Recuperone in assembramento

PERSUADER – Necronomancy
I Persuader si porteranno appresso tutta la vita il peso di aver scritto un album come Evolution Purgatory. Dopo di allora non sono più riusciti a replicarsi, nonostante abbiano sempre prodotto dischi assolutamente pregevoli che ogni volta si finisce però sempre per paragonare a quel capolavoro incredibile, uscito come un fulmine a ciel sereno un giorno di febbraio di ormai sedici anni fa. Necronomancy non fa eccezione: come i precedenti When Eden Burns e The Fiction Maze non ha nulla che non vada, con quel binomio melodia/ignoranza che da sempre è il loro marchio di fabbrica, la voce di Jens Carlsson che sembra un Hansi Kursch adolescente e quei cori tiratissimi. Ma è inutile: qualsiasi cosa facciano si finisce sempre a fare il paragone con quel disco fatale. Che era troppo più bello, troppo più fresco, troppo più esagerato in qualsiasi cosa, e sfoggiava un impianto corale rimasto insuperato. Evolution Purgatory è stata davvero la loro maledizione: all’epoca si stracciarono tutti le vesti, si faceva a gara per definirli i nuovi Blind Guardian (sbagliando, ovviamente, come ogni santissima volta che si fanno discorsi del tipo X è il nuovo Y) e si era tutti d’accordo nel considerarli la nuova grande promessa del power metal. Dopo di allora tre soli dischi in sedici anni, una presenza live ridottissima e il tramonto del progetto Savage Circus insieme a Thomen Stauch nel giro di soli due album. Ci si può comunque consolare con un altro bel disco pieno di belle canzoni, suonato e cantato con la solita cazzimma e il solito senso della melodia da pugno in aria. Certo, non è Evolution Purgatory, ma se questo fosse il debutto di un gruppo esordiente probabilmente avremmo tutt’altro tipo di entusiasmo.

OLD MOTHER HELL – Lord of Demise
Gli Old Mother Hell sono tedeschi e dopo il promettente debutto omonimo di tre anni fa sono approdati alla Cruz del Sur per la quale esce il loro secondo album, ora in oggetto. Lord of Demise mi è piaciuto molto, ma ha dei grossi difetti legati al suono, specie quello delle chitarre che spesso è loffio, non spinge e non ha neanche la giustificazione di suonare retrò. In generale la produzione mi è sembrata né carne né pesce, cioè una via di mezzo tra il moderno e il classico che non ha i pregi né dell’uno né dell’altro. Questo però è l’unico vero difetto del disco: i pezzi ci sono, il cantante spacca a certi livelli, quando si trascende nell’epic doom si raggiungono vette di fomento assoluto, e in qualche modo funziona anche il contrasto con gli assoli settantiani. Lord of Demise mostra comunque un gruppo sicuro dei propri mezzi e che mantiene le promesse del debutto viaggiando tra vari stili, con partiture veloci o molto lente, mantenendo sempre fissa la quota di epicità sia nelle fasi più melodiche che in quelle più oscure. Peccato per il suono, ma magari un giorno uscirà una rimasterizzazione o qualcosa del genere. Comunque Lord of Demise va sentito anche solo per la voce di Bernd Vener, che, ripeto, spacca a certi livelli.

SMOULDER – Dream Quest Ends
Un altro dischettino molto interessante di epic metal uscito nel 2020 sempre per Cruz del Sur – anche se ormai mesi fa – è questo Dream Quest Ends, EP che segue il pregevole debutto della band canadese Times of Obscene Evil and Wild Daring dell’anno scorso. Non c’è molta carne al fuoco: solo due pezzi inediti (l’eponima e Warrior Witch of Hell), che comunque confermano le buone cose sentite nel full, poi una cover dei Manilla Road (Cage of Mirrors) e i tre pezzi dal loro unico demo del 2018. Un’uscita interlocutoria quindi, ma abbiamo voluto parlarne lo stesso sia perché credo che gli Smoulder non siano mai stati citati qui su MS sia perché il demo è davvero molto carino e si meritava una pubblicazione ufficiale.

COSMOVORE – Into the Necrosphere
Non posso esimermi dal parlarvi di questo EP di death metal dissonante e pazzerello a firma Cosmovore, gruppo di cui non si sa nulla tranne la provenienza tedesca. Into the Necrosphere si trova su BandCamp ed è composto da quattro pezzi a metà tra i Morbid Angel dell’era Tucker, gli Ulcerate e qualcosa di black acido in stile Deathspell Omega. Questa è stata una segnalazione di Luca Bonetta che stranamente – dato che questo non è propriamente il genere che bazzico di solito – mi ha preso parecchio. Forse perché sono molto legato ai Morbid Angel, o forse perché le parti più torbide mi hanno ricordato il debutto di Nader Sadek, non so. Comunque la cifra stilistica dell’EP è la sua dissonanza cosmica straniante che ti fa sembrare di essere al cospetto di Yog-Sothoth con tutte le conseguenze sulla salute mentale che ne derivano. Sentitelo in cuffia anche voi e sappiatemi dire.

MARDOM – The Path of No Return
Chiudiamo in bellezza con un altro EP che mi ha consigliato Griffar questa stessa mattina e che mi sono lanciato ad ascoltare fidandomi ciecamente della nostra eminenza grigia. Il quale ci ha preso anche questa volta: The Path of No Return è infatti uno splendido gioiellino black metal di quattro tracce estremamente old school che sfoggia una serie di riff pazzeschi capaci di entrarti in testa al primo ascolto e di farti venire i geloni alle sinapsi. Di più non posso dire molto sia perché Mardom (one-man band polacca retta da tale Svetopolk) non inventa nulla sia perché non ho avuto molto tempo per ascoltarlo, ma sentivo comunque la necessità di segnalarlo. Buone feste a tutti. (barg)

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