Despicable, il nuovo EP dei CARCASS

Dell’EP dei Carcass già ho scritto alcune righe in un altro articolo, dato che, in netto anticipo sulla sua data d’uscita, già ne avevamo ascoltate tre canzoni su quattro. Sarò vecchio io, ma nel momento esatto dell’ascolto non provavo assolutamente niente: curiosità, eccitazione, voglia di spararmi un whisky. Niente. Dover assimilare una sola canzone su quattro il giorno del primo ascolto di un album, pur se un banale EP, è per me annichilente: mi sento come se fossi in ascolto del singolo e non del prodotto finale, e lo faccio tenendo ben presente come suona tutto il resto. Fine del pippone mentale, Despicable non lo inquadro neppure nell’epopea Covid-19 dato che i Carcass, già al tempo di Surgical Steel, applicarono quello che oggi consolidano come un vero e proprio modus operandi a trent’anni da Tools of the Trade: scrivono una dozzina o una quindicina di canzoni, e quelle che meno rendono nell’economia del disco le fanno uscire – in anticipo oppure in ritardo – in uno di questi benedetti EP che andavano di moda un sacco di tempo fa, e che oggi ritroviamo alla ribalta ben insiti nei meccanismi tipici della musica al digitale. Despicable ha quattro pezzi, dicevo, e una la ritroveremo anche nell’album Torn Arteries che non ci è dato sapere quand’è che uscirà, altrimenti ci incazziamo il giorno che lo rimandano di qualche altro mese a causa polmonite. Il bello è che qualche pagina continua a titolare “late 2020“, come se fosse ancora possibile sperarci.

Sono uno che al solo nominare i Carcass entra all’istante in modalità cazzo duro. Sono uno dei miei gruppi preferiti, sono intoccabili. Sono quel genere di gruppo a cui ho giustificato un album che non mi piacque per nulla, Swansong, ammettendo – di tanto in tanto, e specialmente da ubriaco – che in sostanza mi piace e che ha quelle due o tre canzoni splendide, che per loro rappresentano il minimo sindacabile. Ma quest’ultimo dettaglio lo ometto sempre, e sapete perché? Perché sono i Carcass. Facile non essere obiettivo con loro.

Non ricordo come fosse l’EP uscito di seguito a Surgical Steel, il bellissimo Surgical Steel. Ricordo che aveva titoli più da sala operatoria rispetto all’album e un nome diviso in due monconi che per farmelo tornare a mente dovrei andare a ricercarlo. Onestamente della sua musica non so più niente, non ho nozioni, mentre Surgical Steel ce l’ho ben impresso. Ripeto, Despicable non va decifrato esclusivamente nel contesto Covid-19: loro ti rifilano sempre sia gli scarti che il disco. E questi sono per l’appunto gli scarti.

La notizia buona è che la prima canzone, di cui avevo già accennato, mi piace un sacco: dinamica, sentita, con un bellissimo lavoro alle chitarre. La cattiva, tolta quella Under the Scalpel Blade che è un singolo apripista di Torn Arteries infilato qui per macinare una parvenza di minutaggio, è che le altre due non sono affatto entusiasmanti. C’è quella col titolo ripreso dai The Beatles che è in assoluto una delle peggiori cose mai incise dal gruppo inglese: a sentirla e risentirla si fonderebbe pure su dei buoni riff, ma inciampa nella peggiore delle buche con quel ritornello da osteria oppure da Arch Enemy. Slaughtered in Soho è l’ultimo pezzo di Despicable che mi rimaneva da ascoltare oltre un mese fa: mid-tempo molto canonica, con quell’atmosfera un po’ alla Embodiment che dà il largo a una parte solista piuttosto vivace ma non altrettanto ispirata. Peccato Carcass, ma questo già lo sapevamo: ora l’album. (Marco Belardi)

4 commenti

  • in effetti, inutile

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  • “Hi, we’re Carcass from England, we kick asses, how d’you do?” L’ha detta Jeff, al PartySan 2016. Io ero lì, e a parte un medley di Symphonies che mi ha fatto dei danni alla cassa toracica, il resto della setlist fu imbarazzante.
    Carcass è una parte della mia vita. Dio, come sono caduti in basso. Oggi sono come chiedere al sommellier un bicchiere di Barolo e questo ti arriva col Tavernello, e per di più ti costringe a bertelo.

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  • Delle ultime uscite recensite mi sono piaciuti molto i Benediction, questo dei Carcass dopo 3/4 ascolti comincia a interessarmi. La classe non è acqua oppure è semplicemente l’ effetto alone del nome.

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