotto ed in seconda battuta, come prodotto accessorio, i vari consulti/rituali, lettura dei tarocchi e correlati, per risolvere problemi amorosi, familiari, eccetera. Rappel, invece, sarebbe stato presentato in primis come cartomante/veggente/esoterista in grado di sbrogliare ogni grattacapo e solo in secondo luogo come elaboratore di numeri fortunati (ovviamente sempre vincenti). Il santone iberico, già reso noto al grande pubblico da Raffaella Carrà sulle Reti Rai, non avrebbe quindi necessitato, a differenza del sudamericano, di una spalla forte per andare in video, ma si sarebbe dovuto limitare a venire in Italia una o due volte al mese per registrare le trasmissioni e gli spot da mandare in onda volta per volta. La promozione mediatica dello spagnolo non avrebbe dovuto mai includere in alcun modo Wanna e Stefania, rendendolo, anche se solo nella finzione televisiva, a tutti gli effetti un vero e proprio prodotto rivale (chiaramente artificioso) di quello già promosso personalmente dal duo Marchi/Nobile.

Rappel – che ve lo dico a fare? – accetta senza nemmeno pensarci, ma presenta subito il conto: 12 milioni di lire al mese (per intenderci: un medico specialista, primario in un ospedale pubblico, in quegli anni guadagna mediamente meno della metà).  L’accordo si chiude così.

Wanna ci ha visto lungo ancora una volta. Il nuovo prodotto vende benissimo. Rappel è già conosciuto dal grande pubblico italiano e, per giunta, continua a lavorare sulle Reti nazionali insieme alla Carrà anche mentre fa il mago di facciata nelle Tv private per il progetto orchestrato dalla regia occulta delle diaboliche emiliane. L’idea di scollegarlo dalla società Asciè, riconducibile e notoriamente connessa al trio Marchi/Nobile/Do Nascimento, è un’ottima trovata e dà presto i suoi frutti: non solo nessuno sospetta che dietro Rappel ci siano Wanna e Stefania, ma spesso questo stratagemma permette sia di diversificare i clienti che di raccogliere quelli delusi dal Maestro di vita brasiliano. Chi non sopporta Wanna e sua figlia e/o chi le ritiene inaffidabili (e di conseguenza evita Do Nascimento, perché giustamente  lo percepisce come una loro estensione) si rivolge tranquillamente a Rappel, magari dopo averlo visto in Rai insieme all’amatissima Raffaella, inconsapevole di foraggiare sempre e comunque la Marchi e la Nobile. Lo stesso discorso vale chiaramente anche per i delusi dagli insuccessi del Maestro che pensano di cambiare fornitore telefonando al veggente amico della Carrà, non sapendo invece di continuare ad elargire denaro alle stesse persone, rimanendo dentro schemi/meccanismi ovviamente speculari rispetto a quelli già subiti in precedenza.

La convenienza di questo dualismo ad un tratto diventa una sorta di pallino di Wanna e Stefania, sino al punto da spingerle a denigrare Rappel, sia implicitamente che – anche se raramente – in maniera addirittura diretta, durante le loro storiche trasmissioni in compagnia del famigerato brasiliano. Un modo molto efficace per evidenziare ulteriormente la loro (finta) totale estraneità dall’operato del mago di Madrid. Insomma: un capolavoro.

Il ben noto caos mediatico generato da Striscia la Notizia sostanzialmente non tocca Rappel per nulla, ma nello strafamoso processo a Wanna Marchi ci finisce ovviamente anche lui, ma in un certo senso solo nominalmente, diciamo così, perché non si presenta in aula nemmeno una volta, limitandosi a nominare dei legali ed a fornire al giudice una copia dell’accordo stipulato ed alcune videocassette contenenti le registrazioni delle sue trasmissioni. Alla fine di tutti i gradi di giudizio Rappel non subisce alcuna condanna, in quanto profilato come un modesto collaboratore stipendiato, seppur nella forma occulta esposta sopra, del duo Marchi/Nobile. Un semplice volto prestato all’opera dell’ingegno di altri, insomma. Niente di più e niente di meno.

Questo crocevia pone fine alla carriera mediatica italiana di Rappel, il quale, almeno ufficialmente, non tornerà mai più nel nostro Paese. In Patria è conosciuto ancora oggi e, seppur anziano, negli ultimi anni si è diviso tra partecipazioni a più di un’edizione spagnola del Grande Fratello Vip, comparsate macchiettistiche in alcune trasmissioni locali in cui viene invitato di frequente per parlare di magia ed oroscopo e cose di questo genere. Il suo periodo d’oro è finito da un pezzo, ma non si può certo dire che non abbia avuto una vita intensa. (Il Messicano)

 

5 commenti

  • Mi sono sempre domandato come faccia la gente a credere a questi ciarlatani. Non ho risposte.

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    • Sono d’accordo e allargherei il discorso alle religioni: non vedo molta differenza tra chi legge i tarocchi e chi è convinto di portare la parola di dio.

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  • Messicano, ma veramente complimenti.

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  • Giusto per segnalarlo.
    Ho visto (per accontentare la consorte) , la prima puntata della serie con Sandra Milo , Maionchi e Berti.
    Dove mandano ste 3 teppiste anzianotte in giro a compiere fantomatiche “missioni” .
    La prima è in Spagna e chi salta fuori ? .. il personaggio in questione … !! che ovviamente fa il veggente .. cita il fatto di aver lavorato per la Carrà .. ma non parla della Marchi ! :D
    Cmq ringrazio il capro senza il quale non avrei avuto idea di chi fosse ..
    (la serie non è malaccio .. le 3 signore .. soprattuto la Milo .. potrebbero stupirvi)

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  • Mai sentito, ma una storia appassionante.

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