DARK TRANQUILLITY – Moment (e il concerto in streaming)

La recensione di Moment non può che partire dallo stesso assunto di quella di Atoma, e cioè che sinceramente mai avrei potuto immaginare di interessarmi di nuovo ai Dark Tranquillity, dopo anni di dischi superflui quando non addirittura orrendi. Va da sé che, proprio perché Atoma mi era piaciuto così tanto, ho atteso l’uscita di questo con una discreta aspettativa, sperando che i goteborghesi non dico replicassero quanto fatto con quel disco ma che quantomeno ci si avvicinassero.

Alla fine Moment replica davvero il lavoro precedente, ma in senso quantitativo, non qualitativo: e cioè il disco riprende perfettamente lo stile di Atoma ma non è bello allo stesso modo. Detta in termini semplici, sembra un disco di scarti di Atoma. La cosa dapprincipio mi aveva preso male, però devo ammettere che Moment cresce con gli ascolti. Continua a piacermi la nuova voce di Stanne, devastata e arrochita, ormai praticamente uno screaming black metal, perché io coi Dark Tranquillity ci sono cresciuto e ci ero molto legato da adolescente o giù di lì, quindi sentire Stanne così mi dà una sensazione di vicinanza, come se fossimo invecchiati insieme, in un certo senso. Poi le loro atmosfere sono sempre quelle, che quando gli escono bene (o comunque non troppo male) danno la sensazione di sentirsi a casa, come quando da ragazzino ascoltavo Projector o The Mind’s I o Haven in cuffia e mi si apriva un mondo.

Il grosso difetto di Moment, oltre al già citato fatto che suona come Atoma ma non è bello come Atoma, sono i due nuovi chitarristi. Già lo shock di non ritrovarsi più Niklas Sundin è abbastanza, ma i due nuovi sono davvero pessimi. Immagino che Christopher Amott abbia svariati sostenitori da qualche parte, dato che il patetico gruppo di merda per il quale è famoso risulta avere posizioni molto alte nei festival, ma lui e l’altro campione qui fanno due cose: nelle ritmiche cercano di riprodurre il più fedelmente possibile lo stile di Sundin (probabilmente costretti, e a ragione, dai membri storici), mentre nelle parti soliste si prodigano a suonare assoli orribili e insensati, che affossano qualsivoglia buono spunto del pezzo. È un problema, perché ogni volta che sta per partire l’assolo partono contemporaneamente anche le bestemmie.

Comunque Moment ha qualche pezzo carino. Parte bene con le due iniziali Phantom Days e Transient e poi ha una doppietta niente male a metà disco con Standstill, forse la migliore dell’album, e la successiva Ego Deception. Purtroppo in mezzo c’è parecchia mosceria e poi finisce male, con In Truth Divided che riprende lo stile da ballata elettronica su cui si sono incomprensibilmente fissati negli ultimi anni, ed è un peccato perché l’ultima di Atoma, Caves and Embers, era anche la migliore di quell’album.

E insomma, a questo punto non potevamo esimerci dal vedere il concerto in streaming, anche perché alla mia compagna di merende i Dark Tranquillity piacciono parecchio, il che dà solidità allo stereotipo per cui ai concerti dei Dark Tranquillity la presenza femminile è molto forte. Costa 15 euro, e vabbè, dovranno pure campare questi in qualche modo. Ho sentito che molta gente ha avuto problemi nel collegarsi, tanto che la band stessa si è scusata con un post su Facebook (allegando un video del famoso blue screen of death di Bill Gates, come fai a non volergli bene), ma a me, a parte una difficoltà all’inizio, è andato tutto liscio. Il concerto in sé è stato comunque stato carino: i due nuovi non si possono né vedere né sentire, i tre membri storici (Stanne, Jivarp e Brändström) sono sempre gli stessi e per me ormai sono gente di casa; a tal proposito, non so se inserire questo concerto nell’eterna conta tra Dark Tranquillity e Domine su quale gruppo abbia visto di più in vita mia, ma ormai ci avviciniamo alla quindicina a testa. Stanne in particolare sembra tonico e coinvolto, e del resto questa è la prima loro esibizione da un anno a questa parte – e chissà quando sarà la prossima. Fanno tutto Moment dall’inizio alla fine, e ci sta, ma il problema è che si limitano a questo, senza neanche un piccolo bis con qualche vecchio pezzo. Ci siamo rimasti sinceramente male: forse non abbiamo capito noi al momento di comprare il biglietto, ma non ce lo aspettavamo per nulla. E vabbè, è il 2020, passerà anche questa. (barg)

5 commenti

  • Sembra un pezzo degli In Flames, per qualcuno potrebbe non essere un complimento

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  • Album assai caruccio tutto sommato e ai DT gli si vuole sempre bene.
    Comunque sono lieto di annunciare che ho trovato il mio disco dell’anno ed è questo.
    Una cazzo di bomba. Questi spaccano veramente il culo e fra un paio di album, se non faranno stronzate, li vedremo headliner a qualche festival importante. Ci metto la mano sul fuoco. Tiro della madonna, classicità fino a un certo punto (parliamo di un heavy/epic doom sbilanciato sul primo aspetto), organo, buona immagine (sempre su sta cazzo del falsariga carnevalesca) e un cantante eccezionale.
    Fine, ciao.
    https://youtu.be/7cynvT8RMrs

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  • L’album dopo due ascolti mi pare carino. Non sento sto gran disastro nelle chitarre anche se è palese che la composizione dei brani è prevalentemente se non del tutto su tastiera. I concerti in streaming non li capisco e non mi avranno mai. Invece, ho visto i Dark Tranquillity mi pare 6 volte live, ma i Domine una volta sola. Questo mi pesa tantissimo!!!

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  • boh, a me Atoma non è piaciuto…non credo quindi di trovare del tempo da dedicarci…

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