Com’è bella la quenelle: la strana gaffe degli Harakiri for the Sky

Alcuni giorni fa gli Harakiri for the Sky avevano annunciato che tra gli ospiti del loro nuovo album Maere sarebbe stata presente Audrey Sylvain, ex voce femminile di Amesoeurs e Peste Noire. La signorina, in passato legata sentimentalmente proprio al tizio dei Peste Noire (la transizione di Famine da blackster misantropo a hooligan de destra meriterebbe una disamina a parte), è un personaggio, diciamo, controverso dal punto di vista ideologico. I fan si rivoltano e riempiono la pagina Facebook della band austriaca di rimostranze corredate da screenshot del profilo della Sylvain, il cui andazzo ricorda più o meno quello del vostro zio sovranaro che legge solo Imola oggi, tra tormentoni alt-right e foto di Audrey che fa la quenelle. Dato che è un profilo privato e i dossieraggi li lascio agli extraparlamentari anni ’70, non mi pare il caso di sottoporvi il materiale.

Finisce che gli Harakiri for the Sky, per placare l’inclito pubblico, annunciano che l’ospitata incriminata è stata eliminata dal disco. Da una parte si tratta di un episodio senza precedenti (un gruppo che ritocca in corsa un proprio lavoro su pressione dell’udienza social), dall’altra sarebbe intellettualmente disonesto invocare la lotta al politicamente corretto e accostare la faccenda alla sollevazione contro le intemerate alcoliche di Phil Anselmo o alla furia Black Lives Matter diretta contro bersagli improbabili come i Marduk o quei poveracci dei Black Pussy. Le prese di posizione politiche estreme (attenzione: prese di posizione, non posizioni, è una differenza sostanziale) sono sempre state malviste nella scena anche ben prima delle crociate di Metal Sucks. L’heavy metal accoglie orientamenti inconciliabili in virtù di una filosofia di fondo libertaria. Puoi credere in quello che vuoi ma non devi rompere le palle a nessuno: una regola non scritta che mette ai margini gli intolleranti di ogni provenienza. Un nero o una coppia di gay devono poter andare a un concerto senza che nessuno li molesti e, allo stesso tempo, Hoest deve poter fare lo scemo con le svastiche e la buonanima di Seth Putnam scrivere i testi che scriveva. Quando si sconfina nella militanza, e mi pare sia il caso della Sylvain, il discorso cambia: ti rivolgi a un giro ristretto e susciti l’ostilità della maggioranza, con quel che ne consegue. Nessuno deve escluderti dal consesso civile o impedirti di declamare quanto fossero belli i tempi di Vichy ma finirai per rivolgerti solo ai pochi che la pensano come te. L’NSBM è sempre esistito ed è sempre stato un circoletto separato che si fa i raduni per cazzi suoi, con buona pace di chi paventa un’ondata nera pronta a rendere i festival black metal succursali delle SA.

Nelle ore successive la cantante pubblica lo screenshot del messaggio che la band le ha inviato per spiegare le ragioni del dietrofront. I due affermano che non si sarebbero mai aspettati una reazione del genere e che la casa discografica ha consigliato loro di lasciar perdere per evitare boicottaggi, concerti cancellati eccetera. “Codardi” è la chiosa di Sylvain.

In ogni caso, che gli Harakiri for the Sky siano cascati dal pero in questo modo mi sembra abbastanza allucinante. La Sylvain è quello che è e non lo nasconde: se decidi comunque di farla cantare sul tuo disco, devi essere pronto a difendere la tua scelta e dire che non te ne frega niente se fa la quenelle. L’isteria che circonda di questi tempi tali materie avrebbe dovuto suggerire una maggiore cautela, considerando che l’iniziativa sarebbe stata percepita come discutibile anche dieci anni fa. E allora?

La spiegazione più plausibile è che gli Harakiri for the Sky, bontà loro, siano gente che si fa gli affari propri, ignara di cosa pubblicano sui social i musicisti con cui scelgono di collaborare e delle ultime fonti di indignazione in voga su Twitter. Magari era lecito aspettarsi un po’ più di attenzione dalla casa discografica, dato che una figura contigua al giro NSBM non è proprio uguale uguale a Tom Araya e Ripper Owens che invitano gli amici follouerz a votare per Donald Trump. Eppure c’è una parte del mio cervello bacato che non riesce a non baloccarsi con il sospetto dietrologico di una paraculata finita male. Perché, proprio in virtù del discorso della militanza e delle sue dinamiche, molti sodali di una certa area avrebbero comprato a scatola chiusa Maere solo perché in un pezzo c’era la camerata Audrey. Se non avete presente il giro, l’NSBM funziona così: se domani incido in cantina un disco raw black metal composto in un pomeriggio di hangover, ci metto un logo con le totenkopf e una foto di Dachau in copertina e annuncio un’edizione limitata a 50 euro il pezzo, in qualche giorno vendo tutte le copie. Poi magari mi sbaglio, in generale è tutta ‘sta storia che mi ha lasciato abbastanza confuso. Come direbbe il food blogger del Giambellino, e voi cosa ne pensate amici? E stasera andouillette e Chablis alla faccia della lobby sionista! (Ciccio Russo)

17 commenti

  • Per me va bene tutto, la colonna sonora di Romper Stomper è presente sui miei divice da sempre ma i maschi alpha che si atteggiano a leaders mi fanno venire tutte le allergie ipotizzabili figuriamoci una femmina !

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  • “Quando si sconfina nella militanza, e mi pare sia il caso della Sylvain, il discorso cambia: ti rivolgi a un giro ristretto e susciti l’ostilità della maggioranza, con quel che ne consegue”. Da quando in qua il metal si preoccupa di non suscitare l’ostilità della maggioranza? Questo episodio è squallido e preoccupante nel suo svelare una tendenza conformista (ideologicamente nulla o superficiale) che ha iniziato ad ammorbare anche il nostro ambiente. Vicenda assimilabile alla decisione di certe riviste di non parlare più di Burzum e simili perchè “cattivi”. La vedo molto male

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    • Intendo della maggioranza del pubblico metal, anche 20 anni fa chi lanciava messaggi politici espliciti veniva visto con insofferenza, è quello che ci distingue dal giro punk-hc

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      • Penso che se gli Slayer fossero usciti ora con il primo disco sarebbero stati osteggiati ben di più di quanto sia successo anni fa. Non parliamo poi di altri esempi tipo Iced Earth, Manowar, gruppi black in generale etc. Mi pare che in questi ultimi tempi ci sia una pressione univoca a convogliare pensiero ed espressione artistica in un unico senso arbitrariamente imposto come giusto e che crea due sole categorie: i buoni e i cattivi. E tutto questo non ha nulla a che vedere con ideologie di alcun tipo, ma solo con l’uniformazione del pensiero, mediante ricatto morale e/o economico (soprattutto). Metal Skunk ha sempre avuto il pregio di schierarsi contro questa follia, forse mi aspettavo un’analisi simile anche nel commentare questo episodio, che giudico gravissimo.

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  • La band ha toppato alla grande, comunque non li ho mai ascoltati e stavo pensando di farlo. Questo episodio ai miei ochi li mette in cattiva luce.

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  • Mi basterebbe l’ironia di un’estremista di destra che sfoggia una posa attribuita a un comico africano, per di più sospettato di simpatie per il radicalismo islamico.

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  • Sempre e comunque contrario alla censura di qualsiasi tipo, anche se per quanto mi riguarda chi inneggia al nazismo meriterebbe di venire deportato per qualche mese, V for Vendetta style, in un simpatico campo di concentramento. Sia chiaro, il medesimo discorso vale anche per chi plaude al compagno Stalin, con la sola differenza che che si tratterebbe di un tematicamente corretto gulag.

    Detto questo, son le stesse discussioni che si son fatte 300 volte su Varg e tanti altri. Fregartene del messaggio e goderti la musica o no? Personalmente continuerò ad ascoltarmi gli Amesoeurs, e continuerò a pensare che lei sia una stupida vacca ignorante, ma almeno non ho la pretesa di imporre al mondo come la penso, a differenza di questi socialwarriors di stocazzo.

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  • I tizi degli HFTS sono due cui non credo freghi un cazzo delle stronzate da social. Ergo non immaginavo il casino che avrebbero tirato su con ‘sta vicenda. Sulla dietrologia che ipotizza Ciccio mi sembra una roba troppo sottile, onestamente. Di fatto l’hype per il disco è cresciuto a dismisura. È sempre la stessa solfa: purché se ne parli.
    Vero quello che scrive qui qualcuno, ossia censura, se prendi una posizione allora sii coerente, eccetera.
    Ma mettetevi pure nei panni di chi in un periodo come questo rischia di vedersi saltare dei tour per una quenelle che diventa querelle. Ennamo su. So’ tutti froci cor culo dell’artri.

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  • Metallaro Scettico

    Ma dai smettiamola colla presunta innocenza fino a prova contraria. Figurati se non sapevano con chi avevano a che fare. Visto che c’è tanta scelta, pure troppa, uno può tranquillamente ascoltare buona musica senza dare spazio a fascistoidi convinti o paraculi che siano.

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    • Non ci capisco un cazzo con ste risposte, porco dio. Ce l’hai con me, stai rispondendo a me? Non lo so. Comunque…
      Nessuno qua ha parlato di presunta innocenza. Io personalmente ho detto che, dal mio punto di vista, la band non immaginava la portata delle conseguenze. Ossia di quel che è venuto dopo. Non di quello che potevano aver ponderato mentre sceglievano il guest de sta cazzo de bagascia. Se pò dì? Così per diletto o mò me ritrovo orde de femministe a minacciarmi di morte? Pare che qua tocca dichiarà tutto, se no so’ cazzi. Allora lo dico. Sostengo posizioni ideologiche prossime all’anarchia. Simpatizzo per Enrico Malatesta, in passato ho militato in movimenti di estrema sinistra extra parlamentare. Attualmente me ne fotto e non voto da circa 15 anni. Chiaro? Bene. Ora: l’esperienza estetica che l’arte rappresenta non ha per me alcuna rilevanza politica. Chi legge l’estetica con categorie primitive, del tipo amico/nemico, in linea con il proprio orientamento politico, è un coglione che riduce la polisemia dell’esperienza umana a modelli semplicistici e fuori contesto.

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      • Metallaro scettico

        Non rispondevo a nessuno in particolare, ocrop oid! Volevo solo dire una cosa che a me sembra ovvia: se noi coglioni con una connessione internet possiamo capire benissimo che tipo è la bagascia in questione, figurati se non lo sapevano i tipi in questione. Quindi per me i casi sono 2:
        1. La paraculata di cui sopra
        2. Una affinità ideologica che però gli austriaci non lasciano trasparire perché sono più furbi
        Poi se devo dichiararmi pure io, ho sempre votato a dx ma un neonazi per me non è di destra, è un criminale.

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  • In tutto questo, non sapendo che cavolo è la quenelle, sono andato a vedere. A me sembra Alex Drastico che dice di avere una minchia tanta.

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  • Altro che censura ! Sarebbe divertente invitare qualche militante di queste fazioni. Con il senso della battuta dei ragazzi di Metalskunk e di parecchi utenti del blog verrebbero perculati fino a farli scappare in preda alla confusione dialettica !

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