SE FOSSI IN VOI PREGHEREI MOLTO

Apprendiamo che nella ristampa del loro esordio Kali-Yuga Bizarre, gli Aborym, oggi pressoché un progetto solista del fondatore Malfeitor Fabban, hanno eliminato dal brano Come Thou Long Expected Jesus il passaggio recitativo che vedeva Volgar dei Deviate Damaen declamare, in qualità di ospite, il seguente testo: 

Se fossi in voi pregherei molto poiché il suicidio é rinunzia e la rinunzia é una vile bestemmia da emendare a morte. Cosa é meglio, dunque, la sentenza plebea di una ripugnante mediocrità collettiva o il folle istinto di noi eletti da noi a eleggere Dio! Una iperbole esplicativa? Se Pinochet merita la prigione come condanna sociale dei suoi presunti misfatti, Fidel Castro merita il suicidio per espiare il fatto stesso d’esser nato!

Volgar, come prevedibile, non l’ha presa bene e ha reagito con una lettera aperta, apparsa su Metal.it, che riportiamo integralmente:

Premetto di non scrivere come leader dei Deviate Damaen, ma come cantante e autore che fa metal da oltre 30 anni e che è stato invitato a firmare collaborazioni con (in ordine sparso) Imago Mortis, Ianva, Stormlord, ZetaZeroAlfa Drumo, Hanormale, Corazzata Valdemone, Cultus Sanguine, Black Shine Fever, Labyrinthus Noctis, 7 After, e, più recentemente, Selvans. E, nel 1999 anche con Aborym.

Correva l’anno 1997 e Fabban, leader dei futuri Aborym, era il bassista della mia band, accreditato con tanto di foto sull’album “Religios As Our Methods” di cui curò anche le grafiche. Due anni più tardi è ospite come organista sul successivo “Propedeutika Ad Contritionem (Vestram)”, edito da Avantgarde Music, mentre Jorga, all’epoca cantante di Aborym, partecipa all’opera come tastierista e corista.

Così, vengo invitato a mia volta a collaborare con i neonati Aborym, appunto, componendo e recitando il testo di “Come Thou Long Expected Jesus “, oltre che cantando la parte finale del brano successivo (“This is our declaration of war…” etc). Ebbene oggi, la band in questione, dopo ben 23 anni, ripubblica l’album epurato di quel mio recitato.

Ora, non che sia nuova la pacchianata di alcuni sprovveduti di invitarmi a collaborare solo per le mie doti tecniche e interpretative, per poi doversi vergognare dei pompini e/o delle celtiche e/o delle pulite di culo col green pass presenti nei video e nell’immaginario delle mie Dame Deviate. O ancora a non gradire le mie collaborazioni successive con artisti magari ad essi sgraditi per motivi di vattelappesca. Certo, basterebbe pensarci prima, perché qualsiasi partecipazione io abbia firmato nella mia carriera artistica, è stata richiesta da chi mi ha invitato, non certo proposta da me. Non credo occorra essere dei geni per intuirlo.

Pertanto, se poi i miei accrediti o gli stessi brani/video in cui sono presente vengono trascurati nelle interviste, oscurati nei post, o addirittura celati successivamente alla loro pubblicazione dagli stessi artisti che mi hanno invitato a presenziare sui loro lavori, non può che diventare un discorso di demenza e/o di bipolarità. Ma ci sono abituato; non a caso i Deviate Damaen sono la band italiana più chiacchierata dalle santarelline del politicamente corretto e più strabannata dal web (Bandcamp, Discogs e Wikipedia).

Tuttavia, stavolta si è andati oltre; si è arrivati a cancellare il Passato. Perché cassare ex post le tracce vocali da un brano vecchio di 23 anni, non è solo stolta e pavida (auto)censura, è pura “cancel culture” musicale. E tanto più intristisce, come sovente afferma il mio amico musicologo Antonello Cresti, che pure citò quell’album sul suo tema di maturità e che pure lo recensì sculacciando il testo da me composto, che tale desolazione provenga proprio da quel gotha sedicente “estremo” ormai ridotto ad un pascolo woke con la mascherina covidiota arcobaleno.

Nulla da temere: scritti, fotografie, stampe, musica: la verità storica ed enciclopedica continuerà ad essere testimoniata in tutto il suo candore. E le copie originali di Kali Yuga Bizarre, iniziando dalla mia, acquisiranno ogni giorno più valore anche grazie a questo grottesco tentativo di silenziamento.

Facciamo a capirci, nessun dramma; e soprattutto nulla di personale verso chiunque abbia condiviso con me un po’ del suo percorso artistico e umano, dal quale tantomeno mi lascerò appannare i bei ricordi per via di squallide diatribe ideologiche. Ma non posso rinunciare ad usare l’accaduto per ribadire una volta di più che coerenza e schiena diritta, per chi scrive, non sono opzionali.

La versione contenuta nella ristampa è ascoltabile su Bandcamp. In sostanza sono stati mantenuti i trenta secondi iniziali con il coro da chiesa a mo’ di intro per la successiva Metal Striken Terror Action. Perché, ovviamente, senza l’invettiva di Volgar, il brano non ha senso come traccia autonoma. La breve replica apparsa sulla pagina Facebook degli Aborym non mi è parsa molto convincente.

Replichiamo al delirante messaggio di Sua soavità G/Ab Asmodevs Svenym Volgar Honorium Vstorh Edwige (leader dei Deviate Damaen) che più semplicemente qui chiameremo Gabriele (come l’arcangelo)…

La versione del disco “Kali Yuga Bizarre”, recentemente ristampata da Subsound Records, è stata volutamente privata di una parte che abbiamo valutato sacrificabile in modo da aggiungere all’edizione un vecchio brano inedito e mai pubblicato “Tantra Bizarre (Co30 Version)” cantata da Attila Csihar. Non dobbiamo giustificarci di questo. Con nessuno.

Voglia Gabriele perdonarci per la stringatezza del nostro messaggio, ma abbiamo cose più importanti a cui pensare.

JPII-Pinochet

Fabban è intervenuto nella discussione sorta sulla pagina Facebook della webzine (qua, se ve la volete leggere) affermando di essere “sempre disponibile ad affrontare argomentazioni extra-musicali laddove ci sia un contraddittorio, e internet non mi risulta praticabile come soluzione”. Temo che, anche quando sarà conclusa la guerra in Ucraina, difficilmente si troverà un talk show televisivo disposto a ospitare un dibattito sulla questione ma capisco benissimo che Fabban non abbia voglia di starne a discutere su Facebook e comprendo che abbia voluto fare un’eccezione in nome della comune militanza con Gianluca Grazioli, direttore di Metal.it, sul Metal Shock cartaceo all’epoca della gestione Borchi. 

Il punto è che questa faccenda della declamazione di Volgar eliminata per fare spazio a una bonus track non è molto credibile, dato che si parla di un paio di minuti. E se si disdegnano, cosa legittima che condivido, le polemiche su internet, tanto varrebbe non rispondere proprio. La mia impressione è che Volgar abbia colto nel segno parlando di cancel culture. Suppongo che se quel passaggio, diciamo, controverso è stato cassato nella ristampa è o perché distante da quelle che possono essere le posizioni politiche odierne di Fabban o perché proporlo oggi causerebbe una levata di scudi della polizia woke, ormai attivissima in campo metal e sempre pronta ad accanirsi sui riferimenti ideologici equivoci. O un misto di entrambe le cose. Quel che irrita è che i suddetti riferimenti ideologici equivoci erano inscindibili da quella che era la strategia promozionale degli Aborym all’epoca, se non dal personaggio stesso che Fabban aveva allora costruito. Quindi il problema non è solo, come scrive giustamente Grazioli nella discussione su Facebook, che le edizioni postume modificate siano in generale, cito, “autentiche poracciate”. Il problema è che tutta l’impalcatura di sparate di cazzo nazistoidi che accompagnava gli Aborym agli esordi era parte integrante sia della loro estetica (il primo brano del disco si chiama “Wehrmacht Kali Ma” e tirare in ballo il Kali-Yuga è un aggancio che più esplicito non si può alla cultura della destra radicale) che della suddetta strategia promozionale. Quest’ultima, peraltro, allora poté contare su un leggerissimo conflitto di interessi: il proprietario della Scarlet Records, Stefano Longhi, era anche, o era stato fino a poco prima, il direttore di Grind Zone, che spacciò Kali Yuga Bizarre, un buon disco che ascolto sempre con piacere, come l’In The Nightside Eclipse del terzo millennio. Già che si parlava di poracciate.

Ho quarant’anni e vivo a Roma dal ’99. Quei tempi me li ricordo benissimo. Gli Aborym erano una band che rilasciava interviste iperboliche (condotte per lo più dallo stesso Fabban) dove avvertivano i detrattori di starsi accuorti perché possedevano armi da fuoco, minacciavano di morte (magari per goetia) chi li prendeva in giro per certe uscite sopra le righe ed erano accostabili a quella fascisteria un po’ coatta, e in fondo innocua, che all’epoca permeava il giro estremo romano. Tutte cose con le quali non ho e non avevo alcun problema. All’epoca ero il classico post-adolescente de sinistra generico figlio degli anni ’90 che considerava Berlusconi un pericolo per la democrazia ma già allora questa roba non mi dava nessun fastidio, avevo amici fascisti che accompagnavo nei loro giri discutendo tranquillamente con tutti e i dischi dei Deviate Damaen li compravo originali. Erano tutte cose che prendevo con ironia, anche perché Roma può essere davvero spietata con chi si piglia troppo sul serio. Il motivo per cui non capisco cosa Fabban abbia da nascondere sotto il tappeto è proprio perché, minacce di morte per goetia e faide da cortile a parte, era tutto molto goliardico e improbabile, quindi non comprendo perché non ci si limiti a scrollare le spalle e ricordare che all’epoca si aveva tutti vent’anni. E a vent’anni, come dice il poeta, “si è stupidi davvero”. 

orsini

“Il black metal può essere felice anche sotto una dittatura”

A questo punto è giusto chiarire che condanno fermamente l’aggressione russa all’Ucraina e sono schierato con il blocco occidentale senza se e senza ma non ho nulla di personale contro Fabban, rispetto quanto ha fatto come musicista, gli devo pure l’avermi fatto scoprire diverse band interessanti quando scriveva su Metal Shock e non l’ho mai conosciuto di persona. Per quel che ne so, allora poteva votare Rifondazione nel segreto dell’urna e in pubblico atteggiarsi a temibile nazista elettrico per spingere la band. Non so quindi se e quanto possa aver cambiato idea nel frattempo, non so quanto di serio e quanto di faceto ci fosse in determinati exploit. Volgar, invece, l’ho conosciuto ed è uno che non ha mai cambiato idea e, pur non difettando di senso dell’umorismo, fa dannatamente sul serio. All’epoca ospitarlo su un disco significava proprio voler mettere l’accento su quel genere di “fattore shock” e usare i riferimenti all’estrema destra per apparire più cattivi, cosa – ribadisco – che non mi scandalizzava allora e non mi scandalizza oggi. Il recitato di Volgar non ha quindi nulla di “sacrificabile” perché era la massima espressione di quel “fattore shock” che quel disco e gli Aborym di allora perseguivano. Da questo punto di vista, Kali Yuga Bizarre, nella versione originale, è anche una preziosa testimonianza di un’epoca in cui eravamo tutti molto più liberi e la scena estrema era ancora un circo abitato da personaggi pazzeschi (inclusi noi scribacchini) dove per emergere bisognava spararla più grossa possibile. Che è poi l’esatto motivo per cui ricordo quegli anni con una certa nostalgia. Era una gran caciara dove, allo stesso tempo, si prendeva tutto sul serio e si prendeva tutto per scherzo. E, quando non si gradivano certe pose, la reazione era sempre lo sberleffo, non la campagna sui social network per far buttar fuori dal festival il gruppo in odore di simpatie per i treni che arrivavano in orario.  

Chiarisco un’altra cosa. Se Fabban oggi si sente imbarazzato da certi aspetti del suo passato artistico, capisco benissimo anche questo e non ci trovo nulla di strano o sbagliato. Le persone cambiano e, di fronte ai cambiamenti personali (e qua non sono d’accordo con Volgar), non c’è discorso sulla coerenza che tenga. Anch’io proverei imbarazzo a rileggere molti degli articoli che scrissi sul Metal Shock cartaceo da ragazzo. Però non ci posso far nulla, i numeri della rivista con quegli articoli sono conservati in migliaia di copie da lettori che, a volte, mi fermano pure ai concerti e me li citano a memoria. Allo stesso modo, il recitato di Come Thou Long Expected Jesus continuerà a essere caricato su YouTube e altre piattaforme online per gli anni a venire, quindi l’unico effetto concreto che eliminarlo da una ristampa può avere è che se ne torni a parlare, non che venga dimenticato.

Storicizzare e contestualizzare è l’unico modo possibile per fare i conti con il passato. E rimuovere il passato per venire incontro a chi si rifiuta di storicizzare e non è in grado di contestualizzare è cancel culture. In quest’ottica, la ristampa di Kali Yuga Bizarre è un esempio di cancel culture applicata al metal, a prescindere dalle motivazioni. Vale una statua di Colombo buttata giù, vale l’avviso di contenuti razzisti all’inizio di un vecchio film d’animazione della Disney. Fabban non deve dare conto a nessuno delle sue scelte e ha il sacrosanto diritto di non avere voglia di spiegarle. Nondimeno a me sembra un precedente inquietante, un darla vinta a quelle prefiche intolleranti e bigotte che stanno avvelenando la nostra scena in nome delle peggiori degenerazioni del politically correct angloamericano, una negazione di tutto quello che è stato il metal estremo che noialtri della gioventù del male degli anni ’90™ abbiamo amato e vissuto . Nonché di quello che sono stati gli stessi Aborym in quegli ingenui, divertentissimi e scorrettissimi anni. (Ciccio Russo)

20 commenti

  • Madonna Ciccio che pezzo sontuoso. E’ un piacere leggerti, per il gusto di leggerti. Quasi come gli arrosticini di ieri sera a Pescara (quasi, eh, non montiamoci la testa).
    “Doti tecniche ed interpretative” di Volgar fa molto ridere.
    “Storicizzare e contestualizzare è l’unico modo possibile per fare i conti con il passato”: bravissimo, anche se non concordo col “fare i conti”, come se ci si dovesse scusare di qualcosa. Capirlo, sì. Evitare errori già fatti, anche. Scusarsi, no. Che poi vedo statue di Colombo divelte perché un europeo sente il ridicolo bisogno di scusarsi per eventi di 500 anni fa.

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  • Leggittimo cambiare le proprie opinioni, ridicolo arrivare ad autocensurarsi in questo modo. Purtroppo sappiamo tutti benissimo di vivere in un momento storico dove contestualizzare e dare il giusto peso a espressioni di un certo tono, da parte di individui poco più che adolescenti, pare impossibile. Oggi c’è sempre il censore di turno pronto a puntare il ditino e un’orda di imbecilli a dargli manforte, avere un’opinione che esca anche un minimo dal seminato del politicamente lecito, in qualsiasi ambito, significa molto spesso una gogna perenne. Viviamo in un tempo orribile, basta vedere gli ultimi due anni per rendersi conto di quanto tutto si stia appiattendo su una linea di pensiero unico…. Storicizzare, contestualizzare, considerare le questioni con il proprio giusto peso….ma quando mai, la gogna è pronta

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  • Fabban era e rimane un pagliaccio punto(foto con M 16….servizio civile alla Caritas). Degli Aborym non mi è mai fregato nulla , mai considerati, lui e Borchi , altro clown , dopo aver ridotto Metal Shock a una cloaca , la hanno trasformata nella loro personale fanzine dove si auto-recensivano tra loro , segandosi a due mani. Nel 99 avevo più o meno vent’anni e compravo Grind Zone e leggere gente come Emiliano Verrachia ( o come cazzo si chiama) che sproloquiava….da Roma , dei amici sui in Norvegia…e der duce a na certa era diventata un agonia ,era una bollettino sulla scena romana….di cui qui al Norde non fregava poi eccessivamente. Parlando di cancel culture mi trovo d accordo su tutta la linea ( giro con bel adesivo confederato attaccato alla auto…. invecchiando mi son dato al rockabilly) ma buttarla sempre in ridere su gente che fa/faceva bracci tesi , gira(va) con svastiche e celtiche non mi pare il massimo , certo il circo nero con tutti i suoi riferimenti pseudoesoterici Evola&co , dichiarazioni in latino da quarta ginnasio , di supremazia bianca (da un tarantino e da dei romani poi) mi ha sempre fatto ridere ….a vent’anni , mi spiace per Guccini , capisci benissimo quello che stai facendo…. è vero solo gli stupidi non cambiano mai idea , ma cambiare idea come ci si cambia le mutande non mi pare il massimo….concludendo , come cantavano gli Impact….rossi e neri merda tutta uguale.

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    • Si ecco, ho volutamente evitato commenti sul personaggio in questione ma concordo su tutta la linea. Quando si accusa il pubblico italiano di essere esterofilo bisogna sempre ricordarsi che ai tempi Metal Shock incensava robaccia indifendibile come gli Stormlord, per ovvi motivi…

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    • Condivido anche le virgole, soprattutto i riferimenti a Borchi e Fabban che usavano Metal Shock per fare pubblicità alle loro band.

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    • Buttarla sul ridere sempre no ma in questo caso non si stava parlando dei nuovi NAR… Quanto a quel Grind Zone, vi sblocco (forse) un ricordo: “NOI CREDIAMO NELLA SUPREMAZIA ARIO-IPERBOREA”.

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  • Negli anni Novanta tirarsela da svastichella significava farsi pubblicità. Oggi, tirarsela da vittima di cancel culture fa altrettanto.
    Direi che Fabban, oggi come allora, è riuscito nel suo intento. Peccato solo che gli Aborym non siano gli Emperor.

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  • Lessi qualche mese addietro, su Metalitalia (si può dire? Immagino di sì), un’intervista di tale Kata. Francamente non so né chi sia, né quale ruolo occupi in seno alla band. Di fatto rispondendo a nome Aborym prendeva le distanze dal passato, con fare negazionista. Black metal merda, testi metal merda, siamo tutti folletti (noi metalz, uh uh! UH! Celbic Froz!! UH!!!) che si gingillano insieme a orde di nani da giardino, scorazzando intorno a cadaveri sbudellati ma destinati al Valhalla. Loro sono superiori e trentreznofili al giorno d’oggi, predicano il peace and love e hanno financo amici negri e omosessuali. Purché i due fenomeni non si presentino contemporaneamente.
    Per cui nessuno stupore, per quel che mi riguarda. Continuerò a non toccare il monolito nero e ad ascoltare metal. Uh!

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    • Metallaro scettico

      Il tempo è galantuomo ma non per tutti. Fabban era un buffone all’epoca ma almeno sembra essersene reso conto. Volgar (chi?) cojone è rimasto. Pattume allora pattume oggi.

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  • ho avuto la fortuna di appassionarmi al metal durante la metà degli anni 90… Visto cosa è diventato negli ultimi anni aggiungo : E meno male direi!
    Petizione per cambiare il testo in questione in:
    “Se fossi in voi cambierei genere musicale”

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  • E’ incredibile come un testo di 20 anni fa (provocatorio e per me un po’ stupidotto, per quanto recitato in modo esemplare) possa creare problemi nel 2022… Fabban – una gran coda di paglia, da sempre cavalca l’onda con tipico paraculismo da “industria musicale”, ovvero ciò che l’underground dovrebbe in teoria schifare. Ora, capisco vergognarsi di certe sparate da ventenni che vogliono apparire cattivi, ma un minimo di schiena dritta la si deve avere, se non altro per guardarsi allo specchio senza arrossire e per non essere schifato dal proprio auditorio. Nulla di male a suonare altri generi, ma censurare pezzi sgraditi da un disco di 20 anni fa proprio no…Poi magari a lui non fa problema vedere la moda del momento e suonare un anno “refugee metal”, l’anno dopo “homolesbiantrans pride metal”, l’anno dopo “pfizer vax metal” e così via….chissà se quest’anno uscirà anche un nuovo Aborym in stile “russophobic zelensky metal”….

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  • Fabban da sempre cavalca l’onda e non stupisce che qualsiasi cosa va bene purché se ne parli…adesso si autocensura! Mah!
    Cmq parliamoci chiaro, lui e questo tipo dei Deviate Damen sono i classici esempi di gruppi che si definiscono cult, senza poi in realtà possedere altro che la longevità sul calendario, altri meriti non ne hanno. Sono i tipici gruppi che in tutta la loro carriera stentano a suonare di fronte a più di 20 gatti, si sentono bravissimi all’avanguardia e sopra gli schemi, ma in concreto non hanno mai combinato niente. La musica fa solo da contorno a questi professionisti della caciara, che non hanno altri mezzi che questi per far parlare di se.

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  • Brindo alla tua salute, Ciccio Russo. Possano te e i tuoi articoli vivere 10000 anni.
    “Storicizzare e contestualizzare è l’unico modo possibile per fare i conti con il passato” andrebbe inciso sugli ingressi dei Dipartimenti di Scienze Politiche

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  • Pingback: Link recensioni (e interviste) riguardanti discografia dei DEVIATE DAMAEN – KVMMARERIA DVRACRVXIANA's blog

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