MÖRK GRYNING – Hinsides Vrede

Per quanto mi riguarda il ritorno dei Mörk Gryning era uno dei dischi più attesi dell’anno. Un’attesa piuttosto lunga, visto che l’ultimo parto della band risaliva addirittura al 2005 col disco omonimo a cui era seguito questo lunghissimo letargo. Quando si parla di Mörk Gryning il pensiero va obbligatoriamente agli anni d’oro della No Fashion Records e a tutti quei gruppi (Vinterland, Dawn, Lord Belial, Sacramentum, Necrophobic ecc ecc) che in un modo o in un altro si rifacevano alla lezione impartita dai Dissection, con l’obiettivo di suonare un black metal di chiara ispirazione melodica che non disdegnasse elementi atmosferici e con quel tipico plettraggio alternato tra death e black che aveva fatto la fortuna della band di Jon Nödveidt.

Dopo l’esordio clamoroso datato 1995 intitolato Tusen År Har Gått, un disco che non può mancare nella collezione di chiunque si professi amante di black metal melodico, i Mörk Gryning si sono mantenuti su ottimi livelli fino almeno a Maelstrom Chaos, a cui era seguita una parabola discendente per colpa soprattutto di un sound virato pericolosamente verso il death, con l’assenza di quegli elementi melodici tipici dei primi dischi. Per fortuna mi sono bastati pochi secondi della micidiale traccia d’apertura Faltherren per capire come questo nuovissimo Hinsides Vrede riporti dritto dritto al tipico sound novantiano della band di Stoccolma, un classico death-black melodico prodotto magnificamente e con un suono di chitarra che sembra segarti le orecchie per quanto è tagliente. Dalla successiva Existence in Dream emerge tutta la sapienza degli svedesi nell’unire le classiche sfuriate black a delle stupende divagazioni acustiche che non possono non riportare alla mente gli stessi Dissection e Lord Belial: basta sentire la bellezza della sola chitarra acustica di Hinsides o del solo piano di For Those Departed. Interessante anche un pezzo un po’ più sperimentale e fuori dai loro standard come A Glimpse of The Sky, con tanto di parti di cantato in voce pulita, a conferma di come i Mork Gryning, nonostante una proposta inevitabilmente derivativa, quando serve sappiano essere anche molto versatili.

In definitiva questo Hinsides Vrede riesce dove purtroppo aveva in parte fallito un altro ritorno illustre come quello dei Naglfar, che con Cerecloth avevano spinto pure troppo sull’acceleratore, dando vita ad un lavoro a tratti fin troppo monocorde. Qui invece, in appena 35 minuti, i Mork Gryning riescono nell’intento di dar vita ad un disco veramente notevolissimo, assolutamente obbligatorio per i fanatici del melodic black-death metal sound made in Sweden. (Michele Romani)

3 commenti

  • Ottimo, il black metal è vivo e batte i suoi colpi, viva il nord Europa ! Alle nostre latitudini c’è sempre un’ umidità perniciosa e conformista che si insinua pure nei cervelli.

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  • Tutto perfetto.Grazie per la rece. Lo ordino subito.
    Dove sono io c’é la nebbia, in questo sabato sera a casa rimembro le serate in sala prove alla fine degli anni 90, e le cene nelle trattorie sperdute. Non resta che andare sul balcone e recitare La spigolatrice di Sapri

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  • Discone, poco da aggiungere. Si ricollega perfettamente appunto al periodo d’oro della no fashion, e soprattutto ai loro primi lavori (pieces of .. neanche lo cago)

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