R.i.P. William Mecum

Will Mecum era fatto così. Sempre con un cappello da baseball sdrucito in testa e una birra in mano. Scendeva barcollante dal furgone e si metteva a scaricare personalmente la strumentazione, perché i roadie sono un lusso che i Karma to Burn non hanno mai voluto o potuto permettersi. Due minuti di soundcheck, giusto per accertarsi che i Marshall fossero girati nella direzione corretta, e poi via a stappare l’ennesima bottiglia.

Will era l’alfiere umile e gentile di un tempo bello, della stagione che a Roma è coincisa con l’esplosione di una scena stoner tra le più floride del continente. Tutto girava intorno al Sinister Noise, mecca delle anime perdute di Roma Est, col suo fumoso scantinato immerso nei meandri di via Ostiense che per le serate di gala si popolava di un’umanità alticcia e familiare. E quelle serate di gala coincidevano spesso con le calate capitoline dei Karma to Burn, presenti in città a cadenza annuale e a volte semestrale. Era diventato un appuntamento di rito, che seguiva dinamiche ormai consolidate. Panino rancido nel Burger King all’angolo, litri di birra scolati fuori dal locale, fiumi di chiacchiere sul senso della vita o sul gruppo spalla di turno, l’inizio del concerto sistematicamente in ritardo di ore rispetto all’orario previsto. Will sempre lì, con quel sorriso sornione, la sigaretta accesa e il passo claudicante da redneck impenitente, a dispensare racconti di tour e deserto. E ‘sti cazzi se facevamo l’alba e il giorno dopo bisognava andare a lavorare, tanto io all’epoca abitavo a due passi, Stefano aveva un pupo a cui badare ma mai abbastanza riff da onorare, Ciccio e Roberto vivevano ancora come profughi in un sottoscala a Piazza Bologna e il Masticatore spuntava misteriosamente dalla nebbia che poi lo avrebbe altrettanto misteriosamente inghiottito a fine serata.

ktb

Avremo visto i Karma to Burn decine di volte, in tutte le formazioni, sia con l’impressionante Rob Oswald alla batteria (aveva i piatti montati a due metri da terra e tirava certe mine che facevano cascare l’intonaco dalle pareti) che col vecchio bassista Rich Mullins, quello che suonava col colbacco e gli occhiali da sole pure a mezzanotte e che un giorno pensò bene di sparire nel nulla insieme ai soldi del merch. Arrivò a sostituirlo il bassista degli Exploited e noi eravamo ancora lì, stipati come sardine ai piedi del Gazometro. Ed era lì anche Will, unico membro originale superstite e genius loci di una scena che anche grazie a lui raggiunse una popolarità insperata, fornendo visibilità e supporto a band che oggi figurano a pieno titolo nelle line-up dei principali festival europei.

Mi ricordo che una volta andai a vedere i Karma to Burn al Sinister Noise poco dopo averli visti al Desertfest di Londra, nel meraviglioso contesto del Koko, dove avevano suonato in apertura agli Sleep davanti a migliaia di persone. Arrivai al locale e Will stava come al solito appoggiato al muro esterno, con la Ichnusa d’ordinanza tra le dita. Notò subito al mio polso il pass per il Desertfest che non avevo ancora avuto il cuore di togliere e mi chiese se fossi stato al loro concerto londinese. Gli risposi che ovviamente sì, li avevo visti anche lì, e che assistere a un loro show in una location per me così atipica, maestosa e altisonante sotto tutti i punti di vista, era stata un’esperienza esaltante ma al contempo un po’ straniante, abituato com’ero a vederli immerso nel ronzio delle casse e nella puzza di piscio. Lui rise sonoramente e replicò che capiva alla perfezione cosa intendessi. Tirò giù un sorso di birra, mi diede una pacca sulla spalla e mi disse che Londra era bella, il Koko splendido, la grande folla elettrizzante, ma nulla che eguagliasse i soliti venti stronzi ammassati a scapocciare nello scantinato del Sinister Noise. Will Mecum era fatto così, e ci manca già terribilmente.

One comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...