Inalare dalle bare scoperchiate con Abysmal Grief, Frightful, Fulci e Hexorcist

Cari zombini, oggi vi portiamo un carico fresco fresco di roba da toccarsi le palle e tapparsi il naso. Italia, Polonia e Stati Uniti saranno protagoniste di questa rassegna che, non ho dubbi, aspettavate con grande trepidazione.

Iniziamo dai veterani. Ormai al sesto album, gli ABYSMAL GRIEF non ne sbagliano una. Ditemi quando mai hanno avuto un calo di tensione, ‘sti becchini genovesi. Questo ultimo Funeral Cult of Personality (grande titolo!) non fa eccezione per nulla, seppure forse – ma forse – un pelino sotto il precedente Blasphema Secta, che è comunque uno dei loro migliori e più funesti dischi di sempre. Sempre sinistri, sempre da toccarsi le palle a pelle. Grande chiusura con la suite The Grim Arbiter nel finale. Impressionanti come al solito per qualità e atmosfere. La formula la conoscete ormai tutti a memoria e non c’è bisogno di ribadirla, d’altronde va avanti da più di vent’anni e non c’è motivo di variarla. Che Belfagor li conservi a lungo così prolifici ed efficaci.

Continuiamo percorrendo lo Stivale verso Sud e troviamo un altro gruppo assai operoso, i FULCI. Precedentemente vi avevo dato Tropical Sun come una delle uscite più interessanti in ambito death metal degli ultimi anni, ed è indubbiamente ancora così. Il successore, questo carinissimo Exhumed Information, si assesta sempre su livelli alti ma più classici e leggermente più “essenziali”, quasi in termini di primi Cannibal Corpse (lo stile di Butchered at Birth mi è venuto subito in mente), lasciando un pò da parte quegli spunti melodici bellissimi ed inaspettati che facevano di Tropical Sun un disco un pò più imprevedibile. Non che Exhumed Information non abbia il suò perché: la puzza di cadavere si sente fortissima e i pezzi spaccano sul serio, semplicemente la vena più melodica della loro influenza “bolthroweriana” di cui parlai in precedenza sembra essere minore, e in chiusura troviamo un paio di pezzi synthwave niente male, come sempre perfetti nel restituire le atmosfere dei vari Fulci, Deodato, Lenzi etc. Ah, nel caso non ve ne foste accorti, i Fulci non hanno un batterista.

Fulci-Exhumed-Information-2021

Adesso però ci spostiamo decisamente più a nord e precisamente sul Mar Baltico. A Danzica c’è un gruppetto la cui età sommata dei quattro componenti non supera gli ottant’anni. Vi avevo già detto a gran voce quanto siano cazzuti i FRIGHTFUL, con la loro attitutine tipica dei giovani a cazzo duro ventiquattro ore su ventiquattro. Spectral Creator è il risultato naturale di un gruppo in costante miglioramento che giunge finalmente al debutto vero e proprio, presso la cinese Awakening, con un background solidissimo, una tecnica strumentale ottima e le idee chiarissime ed un afflato melodico che mi ricorda a tratti addirittura i Dissection. Si era già capito con l’anticipazione dell’ep Astral Freeze, pezzo che apre le danze anche qua. Ne è passata di acqua sotto i ponti in poco più di quattro anni, da quando si cimentavano con quel death/grind claustrofobico e spaventoso che me li ha fatti piacere all’inizio, e constatarne la crescita strumentale e compositiva non può che rendere felici.

Visto il prestigioso circuito estremo in Polonia ci sarà da sgomitare un pò ma non dubito che verranno fuori alla grande e molto presto. Per puntualizzare, questo sarà anche il mio top album in playlist. Sono sicuro che rivalutando o aspettando altre uscite o sentendo cose che mi sono perso quest’anno potrò trovare dischi che magari sono migliori o suonati da gente con più esperienza e qualità, ma non posso restare insensibile davanti alla crescita di quattro ragazzi ventenni che finalmente, dopo così pochi anni di gavetta e sforzi fanno uscire un album di questo livello. Il futuro è loro.

In chiusura abbiamo un gruppo americano che personalmente mi ha riportato ai tempi in cui scoprivo i vecchi Morbid Angel di Abominations of Desolations e Altars of Madness, come fosse una madeleine proustiana. Questi HEXORCIST, da Miami Beach, sono una summa delle esperienze old school acquisite nei decenni e riproposte in maniera assai compita e pertinente, molto credibile nello stile e nei suoni, che paiono usciti dai Morrisound dell’epoca d’oro. Se quella è la vostra minestra allora non lasciatevi scappare questo Evil Reaping Death. D’altronde un disco che comincia con il Sabba delle Streghe di Berlioz, uno degli incubi musicali più spaventosi e lugubri della storia, non può che promettere bene. Davvero un signor album che vi accompagnerà nelle ore più liete. (Piero Tola)

One comment

  • Sempre impeccabili gli Abysmal Grief, grandi atmosfere ma non dimenticano mai che il Doom deve prima di tutto averci i riff. Nel genere qui in Italia hanno pochissimi rivali, e visto che hanno rilasciato spero sia la volta buona che li becco dal vivo. Tutto l’opposto per i Fulci, che dopo l’ottimo secondo album gli deve essere salita la botta da “artisti” e han dovuto cacciare fuori un quarto d’ora di Death Metal noiosissimo (se proprio si vuole la roba grezza i Becerus hanno fatto molto meglio) e poi ‘sta cazzo di synthwave che, al di là delle opinioni sul genere, non c’ha proprio niente a che fare con le colonne sonore di Fulci che erano quasi tutte orchestrali. Peccato davvero, però dal vivo continuano a demolire palazzi pure senza batterista.

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