Skip to content

La finestra sul porcile: WONDER WOMAN

10 dicembre 2017


Il motivo principale per cui scrivo queste mie umili righe è perché in rete ho solo trovato recensioni molto positive su Wonder Woman, ma penso sia giusto che tutti voi sappiate che questo è il peggior film sui supereroi mai fatto. E la media è quella che è, peraltro. Quando l’altra volta si diceva che la DC stava cercando di imbarcarsi sulla stessa scia della Marvel, con risultati più pietosi della controparte, mi riferivo esattamente a cose come questa: perché, dopo aver fatto sul serio con la bellissima trilogia del Cavaliere Oscuro (il cui secondo episodio è uno dei migliori film degli ultimi quindici anni, più o meno) e quantomeno con il pregevole Man of Steel, la DC ha deciso di scimmiottare l’attitudine coloratissima e cazzona della Marvel e ne è uscita una specie di via di mezzo da incriminarli al tribunale de L’Aia.

Questa nuova era della DC credo si sia aperta con l’imbarazzante Batman vs Superman, per il quale ho anche speso soldi al cinema. Dopo un errore del genere, mi sono detto che MAI PIù avrebbero visto il mio denaro. Perdipiù un film chiamato Wonder Woman si qualifica già dal titolo, ché qua si scherza ma siamo nel 2017 e i paletti del grottesco sono stati fissati da parecchio. La tizia era stata presentata nel suddetto Batman vs Superman, in cui a un certo punto spuntava fuori mostrando dei superpoteri della madonna senza che nessuno spiegasse perché e percome. Ecco, in questo film lo spiegano, ma era meglio rimanere nell’ignoranza.

Il film fa schifo da tutti i punti di vista, ma mi soffermerei sul peggior difetto: la protagonista. A sentire i commenti in rete sembra la più bella, brava e cazzuta attrice del mondo, e in realtà è una cagna maledetta che passa tutto il tempo a fare boccucce e smorfiette. Dice che è stata nell’esercito israeliano e quindi sa fare a mazzate, ma mi sa che questi gli attori che sanno fare a mazzate non li hanno mai visti. Robin Wright, che nel film è una delle amazzoni milfone, sembra sappia fare a botte molto meglio di lei. Comunque, questo peso morto è onnipresente in quasi tutte le scene, e quando non salta al rallentatore ci delizia con prove attoriali degne di una fiction italiana del mercoledì pomeriggio. 

un attore che sa fare a mazzate

Tutto si apre con uno scenario da film softcore anni ‘90: un’isola in mezzo al mare dove splende sempre il sole e in cui decine di milfone mezze nude si allenano picchiandosi a vicenda, con una tremenda CGI perennemente sullo sfondo. La CGI farà schifo per tutto il film, manco fosse una serie TV a basso costo tipo quelle sui vampiri e sui folletti. Insomma c’è questa bambina, che poi sarebbe Wonder Woman, che guarda le altre milfone e vuole diventare come loro. Loro sono amazzoni, pare, create da Zeus. Parte un megaspiegone su come Zeus abbia combattuto il malvagio Ares, il dio della guerra, e l’abbia sconfitto a costo della propria stessa vita, e che quindi le amazzoni servono a vigilare in caso Ares torni e voglia distruggere il mondo. L’estetica usata è esattamente a metà tra 300, Dragon Ball e God of War, il videogioco.

“what is my destiny, wonder wò”

La bambina cresce e diventa fortissima. Arrivano però i NAZZISTI CATTIVI, anzi no, sono soldati tedeschi della prima guerra mondiale, che capitano sull’isola per caso, inseguendo una spia alleata che è precipitata sull’isola. Inizia uno dei tanti combattimenti osceni sparsi per tutto il film, interpretati da gente che non sa combattere, diretti da una regista che non li sa dirigere, e soprattutto con un uso esasperante del ralenti. Wonder Woman fa salti lunghissimi e OGNI VOLTA parte il ralenti. Se togliete i salti in ralenti, esce un film più corto di mezz’ora.

La spia alleata spiega che i teteschi sono malvagi e che tutto il mondo li combatte perché il mondo è buono e gentile, tranne i teteschi. I teteschi sono pazzi, assetati di sangue e vogliono vedere la gente morire tra le più atroci sofferenze perché, appunto, sono teteschi. Gli americani, gli inglesi, gli ottimi francesi invece sono persone per bene, che mai si sognerebbero di fare del male a una mosca. Il problema sono i teteschi: questo concetto si imprime benissimo nella mente di Wonder Woman, che quindi pensa che il capo dei tedeschi sia Ares e che, ucciso lui, la guerra finirà di colpo.

SPOILER: lei entra nel covo dei teteschi malvagi saltando al rallentatore dalla finestra

Insomma la spia spiega che ha scoperto che i perfidi teteschi hanno inventato le armi chimiche, ma lui ha rubato gli appunti alla scienziata pazza tetesca e deve andare a farli vedere ai suoi superiori. Nel frattempo si crea del tenero con Wonder Woman, con dialoghi infarciti da doppi sensi da quinta elementare e discorsi totalmente fuori dal mondo se messi in bocca a un soldato degli anni ’10. Evidentemente la smania di fare un film femminista ha dato alla testa agli autori, perché il Girl Power delle Spice Girls aveva connotazioni molto più profonde di queste. Insomma abbiamo un soldato degli anni ’10 che sul matrimonio e sulla guerra dice cose che sembrano uscite da un’assemblea d’istituto di un liceo bolognese. L’unica cosa razionale che gli esce dalla bocca è: Ma perché voi parlate inglese? E quella risponde una cosa tipo noi parliamo 800 lingue, che vabbè che vabbè, ma non mi pare che l’inglese esistesse ai tempi dell’antica Grecia. A sto punto parlano anche il C++? Sanno anche il linguaggio macchina? Ho un problema al radiatore, ci potreste dare un’occhiata? Comunque, lei decide di andare con lui per fermare Ares, il dio della guerra, identificato in un perfido colonnello tetesco.

Tutta questa prima parte dura 45 minuti. Quarantacinque. Tutto il film è così: lentissimo, senza ritmo, senza nerbo, e arrivi alla fine che ti sembra che non sia mai cominciato. A peggiorare la questione c’è la recitazione di Gal Gadot, che supplisce anche al ruolo di linea comica: gira perennemente spaesata, con la sua boccuccia imbronciata, facendo domande stupide (tipo, guardando un vestito da sera: “Queste sono le armature per le vostre donne?”) e mettendosi sempre in imbarazzo. Il concetto è che lei viene da un’altra epoca, quindi non capisce, però il messaggio sotteso è che noi sbagliamo e lei è portatrice di una verità che noi non comprendiamo più. Mecojoni. Quando lei neutralizza l’ennesimo tetesco e questo mangia una pillola di cianuro per non cadere in mani nemiche, l’unico pensiero è che quella pillola di cianuro vorremmo averla avuta noi per porre fine a questo strazio crudele.

PORTACI CON TE, CORAGGIOSO AMICO TETESCO

I due a un certo punto si ritrovano in un pub londinese con due tizi che dovranno aiutarli nell’impresa di fermare i teteschi: un marocchino (già visto in L’odio di Kassowitz, che brutta fine che fa la gente) e il mitico SPUD di Trainspotting, che effettivamente potrebbe essere di molto aiuto in battaglia, roteando lenzuola cacate sulle fila nemiche. Dopo uno stacco alla cazzo di cane arrivano in Belgio in una scena che sembra uscita da un film western, perché ci si ritrova attorno ad un falò con un capo indiano, peraltro incredibilmente somigliante a Toto Cutugno. Ovviamente non manca una frecciatina strappalacrime sugli americani che gli hanno rubato la terra, perché è così che ora si guadagnano le stelline su IMDB.

il grande capo Toto, libero e intimista come solo un indiano dei film può essere

Quindi ricapitoliamo: ci sono Wonder Woman, un americano, un marocchino, SPUD e il grande capo Toto contro i teteschi malvagi. Che, scopriamo, hanno reso SCHIAVI i belgi catturati. Bello, il revisionismo storico. A questo punto, in un capolavoro di brutto cinema, lei sfonda la resistenza nemica correndo da sola contro il fronte tedesco e deviando le pallottole con i suoi fenomenali bracciali del potere. Ecco un’altra cosa ridicola del film: questa che devia le pallottole agitando le braccia è una cosa grottesca e implausibile; una volta ogni tanto va bene, ma farlo per due ore abbondanti di film è un insulto a quei poveracci che hanno avuto la sfortuna di spenderci soldi.

“Allora lei arriva in mezzo a duemila nemici col fucile e sopravvive roteando le braccia…” –  “GENIO!”

Poi arrivano in un villaggio conquistato dai teteschi. Bum bum bum, lei fa fuori tutti, salta al ralenti ogni cinque secondi, devia le pallottole che manco Kenshiro con le frecce, e poi rimane un solo cecchino tetesco sul campanile di un’antica chiesetta in una piazza. Loro sono disperati, non sanno che fare, sono quasi rassegnati a morire, ma arriva lei che fa un supersalto al ralenti e con un solo colpo sfonda tutto il campanile. Allora: io non sono uno stratega militare, però so che un cecchino su un campanile non è in posizione di vantaggio: è in trappola. Non ha vie di fuga, e l’ultimo proiettile è meglio che lo tenga per sé stesso perché il suo fucile negli spazi stretti non vale niente e basta aggirare la chiesa per entrare e farlo fuori con la stessa facilità con cui si possono trovare attrici migliori di Gal Gadot in una miniserie televisiva sui canali nazionali. Invece lei abbatte il campanile, distruggendo l’antica chiesa. E la gente del villaggio è pure contenta che questa gli ha sfondato la chiesa. Complimenti agli sceneggiatori. È tutto sbagliato, tutto fatto coi piedi: a un certo punto il marocchino ha un vassoio con una birra, e si gira velocemente inclinando il vassoio, mostrando che il bicchiere è inchiodato al vassoio. Una cura dei particolari degna di un film con Jerry Calà, che però erano recitati meglio, mediamente. C’è una scena in cui lei si infiltra in un galà tedesco con un vestito da sera scollatissimo, poi si vede che scappa a cavallo togliendoselo e nella scena successiva ha l’armatura completa, con tanto di frustino, bracciali e banda metallica sulla fronte. E dai su, che avremo pure le aspettative basse ma qui siamo davvero all’insulto alla nostra intelligenza. Almeno Thor 3 faceva ridere volontariamente; Wonder Woman fa talmente schifo che gli unici sentimenti che trasmette sono la noia e il fastidio.

Si arriva alla scena finale di mezz’ora, in cui si scopre che Ares non è il colonnello tetesco ma il professor Lupin, che quando non si trasforma nelle notti di luna piena di Hogwarts si diverte a partecipare a film di merda del genere. Il climax finalmente si compie con ulteriori combattimenti orribili al rallentatore e persino degli insostenibili discorsi sull’amore che è l’unica speranza per il mondo. L’assemblea d’istituto bolognese incontra la favola consolatoria dell’asilo nido: e su IMDB piovono stellette. Vi faremo sapere se anche Justice League meriterà una recensione su Metal Skunk, ma direi che le premesse ci sono tutte. (barg)

7 commenti leave one →
  1. vito lomonaco permalink
    10 dicembre 2017 13:34

    addirittura peggio dei nostri cinepanettoni ? non e’ un’ impresa facile ma hollywood ha tutti i numeri per riuscirci.

    Mi piace

  2. weareblind permalink
    10 dicembre 2017 14:26

    Ma perché guardi sta roba?

    Liked by 2 people

  3. Fredrik permalink
    10 dicembre 2017 18:52

    Mai guardato ste porcate, ma per una gal gadot farei gerusalemme capitale di tutto.

    Liked by 1 persona

  4. 11 dicembre 2017 08:26

    Sei stato fin troppo ottimista, io di solito disprezzo a priori un film dove ci sia gente in tutina, poi lo guardo e lo disprezzo ancora di più. (E mi spiace, Batman è una tutina…)
    Gadot ha un bel faccino ma è rachitica, il che rende ancora più difficile credere che possa affrontare chicchessia, sebbene lei continui a dire di saper combattere. (Forse combatte le doppie punte.) I disegnatori di Wonder Woman la fanno bella succulenta, con addirittura della carne addosso e delle curve, tutto perso nella versione filmica quindi è un film che non ha davvero nulla da offrire se non il sorrisino beffardo di Kirk e battutine che già alle elementari avrei disprezzato.
    Però io sono democratico, e disprezzo profondamente anche la Marvel: nessuno potrò accusarmi di simpatie, perché odio tutte le tutine 😀

    Mi piace

  5. analviolence permalink
    11 dicembre 2017 18:05

    Eh, questa è la nuova cultura voluta dalla psicopolizia petalosa (cit.). Se la tengano!

    Liked by 1 persona

  6. Nekro permalink
    21 dicembre 2017 15:51

    visto questa mattina, tra un biscotto e un altro: forse il peggiore della saga DC
    Lei bella da dare quasi fastidio!

    Liked by 1 persona

Trackbacks

  1. Brevi recensioni cinematografiche alla cazzo di cane | Metal Skunk

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: