La finestra sul porcile: THE BATMAN

Tra i vari pericoli per The Batman quello vero e cogente era l’attore protagonista, tant’è che quando venne fuori il nome di Robert Pattinson come nuovo Bruce Wayne in molti storsero il naso, me compreso. Non che all’epoca avessi visto dei film con Pattinson, lo ricordavo solo per quelle porcate della serie Twilight (che mi sono guardato bene dal vedere, considerato che dei diafani e romanticissimi vampiri diurni all’acqua di rose non rientrano proprio nel mio campo d’interesse, sapete com’è) e praticamente per nient’altro. Circa un anno e mezzo fa mi capitò poi di vederlo in Tenet e mi fece un’ottima impressione, così rividi un pochino al rialzo le aspettative su The Batman pur non aspettandomi comunque molto, nel senso che alla Warner Bros purtroppo sono degli evidenti mentecatti che azzeccano un film su dieci e sarebbe stato facile, molto facile, che finissero per sbagliare anche l’ennesimo assolo su Batman. Fortunatamente stavolta non è andata così e anzi, The Batman va oltre le mie più rosee aspettative (che certo erano già piuttosto basse, ma insomma avete capito).

The Batman deve moltissimo a The Dark Knight di Nolan, è assolutamente evidente: in entrambi i film c’è una cospirazione di ampio respiro a danno di Gotham, in entrambi Batman è nei primissimi anni di attività e ambedue scelgono un approccio al personaggio vagamente realistico, posto che non c’è assolutamente nulla di “fumettoso” nelle pellicole (a differenza dei film di Zack Snyder e della concorrenza Marvel) al punto che per quanto mi riguarda non si può nemmeno parlare di film supereroistici in senso stretto tranne per l’origine dei personaggi, che è evidentemente quella. Ecco, a far la differenza tra The Dark Knight e The Batman è il manico di Nolan, che tiene ancora il primo una spanna sopra al secondo, anche se la pellicola appena uscita nei cinema è comunque una gran bella prova.

Il fatto è che Nolan, avvedutamente, pensò The Dark Knight come un thriller poliziesco di ritmo piuttosto veloce, senza snaturare il personaggio principale ma calandolo in un contesto che deve molto più a The Heat che non a quanto fatto prima da Tim Burton, assai autoriale e difficilmente replicabile, posto pure che ci fosse una volontà in tal senso (i film di Joel Schumacher manco li considero, abbiate pazienza).

Chiaramente anche il lavoro di Nolan è personalissimo, il che ha messo il regista Matt Reeves nella difficile posizione di dover, egli stesso, trovare una voce originale per raccontare di nuovo Batman, magari non scostandosi troppo dal canovaccio dell’illustrissimo collega inglese pur cercando una propria identità; ed proprio da questa necessità che alla fine è venuto fuori il lato noir di Batman, quello che guarda a Seven più che a The Heat e che finalmente rende giustizia al lato investigatore del personaggio, ormai presente sulla scena del crimine assieme a poliziotti e da questi ultimi, in buona parte corrotti, anche ferocemente odiato. Tutto bellissimo se non fosse che The Batman in certi momenti, specialmente nella parte centrale, si dilata eccessivamente e il ritmo della pellicola, per forza di cose già non velocissimo, rallenta troppo. In altre parole, dove Nolan ha reso The Dark Knight un film snello pur nella sua durata di quasi tre ore, Reeves non riesce a fare altrettanto delle tre ore di The Batman, ed è un peccato perché con un montaggio più veloce, lasciando magari questa versione uscita nelle sale come una futura director’s cut, il confronto con il capolavoro di Christopher Nolan sarebbe stato meno difficile.

Detto questo, The Batman è comunque un gran bel film che merita tanto le critiche positive quanto gli incassi che gli stanno piovendo addosso. Tutto il cast è bravissimo, la regia funzionale, scenografie e fotografie sono splendide, le scene d’azione spettacolari e buona anche la sceneggiatura, che se in certi frangenti si dilunga è comunque coerente e coesa. Aspetto il secondo, sperando corregga i (pochi) difetti del primo. Se non l’avete ancora fatto, andate a vederlo. (Cesare Carrozzi)

2 commenti

  • Concordo con l’ottima analisi, e aggiungo che il difetto principale è per me la parte finale. A mio parere il film finisce con una sorta di anticlimax, o almeno questa è l impressione che ho avuto al cinema. L’attacco alla città mi ha lasciato un po’ così. Sembrava che il regista volesse raggiungere a tutti i costi le 3 ore.

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  • Molto brevemente: un bel film, non lo paragono al Dark Night di Nolan poiché quest’ultimo (per fortuna) lo vedo più vivere di vita propria. Non riesco a trovare grossi difetti se non, forse, nell’eccessiva lunghezza. Una mezz’ora in meno e sarebbe stato perfetto.
    [SPOILER]
    Il finale con la presenza di Joker lo avrei evitato.
    Mi auguro che nel prossimo film (se sarà confermato) non tirino ancora in ballo questo villain. Caratteristico e decisamente intrigante; sicuramente il nemico numero uno di Batman ma lo abbiamo già visto rappresentato in tutte le salse. Però. Adesso. Basta.
    Davvero.

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